combo leonarda cianciulli

LA VERA STORIA DI LEONARDA CIANCIULLI, LA PRIMA SERIAL KILLER DONNA D'ITALIA, RIBATTEZZATA "LA SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO" - DURANTE L’EPOCA FASCISTA, LEONARDA, NATA IN IRPINIA, UCCISE TRE DONNE SCIOGLIENDONE I CORPI NELLA SODA CAUSTICA - FAUSTINA SETTI, UNA DELLE SUE VITTIME, VENNE INGANNATA DA UNA CAFFE’ ARRICCHITO DA “UNA POLVERINA VELENOSA” (IL LAUDANO) E STRANGOLATA A TRADIMENTO. LEONARDA FECE IL SUO CORPO A PEZZI, RACCOLSE IL SANGUE IN UNA BACINELLA E LO NASCOSE POI IN UN SOLAIO. I RESTI DELLA DONNA FINIRONO POI IN UN PENTOLONE INSIEME ALLA SODA CAUSTICA: DA LÌ NACQUE UN SAPONE - CIANCIULLI RIMASE 13 VOLTE INCINTA MA, TRA PARTI PREMATURI E DECESSI IN TENERA ETA’, PERSE TUTTI I FIGLI. LA PREDIZIONE DI UNA INDOVINA QUANDO AVEVA 20 ANNI...

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Da “Manuale dei serial killer italiani”, di Matteo Curtoni, Elisabetta Montanari e Maura Parolini, ed. Mimesis

 

LEONARDA CIANCIULLI

 

La saponificatrice di Correggio

 

Modo di uccidere: armi bianche

Vittime accertate: 3

Periodo di attività: 1939-1940

Territorio d’azione: Correggio

 

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Nata nel 1894 a Montella, in Irpinia, in una famiglia povera e segnata dalla malattia mentale, Leonarda Cianciulli è figlia di uno stupro che porta a un matrimonio riparatore, e cresce con la consapevolezza di essere indesiderata, con una madre che non le nasconde di considerarla un peso e una vergogna.

 

È una bambina strana, solitaria, che parla da sola e con gli oggetti come se fossero vivi, e negli anni dell'adolescenza rivela una natura ostinata e ribelle.

 

Quando ha vent'anni, una chiromante le fa una predizione che attecchisce nella sua psiche inquieta e la condizionerà per il resto della vita: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli”.

 

Se prima aveva ancora qualche dubbio, adesso lo sa per certo: è affatturata, vittima di un maleficio.

 

Nel frattempo i conflitti in casa si fanno sempre più accesi: è in età da marito ma Cianciulli si rifiuta di sposare l'uomo che sua madre ha scelto per lei e decide invece di convolare a nozze con l'impiegato Raffaele Pansardi.

 

Un passo che porta alla rottura definitiva con la famiglia d'origine.

 

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Durante i primi anni di matrimonio, Raffaele è costretto a trasferirsi spesso per lavoro, e Leonarda lo segue attraverso il Mezzogiorno, patendo il clima di continua precarietà. Ma c'è qualcos'altro che la tormenta: la profezia della chiromante si sta avverando.

 

Cianciulli resta incinta per tredici volte ma, tra parti prematuri e decessi in tenera età, perde tutti i figli, uno dopo l'altro. Ogni lutto è l'ennesima conferma di un destino infausto.

 

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Alla disperata ricerca di un antidoto al maleficio, la donna frequenta assiduamente maghe e fattucchiere, e alla fine riesce a mettere al mondo quattro figli sani. Che diventano però anche oggetto di una devozione ossessiva, soprattutto Giuseppe, verso il quale sviluppa un attaccamento feroce.

 

Negli anni Trenta la coppia si trasferisce al Nord e approda a Correggio, in Emilia, dove mette finalmente radici. Pansardi lavora all'Ufficio del registro, e Cianciulli apre una piccola bottega in cui vende dolci fatti in casa, vino, e qualche genere alimentare.

 

Questa attività commerciale le permette anche di stringere facilmente rapporti con le donne del posto, di cui diventa confidente e maga di fiducia. Infatti si mette a leggere la mano, a interpretare segni e sogni, a dispensare riti e a ricette per tenere lontana la malasorte. Dopotutto, chi più di lei?

 

Nella cittadina emiliana, si costruisce l'immagine di madre devota e di donna pratica, sempre pronta ad aiutare. Intanto venti di guerra soffiano sempre più vicini, e qualcosa si mette inesorabilmente in moto nella mente della donna.

 

Il pensiero che il suo adorato Giuseppe si ritrovi al fronte e possa  perdere la vita riapre l'abisso della maledizione. Se vuole che la Morte stia lontana da suo figlio deve darle qualcosa in cambio. No, non qualcosa, qualcuno.

 

Cianciulli si convince che solo un sacrificio di sangue potrà placare la Mietitrice.

 

Ma non si tratta solo di deliri esoterici: da persona pragmatica qual è, elabora il suo piano criminale, anche per un movente di natura economica. La bottega non rende, i soldi scarseggiano, e il desiderio di migliorare la condizione della famiglia non le dà pace. Ma non dovrebbe essere difficile trovare delle potenziali vittime in tempi duri come quelli, in cui tanti cercano disperatamente uno spicchio di serenità.

 

Faustina Setti ha settantatré anni, è nubile e si mostra entusiasta all'idea di passare le sue ultime primavere insieme a un uomo facoltoso. Le cronache dell'epoca raccontano di una donna che aveva avuto in gioventù "un figlio dell'amore" che però è morto lasciandola sola. Cianciulli la convince di aver trovato un anziano, ora vedovo benestante, ansioso di sposarla.

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Faustina non deve fare altro che tagliare i ponti col passato, vendere i suoi pochi beni, consegnarle il denaro per sbrigare le pratiche e organizzare il viaggio. Ma la futura sposa non deve raccontare niente a nessuno per ora, potrebbe però scrivere delle lettere da mandare, a cose fatte, ai pochi parenti per renderli partecipi della sua nuova felicità.

 

Cianciulli la rassicura: penserà lei a ogni cosa. Il 18 dicembre, giorno fissato per la partenza da Correggio, invita la signora nella sua casa con il pretesto di un'ultima benedizione domestica, che è in realtà un omicidio. Secondo alcune fonti giornalistiche dell'epoca, Cianciulli stordisce Faustina con un caffè in cui ha versato "una polverina velenosa" ovvero del laudano, e la strangola, secondo altre (e ci sono anche le parole dell'autrice del delitto a sostegno di questa versione) la colpisce al cranio con un'ascia.

 

Quello che è certo è che dopo fa a pezzi il corpo, raccogliendo il sangue in un recipiente, e lo nasconde in solaio. La sera recupera i resti e li mette a bollire in un pentolone con la soda caustica per farne saponette.

 

I pezzi non adatti alla saponificazione vengono gettati in un canale, mentre un po' della poltiglia del pentolone diventa una bella candela da accendere alla Madonna per ringraziarla perché la Morte è stata sconfitta. Parte del sangue viene fatto rapprendere e mescolato a farina, zucchero e uova per sfornare biscotti da offrire a vicini e figli. I risparmi della vittima, naturalmente, finiscono nelle sue tasche.

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Otto mesi dopo, il copione si ripete con Francesca Soavi, cinquantacinque anni, maestra di mezza età, che sogna un impiego sicuro fuori dalla provincia. Scoperto il suo punto debole, Cianciulli le racconta di averle trovato un magnifico posto di istitutrice in un collegio femminile, lontano da Correggio, e la persuade a lasciare il lavoro e a consegnarle gioielli e denaro come anticipo per il viaggio e la sistemazione. Il giorno della partenza, il 5 settembre, invita a casa la maestra, la fa accomodare, va alle sue spalle, afferra una scure o un altro oggetto contundente e la cala sulla vittima ignara e fiduciosa.

 

Quindi smembra il corpo, lo saponifica e se ne libera come al solito. Intanto le somme sottratte alle due donne servono a coprire debiti e a consolidare la sicurezza materiale dei figli.

 

La terza vittima, nel dicembre 1940, è Virginia Cacioppo, cinquantanove anni, ex cantante lirica, vedova, più agiata delle precedenti, ma con una vita mondana alle spalle che non può più permettersi. Cianciulli la circuisce, assicurandole di poterle procurare un incarico a Firenze presso una prestigiosa istituzione, ma forse anche da una lontana zia ricca che ha bisogno di una segretaria.

 

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Quindi la spinge a liquidare beni e a consegnarle gioielli, titoli e contanti per sistemare tutto. Cianciulli la elimina nel solito modo ormai collaudato: aggressione fulminea a colpi d'ascia, il cadavere fatto a pezzi e nascosto, poi durante la notte la saponificazione, i resti fatti sparire, e i dolcetti al sangue.

 

Tuttavia, questa volta, fa male i calcoli, perché l'improvvisa scomparsa di Virginia e dei suoi beni attirano l'attenzione dei parenti in particolare della cognata, che si rivolge alla polizia puntando il dito su di lei, l'ultima ad aver visto la donna scomparsa. A casa di Cianciulli gli investigatori trovano tracce di sangue e oggetti appartenuti a Virginia ma anche alle altre due signore sparite.

 

La padrona di casa prima si infuria per l'invasione e le accuse, poi coinvolge fumosamente il figlio Giuseppe quale complice - su richiesta della madre, aveva spedito cartoline e lettere a nome di una delle donne scomparse affinché nessuno pensasse fosse morta -, ma ben presto cambia strategia e firma una confessione dettagliata dei tre omicidi, affermando di essere l'unica responsabile. Ai magistrati dichiara di aver agito "per amore di madre", e racconta della maledizione che perseguita lei e i suoi figli, e dei sacrifici necessari, irrinunciabili, per salvarli dalla morte sul fronte.

 

Il processo contro Leonarda Cianciulli e il figlio Giuseppe - accusato di concorso e poi assolto - si apre il 12 giugno 1946, nell'aula della Corte d'Assise di Reggio Emilia. Nel dibattimento si confrontano periti psichiatri, che devono spiegare alla corte lo stato psicopatologico della donna - si tratta di una folle oppure è parzialmente capace di intendere e di volere?

Leonarda Cianciulli abbraccia il figlio Giuseppe Pansardi al processo presso il Tribunale di Reggio Emilia

 

L'imputata, per salvare il figlio dall'accusa di complicità, chiede di poter dimostrare le modalità seguite per lo smembramento dei corpi delle tre donne - portata in obitorio, le viene messo a disposizione un cadavere che lei taglia a pezzi con grande perizia nel giro di una decina di minuti.

 

Alla fine, il tribunale condanna Cianciulli a trent'anni di reclusione e tre di manicomio criminale, riconoscendola responsabile di tre omicidi, vilipendio di cadavere e furto aggravato. Viene trasferita nell'Ospedale psichiatrico giudiziario femminile di Pozzuoli, dove la sua presenza pian piano si normalizza. La donna trascorre il resto della vita scandita dalla routine del manicomio, in tranquillità, continuando a vedersi e a raccontarsi al mondo come la quintessenza della madre protettiva e amorevole, e per questo capace di commettere atti feroci.

 

Nel 1970, ormai magra e canuta, muore per un'emorragia cerebrale, lontana dalla casa di Correggio che nel frattempo è diventata una meta di dark tourism e, naturalmente, di appassionati ed esperti di true crime. Cianciulli è entrata a far parte della memoria collettiva nazionale come "la saponificatrice di Correggio" , ma dietro questo soprannome pittoresco si scorge ancora l'intreccio di miseria, superstizione, religione, paura, maternità e sangue da cui è scaturita la sua storia. 

LEONARDA CIANCIULLI manuale dei serial killer italiani. di matteo curtoni, elisabetta montanari e maura paroliniLE VITTIME DI LEONARDA CIANCIULLI