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RICICCIA “BIGLIET-TONY” – SECONDO “POLITICO”, BLAIR POTREBBE AVERE UN RUOLO NEL “BOARD OF PEACE” DI GAZA, L’ORGANISMO CHE SUPERVISIONERÀ LA GOVERNANCE DELLA STRISCIA, DI CUI DOVREBBE FAR PARTE ANCHE GIORGIA MELONI – BLAIR, CHE ERA DATO ALLA GUIDA DEL “CONSIGLIO”, SAREBBE IN LISTA PER UN POSTO NEL COMITATO ESECUTIVO – L’INVIATO DI TRUMP, STEVE WITKOFF ANNUNCIA “IL LANCIO DELLA FASE DUE DEL PIANO”, CHE PREVEDE L’ISTITUZIONE DI UN’AMMINISTRAZIONE PALESTINESE TECNOCRATICA E AVVIA LA “COMPLETA SMILITARIZZAZIONE” DELLA STRISCIA. AVRANNO AVVISATO HAMAS?

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Media, Blair avrà un ruolo nella governance di Gaza

tony blair

(ANSA) - Tony Blair dovrebbe assumere un ruolo nelle decisioni sul futuro di Gaza. Lo riporta Politico citando alcune fonti, secondo le quali l'ex primo ministro britannico è candidato a un posto in un comitato esecutivo del più ampio Board of Peace, l'organismo che supervisionerà la governance transitoria della Striscia. Blair era stato preso in considerazione come candidato per far parte del Board of Peace, ma è invece in lizza per un posto nel comitato esecutivo, mentre il più ampio impegno del Board of Peace sarà guidato dal diplomatico bulgaro Nikolay Mladenov.

 

Witkoff lancia la Fase Due del piano di pace per Gaza

STEVE WITKOFF

(ANSA) - "Oggi annunciamo il lancio della fase due del piano in 20 Punti" di Donald Trump "per porre fine al conflitto di Gaza". Lo annuncia Steve Witkoff su X, sottolineando che la fase due "istituisce un'amministrazione palestinese tecnocratica transitoria a Gaza, il Comitato Nazionale per l'Amministrazione e avvia la completa smilitarizzazione e ricostruzione" della Striscia. Gli Stati Uniti - ha aggiunto - si aspettano che Hamas "rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, si verificheranno gravi conseguenze".

 

"È importante sottolineare che la Fase Uno ha fornito aiuti umanitari di portata storica, ha mantenuto il cessate il fuoco e ha restituito tutti gli ostaggi ancora in vita e le spoglie di ventisette dei ventotto ostaggi deceduti", ha messo in evidenza Witkoff ringraziando Egitto, Turchia e Qatar per i "loro indispensabili sforzi di mediazione che hanno reso possibili tutti i progressi finora conseguiti".

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