funerali ratko mladic in serbia

LA SERBIA CELEBRA IL SUO “MACELLAIO” – RATKO MLADIC, CRIMINALE DI GUERRA, GENOCIDA E “BOIA DI SREBRENICA”, È STATO SEPOLTO A BELGRADO CON I MASSIMI ONORI DI STATO E MILITARI –  SCOMPARSO A 84 ANNI MENTRE SCONTAVA L’ERGASTOLO, IL GENOCIDA MLADIC È STATO SOTTERRATO INSIEME ALLA FIGLIA ANA, MORTA SUICIDA DOPO AVER SCOPERTO I CRIMINI COMPIUTI DAL PADRE – IL FUNERALE DA “ROCKSTAR” CON MAXISCHERMI, MINISTRI DEL GOVERNO DI ALEKSANDER VUCIC ED ESPONENTI RELIGIOSI – VIDEO   

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Estratto dall’articolo di Alessandra Coppola per il “Corriere della Sera”

 

Funerali Ratko Mladic in Serbia

Riposerà in pace, Ratko Mladic, lui sì, sotto i pini di questo tranquillo cimitero in pendenza, il cielo limpido e una leggera brezza. Quel che non ha concesso alle sue decine di migliaia di vittime: una morte anestetizzata dal fentanyl nel carcere Onu dell’Aia, a 84 anni; una sepoltura pacifica assieme alla più amata, la figlia Ana, che qui giace dal 1994. [...]

 

Sotto il terrore dicono che Mladic avesse un cuore di padre per la sua «stella», brillante studentessa di Medicina che avrebbe scoperto durante un viaggio a Mosca la verità sugli eccidi e non avrebbe retto alla vergogna, lo racconta in La figlia la scrittrice Clara Usón.

 

Funerali Ratko Mladic in Serbia

La giornalista croata Slavenka Drakulic, in un libro fondamentale sul processo ai criminali di guerra nella ex Jugoslavia ( Non avrebbero mai fatto male a una mosca ), aggiunge un dettaglio straziante: la sera prima del suicidio di Ana con la pistola del papà, la famiglia al completo, Ratko la moglie e i due ragazzi ventenni come se fossero ancora bambini, avrebbero giocato a battaglia navale.

 

L’indizio che — il genocidio dei musulmani di Bosnia in corso — il generale proteggeva i suoi dall’orrore. Con l’inganno. La morte della figlia a 23 anni sarebbe stato, però, un trauma irreparabile, sfogato, dicono, con sadismo nel massacro di Srebrenica, 1995, oltre ottomila vittime. [...]

Funerali Ratko Mladic in Serbia

 

Ieri mattina, tra le lapidi e i viali, erano già collocate le telecamere (prima tra tutte la tv filogovernativa Informer ), tappa finale della lunga cerimonia-kermesse di oggi. Inizierà presto, un po’ più in alto sulla collina di Topcider, nella chiesa di San Luca e soprattutto nel largo spiazzo tutt’attorno.

 

Il diacono offre un bicchierino di rakija e dice al Corriere che sono attesi, oltre ai familiari, alcuni ministri (non il presidente Aleksandar Vucic per ragioni di opportunità), nonché esponenti della Republika Srpska (forse lo stesso ex leader negazionista Milorad Dodik), una trentina di religiosi, compreso il patriarca Porfirije; e poi all’esterno accanto ai maxischermi 350 mila persone, così sostiene.

 

RATKO MLADIC

Un primo requiem privato (nel rito ortodosso «parastos»); poi la fila e il percorso attorno alla bara per rendere omaggio all’«eroe» del nazionalismo serbo. Infine il corteo a piedi in discesa verso il cimitero. I camion già scaricano bagni chimici a dozzine, piazzano generatori e srotolano lunghi cavi come a un festival rock.

 

MLADIC VUCIC

Possibile una così larga partecipazione per un genocida conclamato? Al nuovo museo degli anni Novanta (dunque dedicato coraggiosamente alla stagione delle guerre) nel centro di Belgrado, il cofondatore e curatore Dejan Ubovic confessa di aver notato con stupore sui social tanti ragazzi delle associazioni studentesche — che pure avevano partecipato alle proteste antigovernative del 2025 — oggi inneggiare a Mladic. 

 

Come si spiega? «La prima ragione sta nei libri di storia, che omettono o edulcorano l’assedio di Sarajevo o la strage di Srebrenica»; non è insolito dunque che i più giovani non abbiano avuto accesso a fonti attendibili, mentre è sempre più frequente che il ministero dell’Istruzione intervenga a manipolare i testi scolastici.

 

ratko e ana mladic 44

Il secondo motivo è nei media, continua Ubovic, la gloriosa stagione dei mezzi di comunicazione indipendenti serbi (per esempio, la famosa Radio B92 a cui lo stesso curatore ha partecipato) è chiusa da tempo, tv e giornali sono sempre più controllati. «Infine, le famiglie», conclude il ricercatore: «Di queste vicende non si parla, i genitori spesso non hanno il coraggio di raccontare come sono andate davvero le cose». E i figli finiscono per indossare magliette nere con la faccia paonazza di un criminale.

ratko ana mladic 44ratko mladic foto lapresseRATKO MLADIC CON RADOVAN KARADZICclara uson la figlia ana mladic cover