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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA GIÀ INIZIATO A ROTTAMARE IL LAVORO DEL GIORNALISTA – IL SITO TVBLOG, PUNTO DI RIFERIMENTO PER L'INFORMAZIONE TELEVISIVA, HA SOSPESO TEMPORANEAMENTE LA PUBBLICAZIONE. I REDATTORI E I COLLABORATORI SONO STATI LIQUIDATI CON SCARSISSIMO PREAVVISO. E SI DICE CHE AL LORO POSTO SUBENTRERÀ L’IA – UN CASO SIMBOLO DELLA SITUAZIONE DRAMMATICA DEL GIORNALISMO ONLINE, CHE SI REGGE SU COLLABORATORI SCHIAVIZZATI E SOTTOPAGATI...
Rimanere a spasso proprio nel giorno in cui tutti pensano che scherzi. Nella data che più detesto, insieme a quella del mio compleanno.
Un po' come chiedere aiuto e ritrovarsi attorno gente che ride, pensando ad una recita.
— Massimo Falcioni (@falcions85) April 1, 2025
Estratto dell’articolo di Grazia Sambruna per www.mowmag.it
Non era un pesce d'aprile. Il sito TvBlog, da oltre due decenni punto di riferimento per l'informazione televisiva, non esiste più, ha realmente chiuso i battenti dalla sera alla mattina. O meglio: i collaboratori sono stati mandati a casa con scarsissimo preavviso e si dice che al loro posto subentrerà l'intelligenza artificiale a generare articoli di dubbia qualità, ma utili a far click.
Una notizia che riguarda tutta Blogo e che non può passare inosservata: si tratta di una orrenda storia di precariato e dell'indifferenza 'normalizzata' che si riserva da sempre ai freelance. Dire "mi dispiace" non è sufficiente, è il sistema che va ripensato fin dalle fondamenta. Questo mestiere non è un hobby, c'è chi ci campa davvero e rimane sempre voce né diritti. Uno sfruttamento nascosto in piena vista che si perpetra da anni e di cui a nessuno frega un caz*o. Perché?
ROBOT GIORNALISTA - IMMAGINE CREATA DALL INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI MIDJOURNEY
TvBlog, un tempo il sito di televisione più letto in Italia, non esiste più. La notizia è uscita, alla vigliacca, il primo d'aprile, senza lo straccio di un comunicato ufficiale, ma con qualche rumor che ha cominciato a diffondersi sui social grazie al triste annuncio dei collaboratori. Immediata, la solidarietà di colleghi giornalisti e personaggi dello spettacolo che hanno postato il loro dispiacere a favor di follower.
Come era giusto che fosse, visto che stiamo parlando di una testata che da oltre un decennio è punto di riferimento per pubblico e addetti ai lavori. Gli ascolti tv, le anticipazioni, gli scoop, le interviste, i live dei programmi di prime time: TvBlog non ha mai fatto mancare nulla ai propri lettori. E questo grazie alla costante e indefessa passione di chi ci ha lavorato, dei redattori.
Redattori che si sono ritrovati a spasso dalla sera alla mattina, senza un perché né la possibilità di guardarsi intorno: nessuno aveva detto loro che tirasse una brutta aria, se non con un preavviso ridicolo. Tutti leggiamo le notizie di gossip, ci scontriamo sui social per le opinioni di chi le scrive o per i punti percentuali di share delle trasmissioni. Nessuno pensa a chi queste cose le scrive.
Il problema, qui, non riguarda solo TvBlog e l'intera Blogo (quindi anche GossipBlog, Soundsblog, Cineblog ecc) che cessano di esistere. Il problema è l'intero sistema del 'giornalismo' online che non è mai stato considerato un 'lavoro vero', ma al massimo un hobby. E da tale viene retribuito, se viene retribuito.
ROBOT GIORNALISTA - IMMAGINE CREATA DALL INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI MIDJOURNEY 1
Uno sfruttamento generalizzato, normalizzato e nascosto in piena vista senza che nessuno faccia un plissé. Perché a nessuno frega un cazzo di chi scrive sul web. A me, e non solo perché faccio parte di questa categoria, invece sì. E la questione dovrebbe interessare tutti quanti, anzi, perché ne va della qualità dell'informazione, dei diritti dei lavoratori del settore, di persone oramai rassegnate a un destino che non sta né in cielo né in terra.
[...]
"L'informazione libera e indipendente", così recita la descrizione che Blogo dà da sempre di se stesso, si basa dal giorno della sua nascita sullo sfruttamento della passione di chi ci lavora. E questo non è un singolo caso: la maggior parte delle testate online, come cartacee, tratta chi vi collabora da accattoni questuanti.
PAGAMENTO PER IL GIORNALISMO DIGITALE
Quando vi lamentate di refusi e foto sgranate, di errori che imputate alla sciatteria dei 'giornalisti', molto spesso ignorate in quali condizioni questi 'giornalisti' fannulloni e incapaci svolgano il proprio impiego. Esistono siti e sitarelli che pretendono dodici pezzi entro le 10 del mattino, 'pagati' un centesimo a parola, scritti comunque 'in chiave SEO' (con un sacco di ripetizioni inutili delle 'keywords'), impaginati alla bell'e meglio su piattaforme buggate e accessibili/intuitive da usare almeno quanto la lingua sanscrita.
Non sto dicendo che sia il caso di Blogo, non lo è, ma che questi tipi di 'lavori' non siano rare eccezioni: sono la norma. A me, personalmente, hic et nunc sta andando 'bene', quindi capita che tramite social qualche ventenne di belle speranze mi venga a chiedere come muoversi per iniziare a scrivere per lavoro.
Il mio primo e unico e 'conisiglio' è sempre lo stesso: "Non lo fare", "Lascia perdere", "Scappa". E non lo dico per tagliare le gambe a possibile "concorrenza" rampante: lo dico perché lo penso davvero. Alle condizioni in cui la gente di questo settore, parlo di collaboratori esterni, si ritrova a 'lavorare', non ne vale la pena mai. A meno che non si sia nati con la camicia e si cerchi un hobby per riempire le giornate.
Ecco, il 'giornalismo' online per come 'funziona' oggi è un mestiere per privilegiati, salvo rarissime eccezioni. Ciò spiega molti editoriali che diventano virali per le castronerie esposte: sembrano vergati da gente totalmente scollata dalla realtà concreta in cui tutti viviamo. Esatto, nove volte su dieci è proprio così.
A nessuno frega un cazzo dei lavoratori, ma le notizie di gossip, di tv, cinema e spettacoli le leggono tutti, le condividono sui social, portano views e quindi introiti pubblicitari mica male. Com'è possibile, dunque, che non ci siano mai soldi per pagare dignitosamente chi le scrive? Si va dai tre ai cinque euro lordi per ogni pezzo pubblicato, alle volte si raggiunge, per grazia ricevuta, l'incredibile compenso di 8 euro (sempre lordi). Per qualunque tipo di contenuto: che sia una (video)intervista, uno scoop destinato a far parlare un po' tutti i media di settore o perfino la tv generalista, il live di un programma che inizia alle 21.45 e termina a notte fonda, la recensione di tale show.
GIORNALISTI SOSTITUITI DALL INTELLIGENZA ARTIFICIALE 3
Non si prende in minima considerazione il tempo impiegato a realizzare questo tipo di contribuiti perché il tempo di un freelance non conta niente. Il collaboratore freelance è una macchina sputa-parole, nelle scadenze stabilite altrimenti sono cazzi. Il collaboratore freelance non è mai una persona reale, è uno schiavo.
Uno schiavo che, col suo sudato lavoro, arricchisce chi gli sta sopra, alimentando un sistema che è così 'perché è sempre stato così'. E infatti è sempre stato marcio e infame, sotto agli occhi di tutti, senza che nessuno se ne interessasse. Il collaboratore freelance può, quindi, perdere il proprio incarico dalla sera alla mattina.
Magari si trattava di una entrata extra al mese, magari in qualche maniera, scrivendo ossessivamente, riusciva a camparci. Ma questo non importa a nessuno perché il collaboratore freelance non esiste. E allora qui sorge, inevitabile, un dubbio: il collaboratore freelance è forse un coglione? [...]
ai giornalismo2
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