jacques e jessica moretti

CHE SCHIAFFONE AI MORETTI – I CONIUGI, PROPRIETARI DELLA DISCOTECA LE CONSTELLATION DI CRANS-MONTANA NEL CUI ROGO SONO MORTE 41 PERSONE PER LO PIU’ RAGAZZI, TENTANO DI OSCURARE IL SITO CHE RACCOGLIE DENUNCE E VOCI SULLA STRAGE – JACQUES E JESSICA MORETTI, SOTTO INDAGINE, HANNO AVVIATO UN’AZIONE LEGALE PER OTTENERE IL BLOCCO DELLA PAGINA WEB NEL TIMORE CHE VENISSE CARICATO MATERIALE CREATO CON “L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, MA IL RICORSO È STATO RESPINTO DALLA PROCURA…

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Rosario Di Raimondo per repubblica.it

 

Schiaffo ai Moretti. È salvo il sito creato da uno degli avvocati delle vittime – il battagliero Romain Jordan – grazie al quale è possibile condividere con il legale foto, video e documenti sulla strage al Le Constellation di Crans-Montana.

Jacques e Jessica Moretti

 

Anche su questa piattaforma, infatti, era partito un braccio di ferro legale: la difesa dei coniugi voleva farlo chiudere, anche per il timore che venisse caricato materiale creato con “l’intelligenza artificiale”, ma la procura ha respinto la richiesta.

 

Il sito si chiama crans.merkt.ch. Una piattaforma in più lingue, compreso l’italiano, destinata a chi volesse condividere informazioni utili con gli avvocati delle vittime (41 morti e 115 feriti nel rogo di Capodanno).

 

Come si legge dalle carte, il 14 gennaio Patrick Michod, legale di Jacques Moretti, scrive alla procura di Sion: “Il signor Romain Jordan si arroga poteri che solo l'autorità giudiziaria può rivendicare. Il Sig. Jordan afferma: ‘Per assistere le nostre indagini...’, il che dimostra che intende assumersi la responsabilità dell'accusa in questo caso”.

Jacques e Jessica Moretti

 

 

E poi: “L'implementazione di questa piattaforma elettronica equivale a condurre un'indagine parallela senza alcuna supervisione da parte dell'investigatore capo (…). Il metodo è ancora più sconcertante in quanto garantisce l'anonimato a tutti gli individui che inviano informazioni alla piattaforma, rendendo impossibile verificarne l'origine o garantirne l'autenticità.

 

Nel contesto di questo caso, appare assolutamente chiaro che diversi video e fotografie potrebbero essere stati generati dall'Intelligenza Artificiale, il che costituirebbe ovviamente una falsa prova presentata al procedimento”. E ancora: “E’ necessario ribadire ancora una volta che alcune immagini o video potrebbero essere stati facilmente falsificati”.

 

Jacques e jessica Moretti

La risposta di Jordan, sempre con una lettera alla procura, arriva il 22 gennaio: “La Procura non ha alcun motivo per vietare a una parte di intraprendere azioni volte all'acquisizione di prove (…). L'eventuale raccolta di dati da parte della piattaforma non elimina alcun elemento di prova dall'indagine.

 

Allo stesso modo, i dati raccolti in questo modo non hanno in alcun modo maggiori probabilità di essere invalidati rispetto a quelli ottenuti da qualsiasi altra fonte e possono essere sottoposti alla stessa verifica e valutazione di qualsiasi altra prova raccolta altrove. Infine, nulla impedisce alla polizia o alla Procura di avviare un appello per la ricerca di testimoni e di creare un sito web analogo, come è stato in effetti richiesto – invano – nei primi giorni dell'indagine dal sottoscritto”. 

 

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