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CHI HA STACCATO LA CORRENTE? - LA SOCIETA’ AUSTRALIANA DI TELECOMUNICAZIONI OPTUS E’ STATA CITATA IN GIUDIZIO PER IL BLACKOUT AVVENUTO NEL SETTEMBRE 2025 CHE IMPEDI’ A CENTINAIA DI UTENTI DI CONTATTARE IL NUMERO DI EMERGENZA NAZIONALE - IL PROCEDIMENTO E’ STATO AVVIATO DAVANTI ALLA CORTE FEDERALE AUSTRALIANA E IL VERDETTO POTREBBE COSTARE ALL’AZIENDA SANZIONI FINO A 250 MILA DOLLARI AUSTRALIANI PER CIASCUNA VIOLAZIONE...

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(ANSA) - Optus, il secondo maggior operatore di telecomunicazioni australiano, è stato citato in giudizio dall'Australian Communications and Media Authority (ACMA) per il grave blackout avvenuto nel settembre 2025, che impedì a centinaia di utenti di contattare il numero di emergenza Triple Zero (000). Il procedimento è stato avviato davanti alla Corte Federale e potrebbe costare all'azienda sanzioni fino a 250 mila dollari australiani per ciascuna delle asserite violazioni.

 

Secondo l'autorità di regolamentazione, la Optus avrebbe violato due obblighi fondamentali della normativa sulle telecomunicazioni in 1.005 occasioni: garantire agli utenti l'accesso al servizio di emergenza e assicurare il corretto collegamento delle chiamate verso il centro di risposta competente.

 

L'interruzione, durata quasi 14 ore, è stata causata da un aggiornamento dei firewall di rete che ha compromesso il funzionamento dei servizi negli stati del South Australia e del Western Australia, nel Northern Territory e in alcune aree del New South Wales.

 
Durante il blackout, il 75% delle 605 chiamate effettuate a Triple Zero non si è collegato. L'episodio è stato collegato a due decessi e ha coinvolto anche casi drammatici, come quello di una donna impossibilitata a chiamare i soccorsi mentre alcuni ladri si erano introdotti in casa.

 

A dicembre la Optus ha pubblicato un esame indipendente che ha individuato una serie di mancanze amministrative e tecniche e ha attribuito il disservizio a una catena di errori, imputabili sia a Optus sia al fornitore Nokia. Il rapporto raccomanda una profonda revisione delle operazioni di rete, del sistema di gestione del rischio e delle procedure di controllo interno, giudicate inadeguate.

 
Optus ha scelto di non commentare il procedimento giudiziario mentre ha annunciato di voler rafforzare la resilienza della rete, migliorare i processi interni e ricostruire la fiducia degli utenti. Anche la ministra delle Comunicazioni, Anika Wells, ha accolto con favore l'azione legale, definendo "gravi" le asserite violazioni contestate alla Optus.

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