DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI…
SCOPRIREMO MAI LA VERITA’ SULLA STRAGE DI USTICA? I SOSPETTI SUL RUOLO DI PARIGI NELLA DISTRUZIONE DEL DC-9 ITAVIA RUOTANO SU DUE ELEMENTI: I CACCIA IN VOLO DALL'AEROPORTO CORSO DI SOLENZARA (NELLO SCENARIO DI UNA BATTAGLIA AEREA CONTRO IL LEADER LIBICO GHEDDAFI) E LA PRESENZA DELLA PORTAEREI FOCH CON UN CARICO DI JET - QUALE SARÀ LA COLLABORAZIONE OFFERTA DALLE AUTORITÀ D'OLTRALPE ALLA MAGISTRATURA? - FRANCESCO COSSIGA E, PIÙ DI RECENTE, GIULIANO AMATO HANNO PESANTEMENTE CHIAMATO IN CAUSA LA FRANCIA, INDICANDOLA COME COLPEVOLE PER L’ABBATTIMENTO DELL’AEREO - LA BATTAGLIA NEI CIELI ITALIANI E IL MISTERO DEL MIG LIBICO: LE IPOTESI PER LA STRAGE...
1 - GLI “OMISSIS” DELLA FRANCIA LA PORTAEREI, I MIRAGE IN VOLO E IL GOLPE CONTRO GHEDDAFI
Gianluca Di Feo per “la Repubblica” - Estratti
Il mur de silence francese è stato massiccio quanto il muro di gomma italiano. Ma un testimone d'eccezione lo incrinò subito: Nicolò Bozzo, generale dei carabinieri e braccio destro di Carlo Alberto Dalla Chiesa durante la lotta alle Brigate Rosse. Parigi aveva negato che dopo il tramonto del 27 giugno 1980 dalla base corsa di Solenzara si fossero alzati in volo caccia:
AEREI FRANCESI SULLA PORTAEREI CLEMENCEAU
«L'attività si è interrotta prima delle 14.30». In quel caso, il generale Bozzo era stato l'uomo giusto, nel posto giusto e al momento giusto: era in vacanza a Solenzara, aveva sentito i jet in azione nell'oscurità: «Era il primo riposo dal 1978. Il mio unico interesse era quello di dormire, avevo un sonno arretrato di anni… Quindi si può immaginare la mia rabbia quando la sera del 27 giugno i decolli e atterraggi dei Mirage e di altri aerei non accennavano a interrompersi». E concluse: «Le fonti della Nato hanno affermato il falso: i francesi, e non solo loro, volarono fino a tarda ora».
I sospetti sul ruolo di Parigi nella distruzione del DC-9 Itavia ruotano su due elementi: l'aeroporto corso e la presenza della portaerei Foch. Solenzara era l'avamposto verso l'Africa e il Medio Oriente: i Mirage che raggiungevano Gibuti o contribuivano al conflitto nel Ciad partivano da lì, usando l'isola di Ustica come riferimento per la rotta. Nello scenario dell'abbattimento del volo Bologna-Palermo durante una battaglia aerea contro il leader libico Gheddafi - ricostruito nell'istruttoria del giudice Rosario Priore e nel verdetto definitivo del tribunale civile ma bocciato dalle sentenze penali - l'Armée de l'Air schierata in Corsica è l'unica potenziale responsabile alternativa agli americani.
L'altro crocevia dei misteri è la Foch, la pedina più riservata delle forze armate francesi. Dai moli di Tolone navigava nel Mediterraneo con un carico di caccia Etendard IV, dotati anche di testate atomiche: per questo i suoi spostamenti erano segreti. Si è spesso ritenuto che il 27 giugno 1980 fosse ormeggiata nel sud della Francia in attesa di entrare nei cantieri per una revisione: in realtà, la nave è arrivata nel bacino soltanto il 15 luglio.
Dove si trovava nelle ore decisive per la sorte di passeggeri ed equipaggio dell'aereo Itavia? Di sicuro a maggio era stata in Sicilia, con soste a Palermo, Marsala, Augusta.
Gli elementi raccolti nell'ultima indagine della procura di Roma ipotizzano che abbia partecipato a esercitazioni nel Tirreno: negli atti dei pm viene citato un "Exercise South" condotto insieme da jet francesi e statunitensi.
Partendo da questi due poli è complesso pronosticare quale sarà la collaborazione offerta dalle autorità d'oltralpe alla magistratura. Francesco Cossiga e, più di recente, l'intervista di Giuliano Amato a Repubblica, hanno pesantemente chiamato in causa la Francia, indicandola come colpevole per la fine del DC-9. L'eventualità che i francesi si autoaccusino sembra esclusa. Potrebbero quindi limitarsi a fornire elementi più circostanziati sulle attività svolte nelle ore cruciali dai jet di Solenzara e da quelli della Foch. Oppure fare un passo avanti verso la verità, svelando quello che è stato raccolto nei dossier militari e dell'intelligence su Ustica.
(…)
Ancora più interessanti potrebbero essere le informazioni custodite nei file dei servizi segreti di Parigi, molto attivi sull'altra sponda del Mediterraneo: il 27 giugno 1980 c'è stato in Libia l'epilogo di un tentativo di golpe contro Gheddafi, nelle cui fasi finali si è venuta a determinare la distruzione dell'aereo Itavia? E quali potenze straniere sono state coinvolte nel piano contro il rais di Tripoli? Gli americani? Gli inglesi? Gli israeliani? Il pilota siriano morto a bordo del Mig23 libico precipitato sulla Sila aveva in tasca un biglietto in cui accennava alla partecipazione a «qualcosa di grave». Un altro enigma rimasto finora irrisolto.
2 - LA BATTAGLIA NEI CIELI ITALIANI E IL MISTERO DEL MIG LIBICO: TUTTE LE IPOTESI PER LA STRAGE
Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera” - Estratti
Per soppesare la portata storica dell’apertura francese a collaborare con le indagini su Ustica, bisogna partire dall’unico dato giudiziario finora certo, col timbro della Cassazione nel 2018, in oltre 46 anni di mistero: il risarcimento riconosciuto in sede civile ai familiari delle vittime e agli eredi del proprietario della compagnia Itavia nelle sentenze di condanna contro i ministeri della Difesa e dei Trasporti.
IL VERBALE A CUI FA RIFERIMENTO GIULIANO AMATO SUL CASO USTICA
In queste, viene messo nero su bianco che a far precipitare il DC9 fu un missile (o una «quasi collisione» con un altro aereo) e che le autorità italiane non vigilarono sulla situazione di rischio creatasi per il volo di linea, data la presenza di caccia di altre nazionalità. Come e perché da questo dato non si sia poi arrivati a una ricostruzione univoca (e conseguenziale) dei fatti è un mistero ancora più fitto, che alimenta il primo. E se il «cedimento strutturale» fu la prima e presto scartata pista, quella della bomba a bordo sopravvive ancora oggi, con perizie opposte a quelle sulle quali i pm romani hanno inviato le rogatorie a Parigi (e in passato a Washington e poi in Germania e Belgio come Paesi Nato), senza ottenere finora risposte.
Lo scenario, ricostruito (anche) dalle inchieste di Andrea Purgatori, è quello di un Mig libico in volo sull’Italia per scortare una missione del colonnello Muammar Gheddafi, dittatore in patria, partner economico-finanziario per Roma, attore inviso ad altre potenze occidentali. Vero o meno che il leader libico fosse in volo nei cieli italiani, il Mig si sarebbe nascosto mettendosi letteralmente all’ombra del Dc9, partito da Bologna alle 20.08 con due ore di ritardo e diretto a Palermo.
STRAGE DI USTICA - LA DINAMICA DELL INCIDENTE
Sono i radar a raccontare la presenza di un altro velivolo che sull’Appennino affianca il DC9. E sono le perizie italiane e statunitensi a dire che un ulteriore velivolo si avvicina ai primi due all’altezza di Ustica. Sarebbe appunto un caccia francese (raggiunto poi da un altro Usa), che dà battaglia al Mig libico. I resti di quest’ultimo vengono rinvenuti sulla Sila tre settimane dopo e l’autopsia sul pilota retrodata la morte al giorno dell’ipotizzato scontro. Il DC9 sarebbe finito nello scambio di colpi.
(…)
Nel 1997 l’allora giudice istruttore Rosario Priore rinviò a giudizio in sede penale nove alti ufficiali dell’Aeronautica militare per depistaggio e attentato agli organi costituzionali dello Stato, aggravati dall’alto tradimento. Vennero tutti assolti o prosciolti. Se davvero la Francia dovesse collaborare, sarà forse possibile scrivere un’altra storia.
Non solo della nuova inchiesta.
IL RECUPERO DEI RESTI DELL AEREO DC9 DI ITAVIA
andrea purgatori articolo simbolo su strage ustica 21 aprile 1984
dc9 itavia strage di ustica
strage ustica
strage ustica 7
strage ustica 9
STRAGE DI USTICA
FRATELLI D ITAVIA - MEME BY EMILIANO CARLI
GIULIANO AMATO - INTERVISTA A REPUBBLICA SULLA STRAGE DI USTICA - 2 SETTEMBRE 2023
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