FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO…
ANCHE QUESTA VOLTA, I CURDI L’HANNO PRESO IN QUEL POSTO (MA PER LORO NON C’È NESSUNA PIAZZA OCCIDENTALE DI SOLIDARIETÀ) – GLI ISLAMISTI DI AL JOLANI CONQUISTANO ALEPPO E METTONO LE MANONE NEL ROJAVA, L’UNICA ZONA DEMOCRATICA DELLA SIRIA, LIBERATA NEL 2015 DALL’EROICA RESISTENZA CURDA IN UNA BATTAGLIA EPICA CONTRO LO STATO ISLAMICO (AD ALEPPO C'E' IL MAGGIOR POZZO PETROLIFERO DEL PAESE) – QUIRICO: “ERANO BELLI E EROICI I CURDI, GLI UNICI CHE NON FUGGIVANO DAVANTI AI CEFFI KAMIKAZE DEL CALIFFO. BRAVI CURDI, COMBATTETE PER NOI... ORA TUTTO STA CROLLANDO. IL NOSTRO ALLEATO È DIVENTATO AL-SHARA, IL JIHADISTA CHE LI BRACCA, IL COMPLICE DEL CALIFFO…”
NEL GRAN BORDELLO MONDIALE, È MEGLIO TENERE D’OCCHIO ANCHE LA SIRIA – PER LA PRIMA VOLTA IN UN DECENNIO, L'ESERCITO SIRIANO AVANZA NEL TERRITORIO DEL NORD DEL PAESE CONTROLLATO DAI CURDI: HA CONQUISTATO L'AEROPORTO MILITARE DI TABQA, UNA CITTÀ CHIAVE NELLA PROVINCIA DI RAQQA – PER FERMARE L’AVANZATA DELLE FORZE DEL PRESIDENTE AL JOLANI, LE FORZE CURDE HANNO DISTRUTTO DUE PONTI SUL FIUME EUFRATE…
1 - SIRIA, AL-SHARAA ESPELLE I CURDI DA ALEPPO E METTE LE MANI SUL PETROLIO
ALEPPO - SCONTRI TRA ESERCITO SIRIANO DI AL JOLANI E I CURDI
Vittoria in Siria per il governo del presidente ex terrorista Ahmed al-Sharaa. Dopo giorni di combattimenti i suoi soldati hanno prima espulso da Aleppo le forze curde e poi si sono impossessati del maggior pozzo petrolifero del Paese.
La conquista toglie alla regione autonoma curda la principale risorsa e compromette la sopravvivenza del suo esperimento democratico. Ieri sembrava si fosse raggiunta una tregua che prevedeva l’inserimento degli autonomisti nell’esercito nazionale, ma i combattimenti sono ripresi. Le forze curde hanno molto contribuito alla sconfitta dello Stato Islamico. Washington però sta abbandonandoli per appoggiare al-Sharaa.
2 - SIRIA, FINISCE L'AUTONOMIA CURDA TREGUA DOPO L'OFFENSIVA DI REGIME
AL JOLANI AI BEI TEMPI DELL ISIS
Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”
Per più di un decennio il Rojava curdo è stato il riparo, l'avamposto democratico nella Siria devastata dalla guerra, dalle torture di Assad e dalla violenza jihadista.
Le imprese dei curdi nella liberazione di Raqqa dall'Isis, con il sostegno americano, e nella resistenza fiera di Kobane sono state raccontate in libri, film, fumetti. Ma quell'esperimento di autogoverno nel nord est della Siria, fondato sul confederalismo democratico, potrebbe non esistere più.
ALEPPO - SCONTRI TRA ESERCITO SIRIANO DI AL JOLANI E I CURDI
Con una offensiva lampo nel fine settimana, le forze di Ahmed al Sharaa, il presidente siriano non eletto che viene dalle fila del jihadismo sunnita, hanno conquistato territori strategici a est e ovest del fiume Eufrate che erano sotto il controllo delle Sdf, le forze democratiche siriane nate da una alleanza anti-Assad tra curdi e tribù arabe.
[…] A Raqqa e Deir El-Zor i curdi governavano un territorio dove la maggioranza della popolazione è araba, e proprio la ribellione delle tribù arabe ai governanti curdi ha reso possibile la rapida avanzata delle forze governative. Nella città che i curdi liberarono dall'Isis con un altissimo prezzo di sangue, gruppi di giovani arabi hanno tirato giù i manifesti di Ocalan, il leader curdo in carcere in Turchia, e le statue issate in memoria dei combattenti Ypg caduti in battaglia contro i fanatici jihadisti.
ALEPPO - SCONTRI TRA ESERCITO SIRIANO DI AL JOLANI E I CURDI
Dopo ore concitate, al Sharaa in serata ha annunciato il cessate il fuoco e ha pubblicato un accordo in dieci punti che mette fine alle ostilità, ma che non è stato ancora firmato da Mazloum Abdi, il comandante delle Sdf, ufficialmente perché il maltempo gli ha impedito di raggiungere Damasco.
[…] Tre giorni fa, sotto pressione americana, l'ex jihadista aveva firmato un decreto che riconosce il curdo come lingua nazionale, restituisce la cittadinanza a migliaia di curdi che ne erano stati privati sotto Assad e istituisce Nowruz, il capodanno curdo, come festa nazionale. Un passo importante che però i curdi considerano insufficiente perché vorrebbero che venisse inserito nella Costituzione siriana.
al jolani con la moglie latifa al droubi
In cambio, le Sdf verranno integrate nell'esercito siriano, su base individuale e non con battaglioni; cederanno il controllo dei valichi di frontiera e l'amministrazione di Raqqa, Deir el–Zor e Hasaka e dovranno sottoporsi all'autorità di Damasco.
I curdi dovranno anche espellere gli elementi non siriani legati al Pkk, un successo per il presidente turco Erdogan che sta cercando di mettere fine al partito dei lavoratori e a 30 anni di lotta armata. Ai curdi verrà concesso di avere una polizia locale a Kobane e forse la guida della città di Hasaka.
La svolta nel nord est della Siria è arrivata perché Washington ha cambiato strategia, punta su al Sharaa per il futuro della Siria e gli ex alleati curdi, fondamentali nella lotta contro l'Isis, dovranno accontentarsi di limitate concessioni. Le prigioni dove sono detenuti migliaia di combattenti dell'Isis passeranno sotto il controllo di Damasco […]
3 - SIRIA, LA GUERRA E LE BUGIE
Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “la Stampa”
[…] Da dodici anni i curdi controllavano questa vasta zona della Siria che andava da Aleppo al confine con l'Iraq. Solo una parte è abitata da una maggioranza curda, con prudente pudore l'hanno battezzata "Amministrazione autonoma del Nord Est siriano''. Ma se l'erano conquistata, quella sorta di Stato che non era uno Stato.
Perché avevano riempito il vuoto lasciato dal regime di Bashar che con lo scoppio della rivoluzione nel 2011 aveva ritirato le sue forze per coprire Damasco. E poi l'avevano difesa sputando sangue contro le orde dello stato islamico che nessuno riusciva a fermare.
Ah l'epopea curda, l'ennesima, le copertine di Time e di Paris match, la indomita stalingrado di Kobane, soli ma in diretta tv con un mondo indifferente... e le soldatesse rossetto sulle labbra e kalashnikov in pugno... e il modello curdo, democrazia diretta partecipazione quasi il socialismo... Erano belli i curdi erano eroici i curdi gli unici che non fuggivano davanti ai ceffi kamikaze del Califfo. Bravi curdi, combattete, combattete per noi...
Ora tutto sta crollando rapidamente. Il nostro alleato è diventato al-Shara, il jihadista che li bracca, il complice del Califfo: addio copertine di Time, al massimo il fatuo Macron e i Volenterosi (ma in che cosa? Per fare che?) arrischiano sfumati ammonimenti: "de-escalation'', "moderazione''...
Ecco: moderazione è il nuovo sinonimo per la nostra vecchia viltà. Trump ha altro da fare.
[…] In curdo fiducia si dice "baweri". È una parola maledetta, una parola che gronda tradimenti sconfitte disperazione. Perché i curdi hanno commesso innumerevoli volte l'errore di fidarsi. Hanno creduto alle promesse dei sultani, dei decadenti imperi europei, hanno creduto allo scià, a Saddam Hussein, hanno creduto agli Assad, hanno creduto agli americani per le loro guerre privatizzate, fatte da altri: sempre o vittime o carne da cannone da spendere senza rimorsi.
Il sogno di uno Stato per le genti curde: ci ha rinunciato, esausto, persino Ocalan, il vecchio condottiero che è rimasto un terrorista al contrario di al-Shara il siriano. Si accontenterebbero ormai di meno: autonomia, garanzie di rispetto per la lingua e la cultura, una parte delle risorse, perché è nei loro territori, anche in Siria, che si estraggono, ma non per loro, petrolio e gas.
L'ultimo a cui hanno dato fiducia si chiama Ahmed al-Shara. Invece di essere sul banco degli imputati per crimini contro gli esseri umani di cui vanta, senza rimorsi, un pauroso fardello di sporcizie, con fulminea metànoia, è ospite alla Casa Bianca e all'Eliseo.
È uno dei pilastri del nuovo Vicino Oriente di pace e stabilità, dove il motto è «arricchiamoci!». Inseriranno anche lui nel sinedrio o consiglio di amministrazione o direttorio coloniale che dovrà amministrare il business Gaza?
AL JOLANI AI BEI TEMPI DELL ISIS
Hanno creduto alla geniale bugia del massacratore in giacca e cravatta, ovvero il jihadismo inclusivo! A loro discolpa si può dire che non sono stati i soli nel farsi affatturare, a far la fila al Palazzo della sharia democratica si sono accalcati l'Occidente, Putin, l'Onu, i cristiani di Siria orfani del loro protettore Bashar: suvvia sì l'emiro è gentile, lascia che suonino le campane e anche la messa... sì ma con discrezione senza dare scandalo...
Al-Shara aveva firmato un vasto accordo pieno di promesse con i curdi del Nord Est. È rimasto lettera morta, come spesso accade con questi sinistri personaggi la bugia non è un peccato, è una astuzia della fede.
Mentre la sua teppaglia criminale e fanatica ripuliva Aleppo ha annunciato trionfalmente in un decreto il riconoscimento dei diritti nazionali dei curdi e che la loro lingua diventa ufficiale. Intanto la sua artiglieria martirizzava le posizioni delle Forze democratiche siriane. Ha al suo fianco il losco e tracotante Erdogan per un altro dei suoi colpi da mago: il baratto tra la marcia su Damasco e eliminare i "terroristi" curdi in quella che Ankara definisce la sua fascia di sicurezza oltre confine. Marciano verso Est anche gli sgherri della cosiddetta "Armata nazionale siriana", mercenari al soldo di Erdogan per il lavoro sporco contro i curdi.
combattenti curde in siria
peshmerga curdi combattono isis in iraq
donne curde combattono in iraq
liberazione stadio raqqa
piazza al naim a raqqa
macerie di raqqa
ahmed al shaara gioca a basket 3
combattenti curde in siria 2
combattenti curde 1
combattenti curdi in siria
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