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“L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È NELLE MANI DI POCHISSIMI SOGGETTI PRIVATI, CHE STANNO INVADENDO DOMINI SINO A IERI RISERVATI A RESPONSABILITÀ DEGLI STATI” – SERGIO MATTARELLA CI VA GIÙ DURO CONTRO I TECNO-PAPERONI AMICI DI TRUMP CHE CONTROLLANO L'IA E INVITA L’EUROPA A DARSI UNA SVEGLIA: “L’UE DEVE PASSARE DALL'ENUNCIAZIONE DI PRINCIPI ALLE DECISIONI CONCRETE. ANCHE PERCHÉ LA RIVOLUZIONE IN CORSO INTERPELLA IN PROFONDITÀ LE NOSTRE DEMOCRAZIE. I CALCOLATORI ELETTRONICI CHE DANNO VITA ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE DA QUALI VALORI SONO GUIDATI? PER QUALI OBIETTIVI SONO STATI PROGRAMMATI?”

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Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

 

re felipe di spagna, sergio mattarella e antonio jose seguro al simposio cotec a venezia

«La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola».

 

Allarme morale di Sergio Mattarella sull'intelligenza artificiale. Al simposio Cotec, sull'isola di San Giorgio, a Venezia, con il re di Spagna Felipe VI, il presidente portoghese Antonio Josè Seguro, e la presidente della Bce, Christine Lagarde, si ragiona sugli impatti che avrà sul mondo del lavoro. Mattarella mette in fila opportunità e rischi.

 

 E poi conclude che la Ue deve darsi una mossa («non sia timida») nel definire un'architettura di regole per tutelare i singoli cittadini, ma anche gli Stati, oggi impotenti di fronte allo strapotere dei vari Elon Musk: «L'Unione europea deve passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete». Anche perché la rivoluzione in corso «interpella in profondità le nostre democrazie».

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

[…]  «I calcolatori elettronici che danno vita all'intelligenza artificiale da quali valori sono guidati?» si domanda il presidente una volta in sala. «Per quali obiettivi sono stati programmati?».

 

[…] Mattarella definisce l'intelligenza artificiale «uno strumento affascinante». Ne riconosce «le nuove opportunità». Dice che il cambiamento non va demonizzato, ma semmai sapientemente governato. Anche perché qui siamo di fronte a una differenza con le precedenti rivoluzioni tecnologiche. La novità consiste nello sviluppare «capacità generative che intervengono direttamente su funzioni di alto contenuto cognitivo».

SERGIO MATTARELLA

 

È un fatto nuovo. E reca con sé molte domande, a cominciare «dalla potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti». […]

 

Mattarella mette in guardia «dal possibile aumento delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra gli Stati». Questo perché la rivoluzione in atto «rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, di dati e di competenze avanzate».

 

Questi pochi, e già ricchissimi, potranno diventarlo ancora di più. Molti signori dei Big Tech sono in America. Amici di Trump. Anche se Mattarella non fa nomi. Li definisce, però: «Attori di imponderabile legittimità». Il rischio? «Un nuovo disordine mondiale». Urge perciò una grammatica che disciplini questo immenso potere.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Cita il Papa e la sua enciclica Magnifica humanitas. […] Col re Felipe e Seguro ha sottoscritto un memorandum con cui si chiede una risposta europea. Non è semplice, perché, come ha ricordato Lagarde, «l'Europa è fortemente dipendente sistemi fondamentali sviluppati da una manciata di aziende concentrate non solo in un'unica giurisdizione ma, all'interno di quella giurisdizione, in un unico Stato»: la California.

 

Non si può stare fermi. Mattarella dice che lo dobbiamo ai nostri giovani: «Il 99 per cento della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: una tendenza che va invertita. Con urgenza».