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“IL NOSTRO DOMINIO IN AMERICA LATINA NON SARÀ MAI PIÙ MESSO IN DISCUSSIONE” – TRUMP PARLA DELL’ATTACCO AL VENEZUELA COME FAREBBE UN DITTATORELLO DI SERIE B - QUANDO UN GIORNALISTA, DURANTE LA CONFERENZA STAMPA NELLA SUA RESIDENZA PRIVATA A MAR-A-LAGO, IN FLORIDA, GLI HA CHIESTO CHI GOVERNERÀ ORA IL PAESE, IL PRESIDENTE HA INDICATO SÉ STESSO E IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO: “PER UN CERTO PERIODO DI TEMPO, SARÀ IN GRAN PARTE COMPITO DELLA GENTE CHE STA QUI DIETRO DI ME” – “CI VORRÀ TEMPO PRIMA CHE FINISCA LA NOSTRA GESTIONE, PERCHÉ OCCORRE RICOSTRUIRE LE INFRASTRUTTURE. MADURO E LA SUA CRICCA CI AVEVANO DERUBATO CONFISCANDO LE NOSTRE INFRASTRUTTURE E ADESSO CE LE RIPRENDEREMO, MILIARDI DI DOLLARI CI SARANNO RIMBORSATI E FAREMO DEFLUIRE IL PETROLIO LÌ DOVE DOVREBBE ANDARE”
Estratto dell’articolo di Michele Farina per il “Corriere della Sera”
Le parole e i gesti: dopo aver lodato l’operazione militare condotta «con una forza mai vista dai tempi della Seconda guerra mondiale», Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti «gestiranno il Venezuela fino a quando non ci sarà una transizione sicura, corretta e in accordo con la giustizia».
Quando un giornalista durante la conferenza stampa nella sua residenza privata a Mar-a-Lago, in Florida, gli ha chiesto chi governerà il Paese, il presidente ha fatto segno con la mano a sé stesso e al segretario di Stato Marco Rubio che gli stava a un passo: «Per un certo periodo di tempo sarà in gran parte compito della gente che sta qui dietro di me».
DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO
Altro che blitz: «Non abbiamo ancora deciso se dispiegare truppe sul terreno. Abbiamo dimostrato che possiamo farlo: non abbiamo paura di mettere boots on the ground».
Nicolas Maduro è acqua passata: «Gli avevo intimato di arrendersi, pensavo lo facesse». Trump vanta il successo dell’operazione: «Nessuno dei nostri è rimasto ucciso, non abbiamo perso attrezzature». Il deposto caudillo di Caracas «poteva essere ucciso. Stava per entrare in una stanza blindata, ma non è riuscito a chiudere la porta. Se l’avesse fatto l’avremmo fatta saltare in 47 secondi».
DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO
«Il dittatore e terrorista Maduro è finalmente sparito dal Venezuela — esulta Trump —. Lui e la moglie sono su una nave e stanno arrivando a New York. Contro di loro prove schiaccianti di narcotraffico. Saranno portati al cospetto della grande giustizia americana. Il popolo venezuelano è libero. E l’America da oggi è una nazione più sicura. Un avvertimento per tutti coloro che vorranno minacciare la sicurezza del nostro Paese».
La Groenlandia può attendere, c’è da gestire «un Paese potenzialmente grande», con tanto petrolio che Maduro e la sua cricca «ci avevano rubato confiscando le nostre infrastrutture e trattandoci come dei bambini». Adesso «ce le riprenderemo, miliardi di dollari ci saranno rimborsati e faremo defluire il petrolio lì dove dovrebbe andare», senza dimenticare di «prenderci cura del popolo venezuelano».
DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO
Più tardi, intervistato dalla Fox , Trump dirà che i marines saranno sul terreno per difendere le strutture petrolifere. L’ottocentesca Dottrina Monroe che decretava l’influenza Usa sul continente «è stata superata», azzarda Trump: «Il nostro dominio in America Latina non sarà mai più messo in discussione».
Il presidente minaccia i leader a lui avversi e spiega che la presa del Venezuela non va contro i dettami dell’America First: «Vogliamo essere circondati da Paesi sicuri». Il colombiano Gustavo Petro? «Stia attento a non farsi beccare». Cuba? «Una vicenda molto simile a quella venezuelana, nel senso che vogliamo aiutare il popolo cubano. Finiremo per parlarne».
Poche parole sulla legittimità dell’operazione militare: secondo la Costituzione avrebbe dovuto avere l’ok del Congresso, che invece è stato tenuto all’oscuro dalla Casa Bianca. «Il Congresso? Avrebbe fatto trapelare informazioni preziose». Trump non esclude un secondo raid, «anche se non dovrebbe essere necessario, visto il successo del primo. Tutte le figure politiche e militari del Venezuela dovrebbero capire che ciò che è successo a Maduro potrebbe succedere anche a loro».
[…] chi guiderà il Paese? «Una squadra — risponde Trump —. Stiamo designando alcune persone, vi faremo sapere chi sono». Nuove elezioni? Cambio al vertice? Trump dice che Rubio ha avuto un colloquio con la vicepresidente Delcy Rodríguez, fedelissima di Maduro insieme con il marito che guida il Parlamento: «È disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande» (la stessa Rodríguez poche ore più tardi chiederà in tv la liberazione di Maduro).
DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC
Nessun calendario per nuove elezioni. Nessun ruolo al vertice per la pasionaria dell’opposizione e premio Nobel per la Pace María Corina Machado: «Sarebbe molto difficile per lei essere leader, è una gran donna ma non gode di sostegno nel Paese», dice Trump. Anche «Machado farà ciò che riteniamo necessario. Purtroppo c’è molta gente cattiva che non doveva essere al potere, ma ci sono anche persone fantastiche nell’esercito su cui potremmo contare».
Trump parla di «transizione» senza mai aggiungere «democratica». Il popolo «avrà sicurezza, giustizia e un grande Paese». Ma «ci vorrà tempo prima che finisca la nostra gestione, perché occorre ricostruire le infrastrutture». E Mosca, paladina di Caracas? «Mai parlato di Maduro con Putin», risponde Trump. Che aggiunge: «Gli Stati Uniti potrebbero vendere il petrolio del Venezuela anche a Cina e Russia in quantità sempre maggiori».
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