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FINE PENA MAI - UCCISE E BRUCIÒ SARA, ERGASTOLO CONFERMATO PER L’EX PADUANO: RECEPITA L’INDICAZIONE DELLA CASSAZIONE SUL REATO DI STALKING - IN SECONDO GRADO LA CORTE D’ASSISE D’APPELLO AVEVA ABBASSATO LA PENA A 30 ANNI ASSORBENDO IL REATO DI STALKING IN QUELLO D’OMICIDIO: OPERAZIONE GIURIDICA RITENUTA INAPPROPRIATA DALLA CASSAZIONE CHE…
Giulio De Santis per corriere.it
SARA DI PIETRANTONIO E VINCENZO PADUANO
Fine pena mai per Vincenzo Paduano, la guardia giurata responsabile dell’omicidio dell’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, strangolata e bruciata viva a Roma nel maggio 2016. La Corte d’assise d’appello nel processo bis, durato solo poche ore, ha infatti condannato Paduano all’ergastolo. Sentenza che ha recepito l’indicazione della Cassazione. Gli ermellini lo scorso aprile hanno annullato il precedente verdetti di 30 anni in secondo grado per «la rideterminazione della pena». In particolare la Cassazione ha ritenuto che Paduano andasse condannato anche per il reato di stalking oltre che per l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.
SARA DI PIETRANTONIO VINCENZO PADUANO
«Lo stalking un reato a parte»
I giudici hanno seguito l’impostazione della Cassazione rideterminando la pena. Bisogna ricordare che nel 2017 Paduano era già stato condannato all’ergastolo al termine del rito abbreviato. In secondo grado però la Corte d’appello d’assise, nel maggio del 2018, aveva ridotto la pena a 30 anni riqualificando il reato di stalking assorbendolo in quello d’omicidio: operazione giuridica ritenuta inappropriata dalla Cassazione che ha valutato come il reato di stalking vada distinto da quello di omicidio, con la conseguenza di una rideterminazione della pena. Come è accaduto oggi nell’appello bis.
La mamma della ragazza: «Scelta importante per le donne»
«Conta poco che Paduano rimanga in carcere 30 o 50 anni. La scelta di oggi è importante per tutte le donne. Ormai Sara non tornerà più - dice la mamma della ragazza, Concetta Raccuia, assistita dall’avvocato Stefania Iasonna - Però è un segnale importante quello della Corte perché riconosce l’esistenza del reato di stalking sul piano psicologico».
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