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1 - VAN DER BELLEN SEMINA IL PANICO: «SE VINCE HOFER A RISCHIO MOLTI POSTI DI LAVORO»
An. Cu. per “il Giornale”
L'Austria si prepara al ballottaggio-bis per le presidenziali di domenica prossima, appuntamento che assieme al referendum istituzionale italiano tiene l'Europa con il fiato sospeso. Si tratta del replay dello «spareggio» tra il verde Alexander Van der Bellen e l'ultranazionalista Norbert Hofer dell' Fpö, che a maggio scorso vide prevalere il primo per un pugno di voti. Esito poi annullato dalla Corte costituzionale per irregolarità nello scrutinio dei voti per corrispondenza.
Dopo la Brexit e il successo di Trump negli Usa, l'esito è più che mai incerto e i sondaggisti, pur molto prudenti dopo i flop della Brexit e di Trump, prevedono un arrivo di nuovo al fotofinish: i due candidati sarebbero divisi solo dall' 1 al 2 per cento. Anche questa volta potrebbero essere decisivi i voti per corrispondenza, che furono la pietra dello scandalo nel primo ballottaggio: gli austriaci all' estero che hanno richiesto una scheda sono un terzo di più della volta scorsa.
Hofer sta usando la tattica di moderare i toni per conquistare l' elettorato cattolico. Van der Bellen, da parte sua, usa invece toni millenaristici. «Se dovesse vincere Hofer - dice in un' intervista apparsa sul numero di novembre-dicembre della rivista di geopolitica internazionale eastwest diretta da Giuseppe Scognamiglio - sarebbe la prima volta che in un Paese dell'Europa occidentale viene eletto presidente qualcuno che ha invocato un referendum per l' uscita dall' Ue.
Questo è uno dei motivi principali alla base dell' interesse internazionale per le elezioni austriache. Il nostro è un Paese di esportazione, metteremmo a rischio anche i posti di lavoro». Tra i temi principali della rivista, edita in lingua italiana, inglese e tedesca e distribuita in 24 Paesi, le possibili conseguenze della vittoria del sì al Referendum costituzionale in Italia, i primi effetti della Brexit e il futuro della partnership Usa-Europa.
2 - IL BURQA ALL' IMPERATRICE
ISLAMIZZATA LA STATUA DI MARIA TERESA D AUSTRIA
In segno di protesta contro l' islamizzazione dell' Austria, il movimento giovanile identitario ha velato ieri con un burqa, nel giorno in cui si ricorda la morte dell' imperatrice Maria Teresa d' Austria, la statua che raffigura la sovrana, che sorge a Vienna. Il gruppo lancia un allarme: «Ogni giorno il nostro Paese diventa un po' più islamico» e «negli asili musulmani si predica la jihad contro i miscredenti e criminali compiono assassinii gridando "Allahu Akbar!"», anche se si sostiene che questi atti non hanno nulla a che fare con l' islam.
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