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TRUMP MINIMIZZA L’APPORTO DEI SOLDATI NATO IN AFGHANISTAN (“ERANO UN POCHINO A DISTANZA DAL FRONTE”) E GLI RISPONDE IL GENERALE PORTOLANO, OGGI CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA: “NEI VENTI ANNI DI MISSIONE IN AFGHANISTAN, 2001-2021, ABBIAMO PAGATO UN PREZZO ALTISSIMO: 53 CADUTI E CIRCA 700 FERITI DI CUI MOLTI CONVIVONO CON PESANTI MENOMAZIONI. FUMMO CHIAMATI A CONTRASTARE E RESPINGERE MOLTI ATTACCHI, IMBOSCATE, ATTENTATI, COME QUELLO DEL 3 NOVEMBRE 2011 AL COMPOUND LOGISTICO DELLA HESCO. SEGNO EVIDENTE CHE NON SI TRATTAVA AFFATTO DI UN SETTORE “SICURO” O LONTANO DAGLI SCONTRI. BISOGNA RIBADIRE, ANCHE A LIVELLO POLITICO, IL VALORE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI, CONDOTTE SPESSO PROPRIO SU RICHIESTA E SECONDO OBIETTIVI STRATEGICI DEFINITI DAGLI STATI UNITI D’AMERICA…”
Estratto dell’articolo di Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”
generale Luciano Antonio Portolano
Generale Luciano Portolano, che effetto le ha fatto leggere quelle parole di Donald Trump sui militari europei della Nato in Afghanistan «che non erano nelle prime linee»?
«Quando ho letto quelle dichiarazioni, non vi nascondo una reazione di sorpresa. I nostri militari hanno sempre partecipato a tutte le missioni internazionali nel pieno rispetto del mandato […] Nei venti anni di missione in Afghanistan, 2001-2021, abbiamo pagato un prezzo altissimo: 53 caduti e circa 700 feriti di cui molti convivono con pesanti menomazioni. Durante il mio mandato in Afghanistan (fine settembre 2011-aprile 2012) ho perso 9 militari, fu un grande dolore […]».
Lei oggi è il Capo di Stato Maggiore della Difesa e in Afghanistan nel 2011 guidò il Regional Command West (RC-WEST) della missione Isaf. Non eravate affatto nelle retrovie...
«Durante il mio mandato, la missione Isaf avviò un processo di transizione sviluppato nell’ambito del Joint Afghan Nato Inteqal Board (JANIB), presieduto per parte afghana dal dottor Ghani, che sarebbe a breve divenuto Presidente dell’Afghanistan. Era un processo che mirava a rafforzare l’autorità dell’Afghanistan in un’area ad altissimo rischio, nella quale fummo chiamati a contrastare e respingere molti attacchi, imboscate, attentati, come quello del 3 novembre 2011 al compound logistico della Hesco. Segno evidente che non si trattava affatto di un settore “sicuro” o lontano dagli scontri. Ne sono testimoni i circa 14.000 militari dei diversi contingenti internazionali che formavano il Regional Command - West, di cui circa 4.500 italiani».
SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN
[…] In un WhatsApp inviato al segretario della Nato Rutte, il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha esordito così: «Caro Mark scusa se ti scrivo ma non ho il numero di Trump…». Lei generale ce l’ha il numero di Trump? Se potesse parlargli al telefono, cosa gli direbbe?
«No, non ho il numero del presidente Trump e, anche se lo avessi, non sarebbe mio compito contattarlo. Il mio ruolo resta al livello strategico militare, con contatti continui con il mio omologo statunitense, il generale Dan Caine. Posso però ricordare che il valore e gli atti eroici dei nostri militari sono stati riconosciuti con grande chiarezza da autorevoli comandanti statunitensi di Isaf, come il generale dei Marines John Allen, il generale US Army Curtis Scaparrotti e il comandante del Regional Command South West Generale US Marines John A. Toolan, con i quali ho avuto l’onore di servire in Afghanistan e intrattengo tuttora ottime relazioni di amicizia».
Il ministro Crosetto invierà oggi due missive al segretario americano alla Difesa Hegseth e al segretario della Nato Rutte per «ristabilire la verità dei fatti» senza incrinare i rapporti diplomatici. Condivide la sua scelta?
generale Luciano Antonio Portolano
«Condivido pienamente la decisione del ministro di ribadire, anche al livello politico, il valore e il contributo delle Forze Armate italiane nelle missioni internazionali, condotte spesso proprio su richiesta e secondo obiettivi strategici definiti dagli Stati Uniti d’America […]».
SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN
SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN
SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN
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