RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE…
“QUESTA STORIA È ORMAI UNA SERIE TV. C’È GENTE CHE VUOLE LA MIA CONDANNA” – LO SFOGATOIO DI ANDREA SEMPIO, IL 37ENNE INDAGATO PER L’OMICIDIO DI CHIARA POGGI, A “VERISSIMO”: “UNA TIFOSERIA MI VUOLE COLPEVOLE, MA È STATO ALBERTO STASI. CI ASPETTIAMO IL RINVIO A GIUDIZIO, MA PUNTIAMO ALL’ASSOLUZIONE. LA PERIZIA SUL DNA? VALE ZERO. LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI VIGEVANO? ERA SUCCESSO QUALCOSA ALLA SORELLA DI UN MIO AMICO E L’HO TENUTO. NON SONO STATO L’UNICO A PORTARE PROVE. LA POSSIBILITÀ DI NUOVI TESTIMONI? VENGANO AVANTI…” - VIDEO
1 - SEMPIO IN TV: "PRONTO AL RINVIO A GIUDIZIO"
Estratto dell’articolo di Ilaria Carra e Carmine R.Guarino per “la Repubblica”
La sensazione di sentirsi un «colpevole desiderato». Il dolore per «l'anno più difficile della mia vita». La speranza che «questa volta sia quella definitiva». E la voglia di «dare un nipotino» ai suoi genitori, pur nel sollievo di non essersi «costruito una famiglia, che non avrei mai voluto che si trovassero in mezzo a queste vicende».
Paure, timori, auspici di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, sorella dell'«amico» Marco. Il commesso si è aperto in una lunga intervista a Verissimo, confessando che «ci aspettiamo il rinvio a giudizio, nel senso di arrivare a un'udienza preliminare». Dove «puntiamo ovviamente al proscioglimento. Non ci sembra ci siano elementi per andare avanti al processo».
[…]
Sempio ha raccontato come ha scoperto di essere indagato per la terza volta, «ma questa è la più difficile»: «È stato uno shock, sono stato contattato da un numero che non conoscevo. Mi dicono: "dobbiamo notificarle un atto" e io non sapevo cosa fosse. Vengo chiamato in caserma, mi danno questo foglio e lì c'era tutta la descrizione di quello che era accaduto […]
Da lì in poi si divide la vita, quello che stavo vivendo prima finisce e c'è quello che c'è adesso: un periodo di caos, di sospensione. Sono uscito da lì e uno dei primi pensieri è stato "come lo dico ai miei?". È come comunicare che uno ha una brutta malattia. A un certo punto ho detto: "Vi devo dire una cosa: ci siamo di nuovo dentro" […]
Questa storia ormai è una serie tv». Quindi lo sfogo: «Una parte» del pubblico «ce l'ha con me. Nella vita di tutti i giorni non avverto odio. Sui social, invece, tantissimo. C'è gente che vuole festeggiare una mia condanna». Ribadendo la sua tranquillità per la perizia sul dna — «vale zero» — e la sua scarsa conoscenza con Chiara — «ero e sono molto amico del fratello ma avevamo un rapporto che non andava oltre il ciao» — Sempio ha detto di non sapere se esistono supertestimoni che lo smentiscano, ma non li teme: «Vengano avanti».
2 - SEMPIO ATTACCA: «UNA TIFOSERIA MI VUOLE COLPEVOLE MA È STATO STASI»
Estratto dell’articolo di Alfio Sciacca per il “Corriere della Sera”
Rilassato, sicuro di sé, una buona padronanza del mezzo televisivo. Andrea Sempio, ospite di «Verissimo» su Canale 5, offre al pubblico della domenica la sua chiave di lettura del giallo di Garlasco che lo vede indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
A partire dalla domanda dritta di Silvia Toffanin sulla quale non ha esitazioni. Chi ha ucciso Chiara? «Ad oggi credo Alberto Stasi. Le sentenze hanno stabilito quello e io non ho le competenze per metterlo in dubbio: per me la verità è quella».
[…] Perché lui si considera solo «un colpevole desiderato», vittima di un meccanismo che, tra media e social, ha creato «opposte tifoserie e c’è una parte che ce l’ha con me.... c’è gente che sarebbe pronta a festeggiare una mia condanna».
[…] « Quando escono notizie a me favorevoli sui social si legge che c’è sotto qualcosa, c’è un trucco».
[…] Dal Dna sotto le unghie di Chiara, alla traccia 33 sul muro, alle misteriose telefonate in casa Poggi. E poi si dilunga sulla famosa questione dello scontrino. «Io in quella giornata ci sono andato a Vigevano e l’ho fatto io lo scontrino — ribadisce — . Era successa una cosa a una persona a me vicina, perché comunque era la sorella di un mio amico. Era normale che avrebbero sentito tutti e ho detto: “tengo quello in casa perché sicuramente me lo chiederanno” […]
Non sono stato l’unico, tante altre persone hanno portato scontrini. Chi il passaporto, chi scontrini di pagamenti, chi i turni del lavoro. Quindi diverse persone hanno portato qualcosa per confermare quello che stavano dicendo. Poi è stato consegnato un anno dopo perché me l’hanno chiesto un anno dopo. Se non me lo avessero mai chiesto fino al 2025 probabilmente sarebbe uscito oggi. Perché una volta che ce l’hai lo prendi lo metti via, lo lasci lì e basta».
Non teme neanche eventuali testimoni: «Se c’è un supertestimone non mi preoccupa assolutamente». Proprio ieri sera Le Iene hanno raccolto la versione di due nuovi presunti testimoni mai sentiti dai pm.
Sulla possibilità che saltino fuori altri indagati si mostra evasivo: «Vedremo, non so nulla. La mia accusa è in concorso con Stasi o con altri, vedremo se spunteranno questi altri. Per ora non è entrato nessuno. E non so se ci saranno, perché per ora è solo una voce uscita dai giornali». Bolla invece come «un’invenzione» le voci su un’infatuazione per Chiara e parla a lungo della vita sua e dei genitori stravolta dall’inchiesta e dalla pressione mediatica. «Mi sento responsabile per loro, ma prima o poi passerà».
ANDREA SEMPIO A VERISSIMO
andrea sempio a verissimo 2
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