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LA RICOSTRUZIONE UFFICIALE DEL “SABOTAGGIO” ALL’OLEODOTTO IN FRIULI VENEZIA GIULIA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI – SE, COME DICE LA SOCIETÀ “TAL”, CHE GESTISCE L’INFRASTRUTTURA, NON C’È STATA ALCUNA “AZIONE ESTERNA”, ALLORA PERCHÉ L’INDAGINE È IN MANO AL ROS DEI CARABINIERI E ALLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA? – COS’È SUCCESSO? UN TRALICCIO DI TERNA È CADUTO, INTERROMPENDO LA FRONITURA ELETTRICA DELL’OLEODOTTO, PROVOCANDO UNA SOSPENSIONE DEL FLUSSO DI CARBURANTE. PERCHÉ SONO STATI I MEDIA TEDESCHI A RIVELARE LA NOTIZIA, MENTRE IN ITALIA L’INCIDENTE ERA STATO TENUTO NASCOSTO? - SI BATTE LA PISTA ANARCHICA, ANCHE SE L'AZIONE SEMBRA ESSERE DI UN LIVELLO SUPERIORE...
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
TRANSALPINE PIPELINE - LA SMENTITA
Una delle piste seguite è quella anarchica, anche se a distanza di tre settimane non c’è stata ancora alcuna rivendicazione. Ma il fatto che l’indagine sia seguita dal Ros dei carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste lascia pensare che dietro al danneggiamento scoperto il 25 marzo scorso di un traliccio di Terna — il numero 416 da 132 kV — fra Tolmezzo e Paluzza, in provincia di Udine, ci possa essere davvero un atto doloso di matrice sconosciuta.
Un’azione inquietante, visto che ha causato la disalimentazione dell’oleodotto Tal, un’infrastruttura critica [...] con la quale il carburante viene trasferito dal porto di Trieste fino allo stabilimento tedesco di Karlsruhe passando per l’Austria. Quindi anche un potenziale obiettivo di un sabotaggio di livello più elevato rispetto a quello che potrebbe essere stato progettato da un gruppo anarchico.
L’attenzione sulla vicenda è massima, anche se come sottolinea proprio Terna non ci sono state conseguenze per l’utenza, in quanto la fornitura elettrica nella zona è stata assicurata da altri impianti, e il danno è stato riparato subito, tanto che il 29 marzo il traliccio colpito (che sarebbe stato urtato da qualcosa che ne ha provocato la rottura di una o più componenti, oppure è stato segato, facendo scattare l’allarme) è tornato in funzione.
La condotta del carburante, gestita dalla «Società italiana per l’Oleodotto Transalpino spa-Siot» si trova a una dozzina di chilometri dal sostegno dell’alta tensione e viene servita proprio dal traliccio insieme con altre infrastrutture: ora proprio queste sono monitorate perché non si esclude possano essere state loro l’obiettivo finale del danneggiamento.
Per Tal c’è stato solo un rallentamento del passaggio di carburante definito fisiologico, legato a un normale disservizio. Che tuttavia per alcuni media tedeschi, che per primi nei giorni scorsi hanno pubblicato la storia del presunto sabotaggio, avrebbe invece avuto conseguenze sulla raffineria di Miro, una delle più importanti in Germania, proprio a Karlsruhe, e sulla Bayernoil, al punto che sarebbe stato necessario far ricorso alle riserve.
[...] Oltre ai carabinieri tuttavia anche i servizi di sicurezza italiani stanno analizzando la situazione per capire cosa possa esserci dietro alla manomissione del traliccio e se ci sia davvero un collegamento fra un eventuale atto doloso e la presenza dell’oleodotto, che raggiunge anche la Repubblica Ceca e che nel 1972 è già stato oggetto di un attentato con lievi danni da parte dei terroristi palestinesi di «Settembre nero» — lo stesso gruppo della strage di atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco sempre quell’anno — con ordigni al tritolo fatti scoppiare lungo la linea e sulle cisterne a Mattonaia di San Dorligo della Valle (il processo si concluse con quattro condanne in contumacia). Al momento non è emerso alcun legame fra quanto accaduto 54 anni fa, né con la crisi mediorientale o le guerre in corso in Ucraina e Iran. Ma nulla viene lasciato al caso.
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