DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI…
LA SCIAGURATA GUERRA NEL GOLFO HA MANDATO IN FRANTUMI LA CERCHIA TRUMPIANA. LE DIMISSIONI DEL CAPO DELL’ANTITERRORISMO, JOE KENT, CREANO UN PRECEDENTE PESANTE: EX BERRETTO VERDE E AGENTE CIA, KENT È ARRIVATO A RICOPRIRE UN RUOLO APICALE NELL'AMMINISTRAZIONE GRAZIE A UNA CONVINTA ADESIONE AI DOGMI DELL'“AMERICA FIRST” E ORA PRENDE LE DISTANZE DAL COATTO DELLA CASA BIANCA – IL TYCOON PROVA A LIQUIDARE IL CASO (“KENT ERA UN DEBOLE”), MA NEL MONDO MAGA AUMENTANO LE VOCI DI APERTA CRITICA PER L’OPERAZIONE MILITARE CONTRO L’IRAN, DA MEGYN KELLY E TUCKER CARLSON. E ANCHE IL VICEPRESIDENTE JD VANCE, CAPOFILA DELLA CORRENTE PIÙ “ISOLAZIONISTA”, HA FATTO FILTRARE I SUOI MALUMORI – IL RITRATTO DI KENT: LA VICINANZA AL SUPREMATISMO BIANCO ANTISEMITA E LA MOGLIE MORTA PER MANO DELL’ISIS
1. TERREMOTO MAGA
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”
«L'eroe, un soldato, un Berretto Verde, un agente della Cia», è diventato «un debole». Donald Trump ribalta il giudizio su Joe Kent, direttore del Centro nazionale dell'Antiterrorismo reo di essersi dimesso.
[…] Kent ha lasciato il suo incarico alla National Intelligence, l'agenzia che coordina le attività di spionaggio antiterrorismo e controterrorismo e la sicurezza ed è guidata da Tulsi Gabbard, con una lettera molto dettagliata in cui spiega la sua "resa" perché «non posso in tutta coscienza sostenere la guerra in corso in Iran.
lettera con cui JOE KENT si dimette
L'Iran – si legge – non poneva nessuno rischio imminente alla nostra Nazione ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra su pressioni di Israele e della sua potente lobby americana».
Kent non è un funzionario qualunque, ma è arrivato a ricoprire un ruolo apicale nell'Amministrazione grazie a una convinta adesione ai dogmi dell'America First trumpiana e a un impegno in campagna elettorale e un'esposizione mediatica a favore di Trump.
Nel 2020 era stato fra i più pugnaci nel sostenere la cospirazione contro Trump e le frodi elettorali; lo scorso anno era stato "ripreso" dal direttore dell'Fbi Kash Patel per aver sostenuto che c'era un complotto straniero dietro l'uccisione di Charlie Kirk, l'influencer fondatore di Turning Point Usa ucciso in settembre da un cecchino durante un evento in Idaho.
In passato aveva avuto contatti – che poi aveva negato – con simpatizzanti neonazisti (Greyson Arnold) e con Nick Fuentes il negatore dell'Olocausto. […]
Kent è il primo della cerchia trumpiana a lasciare il posto per una divergenza di opinione su una questione politica centrale.
Nella lettera il funzionario denuncia l'inversione a U di Trump sul fronte della politica estera: le campagne elettorali del 2016, 2020, 2024 – argomenta – sono state all'insegna dei «valori e delle politiche che sostengo».
I binari sono rimasti intonsi sino al giugno del 2025, fino ad allora Trump, secondo il "neo-dissidente", aveva capito che le guerre in Medio Oriente erano una «trappola per derubare l'America» e costava vite umane e «la ricchezza e la prosperità della nostra nazione».
tucker carlson turning point usa fest
Giugno 2025 è il mese dei raid contro i siti nucleari dell'Iran e l'inizio, secondo diversi analisti e parte della vulgata del mondo Maga, del cambio di passo di Trump.
[…] Trump l'ha liquidato con sufficienza: «Se non credeva – ha detto dallo Studio Ovale – che non c'era un pericolo portato dall'Iran, allora è bene che sia fuori». Ha detto che «pensava che fosse un brava persona, ma si è rivelato un debole». Intanto la direttrice dell'Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha ribadito che «spetta al presidente stabilire cosa costituisce una minaccia imminente».
Nelle prossime ore deporrà davanti alla Commissione del Senato, dove il caso delle dimissioni di Kent potrebbe finire al centro dell'audizione.
jd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse
Il conflitto in Iran e l'alleanza fra Usa e Israele hanno diviso il mondo Maga. Alcune figure di spicco come Megyn Kelly e Tucker Carlson sono critiche nei confronti di Trump su entrambi i fronti; altri che come i podcaster Joe Rogan, Theo Von e Tim Dillon sono risultati decisivi nelle elezioni del 2024, hanno allentato il loro appoggio a Trump criticandone l'attivismo sul fronte internazionale.
Theo Von fra l'altro era stato l'animatore del discorso in stile comizio, che il presidente Usa aveva tenuto nel maggio del 2025 davanti a migliaia di soldati della base Al Udeid in Qatar.
Nei giorni scorsi erano emersi anche i malumori del vicepresidente JD Vance nei confronti del conflitto. Capofila della corrente più isolazionista, Vance aveva posto diversi paletti per l'impiego delle forze armate Usa nella regione. Non è forse un caso che lunedì in un botta e risposta nello Studio Ovale fra i reporter e Trump, quest'ultimo abbia chiesto al suo vicepresidente di rispondere a una domanda sull'Iran offrendogli l'occasione di allinearsi pubblicamente con il presidente.
Nonostante i big del mondo Maga siano scettici se non ostili all'intervento, i sondaggi raccontano un'America diverse. Secondo la Nbc il 77% dei repubblicani – e fra questi il 90% di coloro che si definiscono Maga – sostengono i raid contro l'Iran. E lo stesso sondaggio evidenzia che il 69% dei repubblicani simpatizza maggiormente con Israele rispetto che con i palestinesi.
CHI È JOE KENT, CHE SI È DIMESSO CONTRO LA GUERRA,
Articolo da www.adnkronos.com - Estratti
Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center nominato da Trump, si è dimesso con una lettera pubblicata su X in cui sostiene di non poter “in coscienza” sostenere la guerra in Iran. […]
Kent è un ex ufficiale delle forze speciali dell'esercito americano con oltre due decenni di servizio in teatri come Iraq, Afghanistan e Siria.
Ha costruito la sua carriera politica cavalcando le teorie del complotto di Trump: si è candidato al Congresso nel 2022 sostenendo che le elezioni del 2020 fossero state rubate e definendo i partecipanti al 6 gennaio "prigionieri politici".
jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
Ha perso sia nel 2022 sia nel 2024 contro la democratica Marie Gluesenkamp Perez nello stato di Washington. Trump lo ha nominato direttore del Nctc nel febbraio 2025 e il Senato l'ha confermato a luglio. Prima di quella nomina era consigliere senior della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard.
La prima moglie di Kent, Shannon Kent, era un tecnico delle comunicazioni crittografate della Marina americana. Il 16 gennaio 2019 si trovava a Manbij, nel nord della Siria, quando un attentatore suicida dell'Isis fece esplodere il suo giubbotto esplosivo fuori da un ristorante frequentato dal personale americano.
Shannon morì insieme ad altri tre americani: fu la prima donna americana uccisa in combattimento in Siria dall'inizio delle operazioni contro l'Isis. Nella lettera di dimissioni, Kent scrive che sua moglie è morta in una guerra “fabbricata da Israele”.
Nella lettera, Kent accusa Israele di aver “trascinato” gli Usa nella disastrosa guerra in Iraq, costata migliaia di vite americane. Una frase che replica una delle narrazioni antisemite più longeve del panorama cospirazionista americano.
I fatti storici dicono l'opposto: la guerra in Iraq del 2003 fu decisa dall'amministrazione Bush sulla base di intelligence americana (rivelatasi falsa) sulle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.
DONALD TRUMP - JD VANCE - PETE HEGSETH
Il governo israeliano, anzi, avvertì l'amministrazione americana che un Iraq destabilizzato avrebbe rafforzato l'Iran, vero nemico strategico di Israele. Presentare Israele come l'architetto del disastro iracheno è una distorsione storica che appartiene al registro del cosiddetto "Zionist Occupied Government" (Zog), teoria del complotto di matrice suprematista bianca.
Kent nella lettera loda il raid del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani come esempio di come Trump sappia usare la forza senza trascinarsi in conflitti interminabili. Solo che nel 2020, all'epoca del raid, Kent avesse pubblicamente avvertito che quella stessa operazione rischiava di scatenare una guerra in piena regola con l'Iran, e la criticava apertamente.
[…] Secondo fonti dell'amministrazione riferite da Fox News, Kent era considerato un "leaker", uno che spiffera le informazioni riservate ottenute in virtù del suo ruolo, da mesi era stato escluso dai briefing di intelligence presidenziale e non era stato coinvolto in nessuna discussione relativa all'Iran.
La Casa Bianca, sempre secondo le ricostruzioni apparse sui media conservatori americani, aveva già chiesto a Tulsi Gabbard di licenziarlo per le presunte fughe di notizie, ma la direttrice dell'intelligence non aveva mai agito. Le sue dimissioni arrivano quindi quando era già di fatto messo da parte, il che trasforma la lettera da atto di coscienza a sfogo di un funzionario già esautorato.
donald trump e pete hegseth - gabinetto alla casa bianca
Kent appartiene a quella frangia del movimento Maga che ha abbracciato le posizioni di Tucker Carlson sull'”America First” spinte fino all'ostilità aperta verso Israele.
Già dal 2022, quando era ancora candidato al Congresso, Kent si era opposto pubblicamente ai finanziamenti americani all'Ucraina, sostenendo che l'invasione russa sarebbe stata provocata dagli stessi Stati Uniti attraverso l'espansione della Nato verso est, ricalcando perfettamente la posizione del Cremlino.
Ha frequentato ambienti vicini al cosiddetto paleoconservatorismo e al nazionalismo bianco online, in particolare il gruppo dei Proud Boys, posizioni che lo avevano già messo in rotta di collisione con altri esponenti dell'amministrazione come il direttore dell'Fbi Kash Patel, dopo che tentò di accedere ai sistemi Fbi per indagare sull'assassinio di Charlie Kirk, avanzando ipotesi di coinvolgimento straniero.
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