FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
MA E' IL "SALVA MILANO" O SALVAMI L'ANO, CIOE' IL CULO DEI COSTRUTTORI? – LA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA APPROVA LA “NORMA INTERPRETATIVA” CHE MODIFICA LE REGOLE EDILIZIE SULLA “RIGENERAZIONE URBANA” E SALVA I GRATTACIELI E IL COMUNE DI MILANO – RIPARTIRANNO COSÌ 150 CANTIERI BLOCCATI DALLA PROCURA CON IL RINVIO A GIUDIZIO DEI TECNICI DEL COMUNE, PERCHÉ REALIZZATE SENZA AUTORIZZAZIONE – ALLA MAGGIORANZA È BASTATO UN EMENDAMENTO PER REGOLARIZZARE QUELLO CHE OGGI È IRREGOLARE…
Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”
Sofferta, frutto di un lavoro complicato durato mesi, arriva la norma «interpretativa» che modifica le regole edilizie sulla rigenerazione urbana, ma soprattutto salva i grattacieli, e il Comune, di Milano. Centocinquanta progetti, torri di decine di metri cresciute al posto di vecchi edifici, bloccati dalla Procura con il rinvio a giudizio dei tecnici del Comune, perché realizzate in difetto di autorizzazione. Come se fossero (e al costo di) una semplice ristrutturazione edilizia.
La norma voluta dalla maggioranza, con un emendamento di Aldo Mattia (FdI) al disegno di legge sulla rigenerazione urbana da lui presentato a luglio (dopo il tentativo fallito di inserirla nel decreto Salva Casa) insieme a Pierluigi Cortellazzo (FI), Giampiero Zinzi (Lega) e Martina Semenzato (Noi moderati), era ieri sera all’esame della Commissione Ambiente alla Camera e, salvo imprevisti, sarà approvata dall’Aula di Montecitorio in settimana.
Le perplessità del ministero dell’Economia per i riflessi sui conti pubblici (per i minori oneri pagati dalle imprese) è stata superata con un comma che li esclude.
L’intervento avrà concretamente l’effetto di regolarizzare le opere edilizie realizzate e da realizzare a Milano e nei contesti fortemente urbanizzati, alleggerire la posizione dei tecnici del Comune meneghino di fronte alle accuse della Procura, e probabilmente quello di complicare un po’, se la norma restasse tale, le ristrutturazioni edilizie ordinarie in tutto il resto del Paese.
L’emendamento stabilisce che i piani particolareggiati (che a Milano mancavano) non sono obbligatori se si tratta di realizzare un edificio, anche con caratteristiche e volumetria completamente diversi dal preesistente, in «ambiti edificati ed urbanizzati».
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Cambia anche l’ambito della ristrutturazione edilizia, che si attua con una semplice segnalazione certificata, senza autorizzazioni preventive. Diventa tutto possibile, purché nel «medesimo lotto di intervento». Ma tutte le ristrutturazioni anche quelle conformi tornano a essere soggette alle norme sulle dotazioni territoriali e i parametri urbanistici.
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Intanto, ieri, il Gip di Milano ha contestato al Comune il mancato incasso di 15 milioni di euro per soli cinque dei cantieri incriminati. Al processo, tra le parti civili c’è anche una signora che ha perso due ore di sole al giorno per una torre di 83 metri che gli è spuntata davanti.
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