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HANNO STACCATO LA SPINA AGLI HACKER FILORUSSI - È STATA SMANTELLATA LA RETE DI PIRATI INFORMATICI "NONAME", CHE HA TORMENTATO AZIENDE E MINISTERI ITALIANI PER ANNI - L'OPERAZIONE HA COINVOLTO LE FORZE DI 12 PAESI (TRA CUI ANCHE L'ITALIA). TRA LE MOLTE OPERAZIONI IN TUTTA EUROPA, È STATA PARTICOLARMENTE COLPITA LA SPAGNA (CON PIÙ DI 500 ATTACCHI) - 13 LE PERSONE INTERROGATE E OLTRE 600 I SERVER SMANTELLATI
(ANSA) - MADRID, 17 LUG - Una maxi operazione internazionale denominata 'Eastwood' ha permesso di smantellare l'infrastruttura di NoName057(16), un'organizzazione di hackers filorussi legata al regime di Vladimir Putin.
L'operazione ha coinvolto le forze di polizia di 12 Paesi, tra cui Germania, Italia, Stati Uniti e Spagna, dove è stata arrestata una persona. Sono state effettuate 5 perquisizioni e sono stati smantellati decine di server, informano fonti di polizia citate oggi dai media iberici.
NoName057(16) è emerso nel marzo 2022, all'inizio dell'invasione russa in Ucraina e ha rivendicato numerosi attacchi a paesi che hanno sostenuto Kiev. In Spagna è accusata di aver messo a segno oltre 500 attacchi informatici dal 2022. Nel mirino sono finite pagine web di vari ministeri, della Banca di Spagna, della Casa reale e di aziende del settore della difesa, come Navantia e Indra. Il gruppo è accusato di tentato sabotaggio del sito del ministero dell'Interno durante le elezioni politiche del 23 luglio 2023.
In totale l'operazione, supportata da Europol ed Eurojust, ha portato a due arresti, uno in Spagna e l'altro in Francia, sette mandati di cattura internazionali - inclusi i due presunti cervelli del gruppo, entrambi russi - 24 perquisizioni domiciliari (cinque delle quali in Spagna, a Madrid, Barcellona e Saragozza) all'interrogatorio di 13 persone e all'identificazione di oltre 1.000 simpatizzanti.
L'infrastruttura smantellata include almeno 600 server dai quali venivano mossi gli attacchi. In Spagna il gruppo, attraverso i servizi di messaggeria istantanea, aveva reclutato "un gran numero di persone" coinvolte nei cyberattacchi mediante un software denominato 'DdoSia', segnala la polizia nazionale. Per incentivare la fidelizzazione, gli hacker filorussi offrivano pagamenti in criptovaluta e "utilizzavano tecniche di videogames orientate ad attirare i più giovani". L'operazione è stata coordinata dal tribunale dell'Audiencia Nacional, competente per i reati di terrorismo.
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