gran fondo torino

LO STRANO CASO DEI DUE CICLISTI OVER 60 MORTI ALLA GRANFONDO DI TORINO – LE DUE VITTIME SONO STATE COLPITE PROBABILMENTE DA INFARTO. IL REGOLAMENTO DELLA COMPETIZIONE PREVEDEVA L’OBBLIGO DI “IDONEITÀ MEDICO SPORTIVA PER LA PRATICA DEL CICLISMO AGONISTICO”. ANCHE PERCHÉ IL PERCORSO ERA SFIDANTE: 113 CHILOMETRI CON UNA SERIE DI SALITE…

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Federico Gottardo per repubblica.it

 

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Doveva essere una giornata di festa e sport, si è trasformata in un “momento di immenso dolore”, come spiegano gli stessi organizzatori. La Gran Fondo internazionale Torino è finita con due corridori over 60 morti d’infarto durante la gara.

 

Erano centinaia gli atleti amatoriali partiti alle 8.30 dal Motovelodromo di corso Casale.

 

Tutti in teoria in buona salute, visto che il regolamento della competizione prevedeva l’obbligo di «idoneità medico sportiva per la pratica del ciclismo agonistico».

 

Anche perché il percorso era sfidante: 113 chilometri per un dislivello positivo di 1.981 metri (e negativo di 1.654). Prima una sgambata in piano fino a Chivasso, poi una serie di salite nelle colline torinesi, tra Rivalba, Cinzano, Casalborgone, Passerano Marmorito, Castelnuovo Don Bosco, Chieri e gran finale a Pino Torinese.

 

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È proprio in quest’ultimo tratto che i cuori dei due ciclisti si sono fermati. Bruno Tribolo, 67 anni, originario di Pinerolo, è stato soccorso dal mezzo di servizio di supporto alla gara. «L’ho visto cadere d’improvviso davanti a me e non si muoveva più», racconta sui social un corridore che era nei paraggi.

 

L’organizzazione parla di «tempestivo intervento» e di «lunghi tentativi di rianimazione», eseguiti sia sul posto che durante la corsa verso l’ospedale. tutto inutile: Tribolo non ce l’ha fatta.

 

Il secondo ciclista si chiamava Fabrizio Fiori, aveva 61 anni ed era di Collegno. Nel suo caso è intervenuto l’elisoccorso. I sanitari del servizio regionale hanno provato a rianimarlo mentre lo portavano alle Molinette, dove è morto poco dopo essere arrivato.

In segno di «profondo rispetto e dolore per questa drammatica perdita», gli organizzatori di Gs Alpi e del Motovelodromo hanno comunicato «l’immediata sospensione di ogni attività celebrativa.

 

In questo momento di immenso dolore, l’aspetto sportivo perde ogni rilevanza». In programma avrebbe dovuto esserci un party finale con tanto di pastasciutta per tutti nell’anello di corso Casale. Ma la doppia tragedia ha portato via qualsiasi voglia di festeggiare.

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