FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
QUALCUNO VOLEVA COLPIRE GIOVANNA BODA? NANDO DALLA CHIESA IN DIFESA DELLA DIRIGENTE DEL MIUR CHE HA TENTATO IL SUICIDIO LANCIANDOSI DALLA FINESTRA DOPO ESSERE STATA INDAGATA PER CORRUZIONE - MESSA ALLA GOGNA DA "LA VERITA'" IN UN ARTICOLO IN CUI HO TROVATO UNA COMBINAZIONE DI PARTICOLARI CHE MI HANNO INQUIETATO. LA DIRIGENTE VIENE ACCOSTATA A LUCA PALAMARA, SOLO PERCHÉ, PER CONTO DEL SUO MINISTRO DELL'EPOCA ELENA BOSCHI, GLI DÀ UN APPUNTAMENTO, IN UN QUADRO DEL TUTTO ESTRANEO ALL'INDAGINE PER TEMPI E PER MATERIA…" - LA DOMANDA E': "DOVE NASCE L'INPUT DI QUELL'ARTICOLO?"
Nando Dalla Chiesa, fratello di Rita, conosce bene Giovanna Boda, la dirigente del Miur coinvolta in una inchiesta sul Miur per corruzione che ha tentato il suicidio. E ha un sospetto: che qualcuno abbia voluto appositamente colpirla. La Boda, scrive Dalla Chiesa sul Fatto quotidiano è "una donna a cui il mondo della scuola deve tantissimo e a cui deve tantissimo il movimento antimafia", "con un senso delle istituzioni da fare invidia a uno statista".
Però è stata messa alla gogna dal quotidiano La Verità in un articolo nel quale, prosegue Dalla Chiesa "ho trovato una combinazione di particolari che mi hanno inquietato. A partire dalla fine, in cui la dirigente del ministero viene accostata a Luca Palamara, solo perché, per conto del suo ministro dell'epoca Elena Boschi, gli dà un appuntamento, in un quadro del tutto estraneo all'indagine per tempi e per materia. Insomma, accostamento gratuito e voluto".
"Siamo la rete del bene", diceva sempre la Boda ma "non a Palamara, ma a chi si spendeva nell'antimafia". Insomma, attacca Dalla Chiesa: "Un articolo scoop senza notizia di reato. In cui si allude a una 'soffitta nelle disponibilità della donna' per dire del solaio di casa sua. Un riferimento insipido a Palamara". Quindi il sospetto: "Giovanna era stata messa da poco, in qualità di commissaria, alla testa dell'ufficio scolastico della Calabria, la regione che non si può toccare, dove neanche le riprese televisive dei grandi processi si possono fare. E di colpo è diventata una corrotta".
luca palamara ph massimo sestini
Altre due persone, che Dalla Chiesa conosce bene, oltre alla Boda, "ho visto descritti sui giornali (o dai magistrati) come criminali: Francesco Forgione, ex presidente dell'antimafia che ha messo il dito nelle parentele tra magistrati e milieu mafiosi in Calabria; Claudio La Camera, tra i fondatori del museo della 'ndrangheta a Reggio Calabria". Tutte e tre "persone per bene", conclude Dalla Chiesa, "tutte e tre sottoposte a indagini o processi per me incredibili. E mi viene un rovello". La domanda è: "Dove nasce l'input di quell'articolo", "chi ripesca in chilometriche intercettazioni del tutto estranee lo scampolo di una lontana conversazione con Palamara, chi ha bisogno di colpire l'immagine e la credibilità di Giovanna Boda?".
Giovanna Boda
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Giovanna Boda
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