giorgio giacchetti

A SCUOLA DI NEGAZIONISMO CLIMATICO - AGLI STUDENTI DEGLI ISTITUTI DELLA PROVINCIA DI BELLUNO È STATO DISTRIBUITO UN LIBRO IN CUI VIENE NEGATO L'IMPATTO DELL'UOMO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO - L'AUTORE È GIORGIO GIACCHETTI, PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI GEOLOGI VENETI, CHE PER SCRIVERE 'STE FESSERIE HA ANCHE RICEVUTO 29.500 EURO DALLA REGIONE - LUI SI GIUSTIFICA: "È DAL 1690 CHE LA TEMPERATURA TERRESTRE CRESCE COSTANTEMENTE". MA I SUOI COLLEGHI SMONTANO LE SUE SGANGHERATE TEORIE - IL CASO DIVENTA POLITICO. AVS PRESENTA UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell'articolo di Laura Berlinghieri per “la Stampa”

 

Giorgio Giacchetti

Lui, il diretto interessato, si difende: «Sono stato travolto da una polemica inimmaginabile, accusato di negazionismo. Ma è dal 1690 che la temperatura terrestre cresce costantemente. E io sono uno scienziato e, come tale, mi interrogo e pongo dei dubbi: sì, anche sulla natura antropologica del cambiamento climatico». Così Giorgio Giacchetti, che dell'Ordine dei geologi veneti è il presidente regionale.

 

Una «tesi scientifica», rivendica lui, pubblicata in un libro - "Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni" - diffuso nelle scuole della provincia di Belluno. Ma contro la quale si è rivoltato lo stesso mondo della scienza, a partire dal suo. «Una leggerezza ingiustificabile. È vero che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma è la loro rapidità a rendere questo periodo assolutamente anomalo. E a testimoniarlo è una marea di dati scientifici» si sfoga Rodolfo Carosi, presidente nazionale dei geologi.

 

Giorgio Giacchetti

Infastidito dalle affermazioni in sé, ma soprattutto dal mezzo con cui queste sono state veicolate: un volume pubblicato ad aprile, finanziato con 29.500 euro dalla Regione del Veneto, e che con l'inizio dell'anno scolastico è stato distribuito agli studenti bellunesi di quarta e quinta superiore.

 

È intervenuto Carlo Barbante, docente a Ca'Foscari e membro dell'Istituto di scienze polari del Cnr, e si è esposto il dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, smentendo le teorie dello scienziato. Con una nota, si è schierata la Società geologica italiana: «Decenni di osservazioni, misurazioni e studi interdisciplinari dimostrano che le attività umane, soprattutto attraverso le emissioni di gas a effetto serra, sono la causa principale del riscaldamento globale in atto. Opinioni e ipotesi prive di adeguato sostegno scientifico non possono essere presentate agli studenti come equivalenti a conclusioni fondate».

LIBRO DI Giorgio Giacchetti

 

[...] E poi si è schierata la politica. Prima di tutto, con Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi e deputato di Avs: «Non ci troviamo davanti a una svista, ma alla pianificazione della disinformazione». E sempre da Avs, ma sponda Sinistra italiana, Elisabetta Piccolotti. Entrambi hanno annunciato la presentazione di «un'interrogazione al ministro dell'Istruzione perché chiarisca se intende sospendere l'uso del testo nelle scuole e per sapere quali controlli scientifici sono stati effettuati».

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO

E lo stesso ha fatto il senatore di Iv Enrico Borghi, vicepresidente del partito: «Che il presidente dell'Ordine dei geologi abbia le sue tesi a riguardo è legittimo, ma questa forma di disinformazione non può essere sottoposta acriticamente agli studenti». E i Pd, con l'interrogazione di Rachele Scarpa e la richiesta della responsabile ambiente, Annalisa Corrado, di «ritirare immediatamente l'opuscolo».

 

Anche il M5S, tramite la vicecapogruppo alla Camera Ilaria Fontana, interviene: «La Regione Veneto e il Comune di Belluno si attivino subito affinché il manuale venga ritirato dalle scuole». Il segretario di presidenza al Senato, Pietro Lorefice, aggiunge: «Il Cnr ha già smentito ufficialmente questa tesi, definendola non coerente con le attuali conoscenze scientifiche, e avverte che affermazioni prive di evidenze rischiano di disorientare e compromettere la cultura della prevenzione». [...]

migrazioni cambiamenti climatici