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“MOLESTIE SESSUALI? HO LE CHAT, LE IMMAGINI DELLA TELECAMERA DELL'HOTEL E DIECI TESTIMONI” – ROCCO SIFFREDI SI DIFENDE DOPO ESSERE STATO ACCUSATO DA UNA GIORNALISTA DI MOLESTIE SESSUALI DURANTE UN’INTERVISTA: “PER TUTTO IL TEMPO HA FATTO ALLUSIONI AL SESSO, SPIEGANDO DI ESSERE UNA "MOLTO FORTE A LETTO". QUELL’INTERVISTA MI ERA STATA SCONSIGLIATA PER I MODI INSISTENTI E AGGRESSIVI CON CUI SI ERA PRESENTATA LA GIORNALISTA. DOVRESTE FARE IL SUO NOME COSÌ DA FAR CAPIRE A TUTTI DI STARNE ALLA LARGA…”
Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per www.corriere.it
«Ha ragione mia moglie quando mi dice che sbaglio a essere gentile con tutti: quell'intervista mi era stata sconsigliata per i modi insistenti e aggressivi con cui si era presentata la giornalista. Ho scelto io di farla a titolo personale e ora, dopo un unico incontro in pubblico e uno scazzo telefonico per il quale ho chiesto anche scusa, a distanza di un anno vengo ripagato così». Rocco Siffredi è infuriato dopo aver letto della denuncia per molestie sessuali presentata da una giornalista in seguito a una intervista del marzo scorso. «Dovreste fare il suo nome così da far capire a tutti di starne alla larga. Anche io ho conservato i suoi messaggi e la sfido: mostri davvero tutto il contenuto delle chat».
Siffredi sostiene che non si è trattato di una intervista "rituale". «Per tutto il tempo ha fatto allusioni al sesso, spiegando di essere una "molto forte a letto", invitando una amica che festeggiava il compleanno e insistendo perché andassimo a cena. Una provocazione continua: "Rocco, tu si che sei un vero uomo" e cose così». Però quelle frasi offensive in cui sostanzialmente la invita a fare più sesso per risolvere le sue complicanze personali lei le ha pronunciate davvero: «Sì, e le ho chiesto scusa. Ma alla persona, alla donna, non alla giornalista che ha completamente stravolto il senso delle cose che ci eravamo detti […]».
[…] «Sono accuse gravi ma totalmente infondate. Ho le chat, ho le immagini della telecamera dell'hotel, ho dieci testimoni, ho i testi delle interviste come erano stati scritti. Mi dipingeva come depresso cronico, mi faceva dire cose contro Borghi, che mi interpreta e che non ho mai pronunciato […]».
rocco siffredi (3)
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