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"QUANDO HO SBAGLIATO A CUCINARE IL PURÈ HO CAPITO CHE ERA ORA DI CAMBIARE" – BENEDETTA ROSSI, LA MASSAIA MARCHIGIANA DIVENTATA PUNTO DI RIFERIMENTO FORTISSIMO DELLE CASALINGHE, DIFENDE LA SCELTA DI ESSERSI FATTA “PAPPARE” IL 51% DA MONDADORI PER 6.9 MILIONI DI EURO: “MI MANCAVA IL TEMPO PER STUDIARE LA CUCINA. CI STAVAMO TRASFORMANDO IN MANAGER PERDENDO LA PASSIONE. MA SONO SEMPRE IO. GLI INFLUENCER? LA NOSTRA PRIVACY NON È IN VENDITA, SE PUBBLICIZZI TUTTO LA CREDIBILITÀ FINISCE…"
Estratto dell’articolo di Elena Masuelli per “la Stampa” del 3 ottobre 2024
Cambiare tutto per non cambiare niente. Alla fine, l'operazione da 6,9 milioni di euro con cui il Gruppo Mondadori ha acquisito il 51% della sua società, Benedetta Rossi la spiega con la semplicità disarmante che ne ha determinato il successo e continua a essere la sua cifra. Basti pensare che sul suo profilo Instagram i post in alto sono dedicati a nonna Blandina e a zia Giulietta, le amate «vecchiarelle» scomparse, e le dirette hanno per protagonista il cane Cloud.
Nessun filtro, molta praticità: «Ci siamo resi conto che ciò che avevamo creato era diventato troppo grande per noi. Ci stavamo trasformando in manager perdendo la passione» racconta dal soggiorno di casa con il marito Marco Gentili, socio e complice di ogni attività (tranne i libri e l'orto, quelli sono roba tutta sua). Entroterra marchigiano a pochi passi dal mare, il posto dove sono nati, con famiglie e amici vicini. Da lì, 13 anni fa, hanno messo online il primo video su YouTube, quello della Giardiniera in agrodolce. Di Benedetta si vedevano solo le mani e il segnale non proprio stabile arrivava dall'antenna sul campanile della chiesa. Hanno deciso di restare anche quando quel gioco si è trasformato in un lavoro vero da 17 milioni di follower e 1 milione e 700mila copie di libri vendute.
BENEDETTA ROSSI COL MARITO E IL CANE
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Molti hanno titolato «Mondadori compra Benedetta Rossi». Invece?
«E invece adesso torno a essere io. Per le mie ricette approfondisco, studio, ma gli ultimi tre anni sono stati faticosissimi, mi mancava il tempo per provarle e stavo perdendo l'entusiasmo. Sono arrivata a sbagliare un piatto semplice come il purè perché ero sovrappensiero. La collaborazione editoriale col Gruppo Mondadori ha fatto sì che la scelta fosse naturale. Non siamo mai stati costretti a fare passi per cui non eravamo pronti. I libri per esempio, non mi piace uscire con un titolo all'anno a tutti i costi, la gente spende, devo offrire qualcosa di nuovo. E loro si sono sempre fidati».
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"Fatto in casa per voi". Un cambiamento c'è anche lì.
«Dopo tanti anni la trasmissione non si gira più nella nostra cucina. Dovevamo trovare un modo di realizzarla rispettoso per chi ci lavora. Con troupe e autori stipati in casa stava diventando impossibile. In uno spazio qui vicino il nostro falegname ha ricreato lo stesso ambiente, fatichiamo persino noi a trovare le differenze. Ha significato separare la vita dal lavoro, tornare a una sorta di normalità quotidiana. Io ho bisogno di un nido ordinato, aprire un cassetto e trovarci le forbici ».
benedetta rossi cartone animato
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Non accetta regali, le partnership pubblicitarie sui suoi profili sono rare e segnalate. Cosa ne pensa del regolamento al settore degli influencer?
«Basterebbe il buon senso. Norme più rigide sarebbero importanti per l'esposizione dei bambini o delle persone fragili. Il mercato si autoregolamenterà quando i brand capiranno che ciò che stanno facendo è inutile, se non controproducente. Abbiamo poche aziende con cui collaboriamo e dichiariamo con trasparenza. Il nostro tempo e la nostra privacy non sono in vendita. Ci hanno insegnato che il denaro guadagnato con il proprio lavoro va speso per vivere, per andare in vacanza senza farsi offrire weekend in montagna gratis. Se pubblicizzi tutto la credibilità finisce. È triste, no? ».
La zia parrucchiera, le compere al mercato di Porto San Giorgio, la pizzeria coi nipoti. Non vi volete togliere nessuno sfizio?
«Tornare a viaggiare un po' di più. Quando abbiamo cominciato l'obiettivo era fare qualche soldino per partire. Eravamo giovani, avevamo appena messo a posto casa. Poi sono decollate le cose e noi siamo partiti sempre meno».
L'ultimo viaggio l'avete fatto sedotti da un film.
«In Iowa sulle tracce di Alvin Straight. Il vecchietto che nel '94 percorse 500 km su un trattorino tagliaerba, per andare in Wisconsin dal fratello malato. David Lynch lo ha raccontato in Una storia vera. Un itinerario lento, pieno di incontri speciali, per dimostrare al fratello con cui non parlava da anni che ci teneva a vincere la guerra con il proprio orgoglio. Anche il nostro è stato un percorso lungo: nei primi sei anni di attività, invece di guadagnare, ci abbiamo rimesso!».
Fatto in casa da Benedetta e GialloZafferano insieme rendono il Gruppo Mondadori fra i primi al mondo nel settore. Si sarebbe mai immaginata di arrivare a questo punto?
«Vivo concentrata su ciò che faccio senza pensare a quello che succederà. Siamo grandi lavoratori, ci hanno cresciuti così. Il rispetto per le persone è stata la vera chiave di tutta questa storia, ci tenevo nell'agriturismo di mamma, quando la felicità era vedere andare via le persone soddisfatte dopo una vacanza, e continuo oggi. A togliermi l'ansia per il futuro sono le cose fatte bene».
benedetta rossi
benedetta rossi
benedetta rossi
benedetta rossi
benedetta rossi
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