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“SONO AL PRIMO POSTO NELLA LISTA DELLE PERSONE CHE GLI IRANIANI VORREBBERO UCCIDERE, LA TREGUA È TERMINATA" – TRUMP RILANCIA I RAID CONTRO TEHERAN: “L’IRAN E’ UN PAESE BUGIARDO E MALATO. BISOGNA ESTIRPARE IL CANCRO SUL NASCERE”. SECONDA NOTTE CONSECUTIVA DI BOMBE: I PASDARAN LANCIANO DRONI E MISSILI SULLE BASI AMERICANE IN KUWAIT E BAHREIN - QUASI COMPLETAMENTE BLOCCATO IL TRAFFICO A HORMUZ: LA VERA POSTA IN GIOCO NEL CONFLITTO TRA STATI UNITI E IRAN E' CONTROLLARE LO STRETTO, L'IMBUTO DA CUI PASSA UN QUARTO DEL PETROLIO DEL MONDO – LE MINE DISSEMINATE DAGLI IRANIANI, IL RUOLO AMBIGUO DELL’OMAN E L'ENNESIMO COLPO DI SCENA CON TRUMP CHE ANNUNCIA: "L'IRAN MI HA CHIAMATO POCO FA, VOGLIONO FARE UN ACCORDO..." 

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Da repubblica.it

 

Torna alta la tensione in Medio Oriente. Dopo gli attacchi della notte scorsa, gli Usa hanno nuovamente colpito il sud dell’Iran, che ha risposto con il lancio di droni e missili sulle basi americane in Kuwait e Bahrein. Tra le località interessate dalle esplosioni Bandar Abbas e a Sirik, nei pressi dello Stretto di Hormuz, e la costa occidentale di Sirik. L'agenzia Mehr segnala attacchi anche a Bandar Abbas, Konarak e Chabahar.

 

donald trump - guerra in iran

Trump: “L’Iran vuole un accordo”

Il presidente degli Stati Uniti: “L’Iran ha chiamato poco fa, vogliono fare un accordo”

 

Traffico nello Stretto di Hormuz quasi completamente bloccato

Il traffico nello Stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato. Lo riferisce Al Jazeera citando Bloomberg news. Il blocco è la conseguenza diretta del secondo giorno consecutivo di attacchi statunitensi all'Iran. Ieri soltanto 14 navi mercantili avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni; il numero più basso dall'accordo tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. La media di navi in passaggio per queste tre settimane è stata di 34 navi al giorno.

 

DONALD RILANCIA I RAID "L'IRAN MI VUOLE UCCIDERE LA TREGUA È TERMINATA" 

PAOLO MASTROLILLI per la Repubblica - Estratti

Sono al primo posto nella lista delle persone che gli iraniani vorrebbero uccidere». Si è fatto personale lo scontro fra Trump e Teheran, nella giornata dedicata al vertice Nato e alla ripresa dei bombardamenti contro il nemico che gli alleati si sono rifiutati di combattere insieme a lui. 

 

 

DONALD TRUMP FIRMA INTESA CON IRAN

(…)

Così ieri mattina, arrivando al vertice, Trump ha sfogato la sua rabbia: «L'Iran è un Paese bugiardo e malato. Per quanto mi riguarda la tregua è finita». Ha spiegato che negoziare con Teheran «è una perdita di tempo, sono persone malvagie e malate, e dobbiamo sbarazzarcene: sono un cancro. E sapete cosa bisogna fare? 

Bisogna estirpare il cancro sul nascere».

 

IL REGALO DEGLI IRANIANI A TRUMP

Il motivo lo aveva chiarito così: «C'è qualcosa che non va in loro. Gli abbiamo detto di andare a tenere i funerali dell'ex leader Khamenei, e invece hanno iniziato a sparare razzi e attaccare le navi. Allora ieri sera li abbiamo colpiti duramente. I nostri attacchi sono stati 20 volte più duri delle rappresaglie iraniane. Ho detto loro che ogni volta che colpiscono, colpiamo anche noi». Trump aveva detto che la trattativa di 60 giorni avviata con il memorandum of understanding è chiusa: «Non voglio più avere a che fare con loro. 

Per quanto mi riguarda, è finita. Parlerò con i nostri negoziatori. Loro vogliono trattare e possono farlo. Per me è solo una perdita di tempo». 

 

(….) Così ieri sera le forze armate Usa sono tornate a bombardare, con esplosioni udite nella zona di Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz, e in altre località dell'area. Alla domanda se non stia perdendo la guerra, Trump ha risposto così: «L'Iran non avrà mai l'arma nucleare. È un grande successo e il prezzo del petrolio scende». 

 

TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN

Fonti diplomatiche molto vicine al presidente non scommettono sulla ripresa della guerra, che potrebbe trasformarsi in un prolungato stato di conflittualità, invece di avere una soluzione definitiva. Gli Accordi di Abramo non sono finiti, ma dormienti, perché l'Arabia non aderirà mai con Netanyahu al potere e a queste condizioni per i palestinesi. Invece si lavora a raccogliere i capitali per costruire oleodotti che arrivino fino a Grecia e Bulgaria, per rifornire l'Europa saltando Hormuz.

 

Anche per questo la Nato dovrà rafforzare il fronte sud. Il principe saudita bin Salman è stanco della guerra, punta sul turismo religioso nei luoghi sacri e vorrebbe un accordo di lungo termine con l'Iran e i paesi della regione, per la libera circolazione.

 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN

Israele però è ferma sul Libano, non si ritirerà mai dal fiume Litani e teme i movimenti di Siria e Turchia, al punto di pretendere che Damasco spegnesse anche i radar dell'aviazione civile, che gli Usa avevano fornito per riaprire gli aeroporti delle città. Il timore più grave è qualche scontro fra Turchia e Israele: «Se Ankara - si è chiesto la fonte - invocasse l'Articolo 5 della Nato contro lo Stato ebraico, che faremmo?». 

 

TRA SOLDI E ROTTA OMANITA SI TORNA A COMBATTERE PER CONTROLLARE LO STRETTO 

FABIO TONACCI per la Repubblica - Estratti

In fondo, è la vera posta nel gioco mortale tra Stati Uniti e Iran. Controllare lo Stretto di Hormuz, l'imbuto da cui passa un quarto del petrolio del mondo. Trump lo vuole libero da mine e pedaggi, com'era prima della guerra, ma il regime di Teheran ormai ne ha scoperto la potenzialità ricattatoria, perciò lo considera la leva con cui garantirsi la sopravvivenza.

 

L'obiettivo è metterci le mani già adesso, imponendo regole e prezzi, nelle more di un negoziato sul nucleare che va lento, senza quindi aspettare i 60 giorni previsti dal memorandum di intesa siglato il 17 giugno. E che, a stare alle parole di Trump, è già carta straccia. 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN

 

(…)

L'Iran, contravvenendo a uno dei 14 punti del memorandum che impone lo sblocco totale di Hormuz nei due mesi di trattativa, non intende mollare la presa. Attualmente ci sono due rotte per attraversarlo: una, come detto, passa a sud vicino all'Oman, l'altra a nord, lungo le coste iraniane. Nel mezzo ci sono le mine disseminate dai pasdaran. «L'unico corridoio sicuro è quello indicato dalla Repubblica islamica», avvertono da Khatam al-Anbiya, il quartier generale delle forze armate iraniane. Tradotto: siamo noi che decidiamo chi passa, dove e a quale prezzo. 

 

DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO

(…)

Rimane incerto, forse volutamente ambiguo, il ruolo dell'Oman. Ufficialmente sostiene il memorandum e, in quanto Stato costiero, si è impegnato a garantire la riapertura dello Stretto, senza pedaggi, indicando nelle due rotte temporanee, a nord e a sud di quella ordinaria, la via d'uscita sicura dalla regione.

 

Tant'è che lunedì il Joint Maritime Information Center, un organismo supervisionato dalla marina Usa, ha diffuso un comunicato col quale suggerisce, nel caso, di optare per il corridoio meridionale. Il tratto dove, martedì, sono state colpite le tre navi. Allo stesso tempo, Muscat sta conducendo una trattativa con Teheran per discutere la futura amministrazione della navigazione, i servizi da offrire e, di conseguenza, le tariffe da applicare per essi.

stretto di hormuz

 

Il governo della Repubblica islamica, nell'immediato, teme però le ricadute, su un'economia già debole, del nuovo stop alla vendita del petrolio imposto da Trump. Entrerà in vigore il 17 luglio prossimo, per lasciare il tempo di completare le transazioni già concluse. Quella data assomiglia a un ultimatum: gli americani hanno riportato in patria parte degli armamenti necessari a scatenare una campagna su vasta scala contro Repubblica islamica. Se però non si troverà una soluzione per Hormuz, la ripresa della guerra torna a essere uno scenario probabile. 

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026