madre donna fa arrestare figlio baby gang

SONO TORNATE LE "MAMME CORAGGIO" – A TORINO, UNA DONNA HA FATTO ARRESTARE IL FIGLIO 14ENNE CHE ERA A CAPO DI UNA BABY GANG: L'ADOLESCENTE EVADEVA DAI DOMICILIARI PER COMPIERE RAPINE E AGGRESSIONI (ERA STATO ARRESTATO PER AVER RAPINATO E AGGREDITO UN COETANEO) - IN UN’OCCASIONE AVREBBE SI SAREBBE ACCANITO CONTRO IL TITOLARE DI UN’EDICOLA CHE AVEVA “OSATO” RIMPROVERARLO PERCHÉ VIAGGIAVA IN MONOPATTINO DENTRO UN CENTRO COMMERCIALE – A QUEL PUNTO LA MADRE, DISPERATA, HA CHIESTO AIUTO AI CARABINIERI…  

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Estratto dell’articolo di Caterina Stamin per "la Stampa"

 

VIOLENZA BABY GANG

Ha visto suo figlio diventare il ragazzo che lei non avrebbe mai voluto. Un prepotente, un vandalo che a soli 14 anni si ritrova con gli amici nei parcheggi pubblici e svuota gli estintori contro le macchine. Un violento, che insulta i commercianti e arriva a picchiare un giovane poco più grande di lui solo per derubarlo di cellulare e portafoglio.

 

L'ha visto denunciato per danneggiamento, deturpamento e imbrattamento. E poi arrestato, messo in permanenza domiciliare (come vengono chiamati gli arresti domiciliari per i minorenni). Quando si è resa conto che non rispettava nemmeno questa misura, che usciva di casa per continuare a fare il bullo del quartiere, non l'ha potuto accettare. Ha chiamato i carabinieri, ha chiesto loro aiuto per proteggere quel ragazzo che aveva cresciuto e che non riconosceva più. Ha fatto portare suo figlio nel carcere minorile Ferrante Aporti per salvarlo.

 

[…] Da inizio anno il quattordicenne inizia a far tribolare la famiglia. Fa parte di una baby gang locale, conosciuta nella zona. A gennaio lui e altri due ragazzini prendono di mira il parcheggio sotterraneo in pieno centro cittadino. I filmati degli impianti di sorveglianza li immortalano mentre svuotano gli estintori, anche sulle auto posteggiate.

 

VIOLENZA BABY GANG

Scatta la denuncia, ma nemmeno l'essere convocati in caserma con accanto i genitori intimorisce il gruppo di teppisti. Che anzi, arrivano a compiere violenze ben peggiori, con il quattordicenne a capo della gang. A inizio maggio il giovane se la prende con un ragazzino di un anno più grande di lui. Lo avvicina, accompagnato da un suo coetaneo, all'interno del giardino Kranj e lo minaccia: «Dammi il borsello». La vittima non ci sta, cerca di scappare, vuole essere solo lasciato in pace.

 

Ma il quattordicenne non sente ragioni: lo colpisce a calci e pugni, lo deruba del cellulare e dei documenti e scappa via. I carabinieri di Rivoli lo rintracciano poche ore dopo e lo arrestano. Mentre continuano le ricerche sul complice, la procura dei Minori dispone per lui il regime della permanenza domiciliare, riaffidandolo ai genitori.

 

Ma la misura non basta. E ad accorgersene è proprio la madre del "baby boss". […] Il 19 maggio il giovane, frequentatore abituale di un centro commerciale della zona, aggredisce il titolare di un'edicola. «L'avevo ripreso perché viaggiava in monopattino dentro la galleria e non è la prima volta» racconta il commerciante, Emmanuel.

baby gang

 

L'uomo chiede al ragazzo di non farlo più. Ma in risposta riceve insulti. «Mi ha mandato a quel Paese, mi ha detto che non dovevo rompergli i coglioni. Mi ha tirato uno schiaffo e un pugno sul volto». Sporge denuncia: «Sono sempre i soliti ragazzini, alcuni hanno anche dieci o undici anni e fanno i bulli. I genitori dove sono?».

 

La madre di uno di loro ha chiesto aiuto ai militari. E, su disposizione del gip del Tribunale, la misura di suo figlio è stata aggravata: ora non è più a casa con lei, ma in carcere.