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DOVE C'E' PATRIMONIO, C'E' SCAZZO – LA FAIDA DELLE FIGLIE DI EMILIO FEDE E DI DIANA DE FEO PER L’EREDITÀ DEI GENITORI: SIMONA FEDE ACCUSA LA SORELLA SVEVA DI AVER PASSUNTO IL CONTROLLO DEL PATRIMONIO FAMILIARE E LE CONTESTA 450MILA EURO DI OPERAZIONI BANCARIE, 1,4 MILIONI CHE MANCHEREBBERO DAI CONTI DELLA MADRE E 400MILA EURO DI GIOIELLI, ARGENTERIA E OPERE D’ARTE FINITI CHISSA' DOVE – AL CENTRO DELLO SCONTRO CI SAREBBE UN “TESTAMENTO FANTASMA” FIRMATO DA DIANA DE FEO NEL 2019 (MA SIMONA RITIENE CHE LA MADRE NON FOSSE PIÙ NELLE CONDIZIONI DI SCRIVERE AUTONOMAMENTE) E LE VILLE DI FAMIGLIA CHE…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica”
emilio fede con le figlie simona e sveva e la moglie diana de feo
Quattrocentocinquantamila euro contestati alla sorella. Un milione e 400 mila euro che mancherebbe all'appello nei conti della madre. E gioielli, argenteria e opere d'arte per altri 400 mila euro. […]
Sono i numeri che alimentano la guerra per l'eredità di Emilio Fede e Diana De Feo. Nelle denunce finite al centro del fascicolo per cui la Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, Simona Fede accusa la sorella Sveva di avere assunto il controllo del patrimonio familiare.
Al centro dello scontro ci sono i conti correnti di De Feo, morta il 23 giugno 2021. Per la primogenita, il 5 luglio successivo sarebbe stata presentata una dichiarazione nella quale si attestava che la madre era deceduta senza lasciare testamento. Una circostanza che definisce falsa, sostenendo che in famiglia tutti sapevano dell'esistenza delle volontà testamentarie. Proprio quell'atto, a suo dire, avrebbe consentito alla sorella di accedere ai rapporti bancari.
Dalle verifiche compiute in diversi istituti di credito sarebbero emerse movimentazioni per 450 mila euro che la donna attribuisce alla secondogenita. Accanto a queste, segnala ulteriori ammanchi che sfiorano il milione e mezzo, senza però indicarne un responsabile preciso.
I dubbi si allargano poi a una cassetta di sicurezza custodita in una filiale Bnl di via del Corso. Dalla documentazione raccolta da Simona emergerebbe un accesso effettuato il 21 ottobre 2020 da Sveva senza procura notarile. Quando ha chiesto spiegazioni, racconta, le sarebbe stato riferito che la cassetta era già stata svuotata dal padre Emilio Fede.
Una versione che contesta: in quel periodo, sostiene, l'ex direttore del Tg4 era già gravemente debilitato, mentre la madre si trovava nella fase terminale della malattia e non avrebbe potuto prendere parte ad alcuna operazione bancaria.
[…] Nel mirino finisce poi il testamento olografo del 13 novembre 2019. Simona ritiene che la madre non fosse più nelle condizioni di scrivere autonomamente a causa dei problemi di vista e di udito e contesta, inoltre, alcune aggiunte a margine del documento che la penalizzerebbero nella successione.
E poi ci sono le case, il simbolo stesso della frattura tra le due sorelle. Per la primogenita, quattro ville a Rocca di Papa che riteneva destinate a lei sarebbero state intestate a Sveva prima dell'apertura della successione. E denuncia di non poter accedere da tre anni a Villa Lucia, la residenza napoletana per la quale il testamento le avrebbe riconosciuto un comodato d'uso di quindici anni dopo la morte della madre.
Nelle denunce viene infine chiesto di fare luce anche sul ruolo dell'avvocato testamentario e dello storico collaboratore della famiglia nella gestione del patrimonio dei genitori.
Dal fronte opposto la linea resta invariata. «Le denunce della signora Simona saranno prese in considerazione, ancorché più volte archiviate, al fine di procedere nelle dovute sedi alle rituali querele per calunnia», afferma l'avvocato Samuele De Santis, legale di Sveva Fede. «Siamo assolutamente sereni. Semmai l'opposizione sarà l'occasione per prendere contezza dei documenti». Assistita dai legali Daniele Bocciolini e Abraham Rallo, Simona è invece pronta a portare la battaglia anche davanti al giudice civile.
emilio fede con la figlia sveva
emilio fede DIANA DE FEO
emilio fede diana de feo
diana de feo emilio fede
DIANA DE FEO emilio fede
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