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TRAGEDIE IN FAMIGLIA E OMICIDI-SUIDICIDI: NEGLI ULTIMI 4 GIORNI IN ITALIA CI SONO STATI 8 MORTI – DOPO LA STRAGE DI PIETRALATA, IN CUI SONO MORTI LUCA ABBASCIANO, VALENTINA PAMBIANCO E LA LORO FIGLIA DISABILE DI 5 ANNI, A FINALE LIGURE UN 59ENNE HA SPARATO A MOGLIE E FIGLIO 14ENNE E POI SI E’ UCCISO – SU UN BIGLIETTINO I MOTIVI DEL GESTO. DURANTE LA PANDEMIA L’UOMO AVEVA SCRITTO UNA LETTERA APERTA AI GIORNALI LOCALI IN CUI RACCONTAVA L’ODISSEA (E LE SPESE) CHE DOVEVA SOSTENERE PER ANDARE A TROVARE LA MADRE RICOVERATA IN UNA RSA - A OSTIA, UN 54ENNE HA SOFFOCATO CON UN CUSCINO LA MADRE 83ENNE E POI SI E’ LANCIATO DAL QUARTO PIANO, MORENDO SUL COLPO – SPESSO CI SI TROVA E CI SI SENTE SOLI AD AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ DEI PROPRI CARI, CAZZULLO: “IN UNA COMUNITÀ I PROBLEMI SI AFFRONTANO INSIEME. SE PENSIAMO DI ESSERE SOLI AL MONDO, ALLORA VALE TUTTO…”

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DISABILITÀ, L'INGIUSTO DISTINGUO FRA «NOI» E «VOI»

Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera” - Estratti

 

Gentile Cazzullo, grazie per le sue riflessioni sulla tragedia di Pietralata («La disperazione del padre che ha ucciso la sua bambina», Corriere di ieri), che mettono in relazione la solitudine nella disabilità con risorse pubbliche insufficienti, anche per via dell’evasione fiscale.

 

daniele baruzzo

Poi c’è anche (ancora) una questione culturale.

Mia figlia ha una condizione di disabilità intellettiva grave e, in questa estate bollente che non finisce più, il suo malessere sfocia in episodi di agitazione motoria, incluso il battere forte i talloni sul pavimento.

 

Proprio oggi il già di suo irascibile negoziante sotto il nostro appartamento mi ha rivolto lamentele minacciose.

Gli ho chiesto come potesse non capire la situazione di fatica, per mia figlia in primis: la sua risposta è stata «Tanto voi avete sempre scuse».

Più che la sua aggressività, mi ha ferito questo distinguo carico di pregiudizio «Noi-normali», «Voi-disabili».

 

Nessuno può realmente entrare nella sofferenza della famiglia di Pietralata, ma le assicuro che non è raro per genitori come noi sentirsi isolati, invisibili alle istituzioni che dovrebbero tutelare i nostri figli e rifiutati dai «Noi-normali».

 

Ogni famiglia ha storie, risorse, resilienza proprie, maggiori o minori.

 

Ma nessuna disabilità dovrebbe essere una questione solo privata. Tanto meno uno stigma da cui difendersi.

Daniela Donzelli

 

Risposta di Aldo Cazzullo

 

(…) Non dovrebbe esistere, in una società matura, il «noi» e il «voi». Non dovrebbero esistere i «normali» e gli «anormali», quelli che non hanno problemi e quelli che hanno il loro problema, che devono risolversi da soli. In una comunità i problemi si affrontano insieme. Ognuno è tenuto a fare la propria parte nella vita quotidiana.

 

mattia baruzzo

Poi ci sono le risorse, le strutture, il personale specializzato, che hanno un costo. Se ci sentiamo parte di una comunità, sopportiamo qualche piccolo disagio, anzi cerchiamo di alleviarlo con un sorriso, e facciamo il nostro dovere nei confronti della comunità e dello Stato. Se pensiamo di essere soli al mondo, allora vale tutto.

 

 

SPARA A MOGLIE E FIGLIO E SI UCCIDE QUEI TORMENTI NEL BIGLIETTO DI ADDIO 

Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Ieri mattina Daniele Baruzzo non si è presentato in ufficio. Non era da lui: chi lo conosceva lo descrive come un uomo tranquillo e rispettoso delle regole. Hanno dato l’allarme, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale sono andati nell’abitazione, sulle colline di fronte al mare a Finale Ligure. L’auto era regolarmente parcheggiata, quando sono entrati forzando la porta si sono trovati di fronte a una strage.

 

Tre corpi senza vita, quello di Baruzzo, 59 anni, e della moglie, Paola Siri, 60, erano nella camera da letto; il figlio Mattia, 14 anni, era nella sua stanza. (...)

 

Baruzzo, con la pistola che deteneva legalmente e con cui si esercitava abitualmente al poligono, avrebbe prima sparato al figlio, poi alla moglie e quindi avrebbe rivolto l’arma verso di sé. È accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì, la moglie e il figlio probabilmente sono stati sorpresi nel sonno. I vicini hanno sentito dei rumori, ma non gli spari e non si sono allarmati. 

Uno choc per chi conosceva questa famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, i compagni della squadra di calcio del Finale dove Mattia giocava come centrocampista nell’under 15. 

paola siri

(…)

 

L’ODISSEA PER ASSISTERE I GENITORI MALATI SCRISSE AI GIORNALI: «MAMMA NON PARLA» 

R. Bru. per corriere.it - Estratti

Durante la pandemia, Daniele Baruzzo aveva scritto una lettera aperta ai giornali locali. Raccontava l’odissea (e le spese) che doveva sostenere per andare a trovare la madre ricoverata in una Rsa. Una protesta civile, misurata, ma ferma.

 

Spiegava che «mia mamma non cammina, non è in grado di parlare e udire al citofono», e lui era costretto a vederla una volta alla settimana per 30 minuti, a due metri di distanza, entrambi con le mascherine e con una lastra di plexiglass in mezzo.

 

E in più «devo spendere 50/70 euro ogni settimana per il tampone». Le persone sentite che conoscevano Baruzzo sottolineano quanto avesse patito prima per assistere il padre malato di Alzheimer e poi la madre, scomparsa qualche anno fa. 

 

(…) L’inchiesta aiuterà a capire qualcosa in più, ma in fondo adesso conta poco. Come nella tragedia di Pietralata, sarebbe più importante riflettere sul fatto che spesso ci si trova e ci si sente soli ad affrontare le difficoltà dei propri cari. Talmente impotenti da arrivare a compiere gesti così atroci. 

 

 

OSTIA

R. R. per “la Stampa” - Estratti

ostia luogo della tragedia

Un nuovo omicidio-suicidio, il secondo a Roma e il quarto in Italia negli ultimi quattro giorni. Quattro tragedie familiari si sono susseguite da Nord a Sud seguendo lo stesso copione: qualcuno ha ucciso le persone più vicine e poi si è tolto la vita. Ieri la tragedia è avvenuta a Ostia, sul litorale romano.

 

Intorno alle 13 Giorgio Perlac, 54 anni, ha ucciso Adriana Furlani, la madre di 83 anni con cui viveva. L'ha soffocata con un cuscino, poi ha sistemata una sedia sul terrazzo e si è lanciato dal quarto piano morendo sul colpo. Il corpo dell'uomo è rimasto a lungo riverso a terra sul marciapiede, coperto da un telo, in attesa del medico legale.

 

famiglia morta a pietralata

La madre, invece, è stata trovata in casa, a terra con un cuscino sul volto. Sul corpo nessun segno di violenza, così come non risulterebbero tracce di sangue apparenti in casa. Ci sarebbero solo dei segni di pressione sul collo a confermare l'ipotesi del soffocamento.

A trovare il cadavere della donna, sul letto di una camera diversa dalla sua, sono stati i vigili del fuoco. A chiamarli sono stati i vicini dopo aver visto Giorgio Perlac salire a cavalcioni sul parapetto e lanciarsi. I poliziotti del commissariato Lido, sul posto insieme alla Scientifica, non hanno trovato biglietti che preannunciassero la tragedia e non risultano liti tra madre e figlio né denunce.

LUCA ABBASCIANO

 

L'uomo, che si è suicidato dopo aver camminato più volte avanti e indietro sul balcone, senza ascoltare le urla di chi lo pregava di non lasciarsi andare a gesti estremi, risulta incensurato. (...) «Sono senza parole, davvero all'interno di una casa non si sa mai cosa possa accadere. Adriana e suo figlio Giorgio, originari di Trento, vivevano a Ostia da più di 20 anni. Soli, dopo la morte del padre, si vedevano poco ma erano sempre molto garbati», è il ricordo di Claudio, un altro vicino.

 

valentina pambiancoLUCA ABBASCIANO VALENTINA PAMBIANCO LA PICCOLA BIANCA - STRAGE DI FAMIGLIA A ROMA IN ZONA PIETRALATAdaniele baruzzo paola siri