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IL MARTIRIO DEL SANNAZARO - QUANDO C’È DA FARE PASSERELLE, GIULI È SEMPRE IN PRIMA FILA: VA A NAPOLI PER ABBRACCIARE I PROPRIETARI DEL TEATRO DISTRUTTO DALLE FIAMME E FARE UN PO’ DI RETORICA (“NON È UN LUTTO PERENNE. LO STATO C'È, DA OGGI INIZIA LA RINASCITA”). MA QUANDO SI TRATTA DI PARLARE DI SOLDI DRIBBLA: “NON SONO CIFRE CHE SI POSSONO IMPROVVISARE” – DAL TEATRO PETRUZZELLI DI BARI SI LANCIA UN APPELLO: “BISOGNA DESTINARE AL SANNAZARO UNA PARTE DEI RICAVI DEL FESTIVAL DI SANREMO” – MA IL REBUS DELLA RICOSTRUZIONI RESTA: I PROPRIETARI SONO UNDICI E...
Estratto dell’articolo di Alessio Gemma per "la Repubblica"
Alessandro Giuli al teatro Sannazaro di napoli
Il camerino di Luisa Conte, la grande attrice ultima erede del teatro, è sopravvissuto alle fiamme. Il ministro Alessandro Giuli non lo vede: arriva davanti all'insegna del Sannazaro ma si ferma. Non si entra. Pericoloso.
L'incendio all'alba di martedì ha distrutto tutto. Ad accoglierlo ci sono i gestori: Lara Sansone, la nipote di Conte, anche lei attrice nel cast della fiction di Rai Tre "Un posto al sole", e il compagno Sasà Vanorio. Si sciolgono in lacrime davanti al ministro. Provati. «Non è un lutto perenne», dice Giuli che li abbraccia: «Lo Stato c'è, da oggi inizia la rinascita».
La presenza del ministro serve a garantire la ricostruzione della sala. Giuli parla con il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano. Poi si dirige in prefettura insieme al sindaco Gaetano Manfredi e all'assessore alla Cultura della Regione Ninni Cutaia, già dirigente del Mic.
«Siamo di fronte a una tragedia dal punto di vista culturale — sottolinea Giuli — ma può venire fuori una splendida forma di cooperazione tra istituzioni differenti per raggiungere un obiettivo: restaurare il teatro, creare una struttura ancora più forte».
Sul tavolo lo schema c'è: mettere insieme le istituzioni — ministero, Comune e Regione — i gestori e i proprietari del teatro le cui mura sono private. A domande precise su fondi necessari e tempi, Giuli dribbla: «Non sono cifre che si possono improvvisare, stiamo lavorando affinché tempi e modi siano più rapidi possibili».
Un appello arriva da Bari: «Destinare al Sannazaro una parte dei ricavi del prossimo festival di Sanremo», firmato dal sovrintendente della fondazione Petruzzelli, maestro Nazzareno Carusi. Il più cauto è Manfredi: «Prima di pensare a rifare il teatro, bisogna trovare il percorso amministrativo che consenta la cooperazione pubblico e privato. E potrebbe richiedere anche del tempo».
È il grande rebus del Sannazaro: i privati proprietari dell'immobile sono ben undici. Al prefetto spetterà ora convocarli. Si guarda proprio al modello Petruzzelli con la fondazione: i privati entrerebbero nella compagine conferendo la proprietà del teatro, diventando così "soci" delle istituzioni.
Che a quel punto investirebbero denaro pubblico. Solo che undici teste di privati cittadini sono tante. E per di più rifare un teatro, a distanza di 180 anni, incastonato tra tre condomini e una chiesa, nel cuore di Napoli, non sembra una impresa facile, alla luce delle norme urbanistiche e di sicurezza. Ieri sopralluogo della polizia scientifica. C'è una inchiesta che deve accertare le cause dell'incendio.
Accidentali? Non si esclude ancora del tutto il dolo.
[...] Giuli ha garantito i contributi del ministero ai gestori, anche per quest'anno, nonostante la sala sia chiusa. Da bilancio sono poco più di mezzo milione da Roma. Diversi teatri in città si sono fatti avanti per ospitare il Sannazaro. [...]
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