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I SOCIAL SONO UN’ARMA – CALENDA DENUNCIA IL RUOLO DI TIKTOK E INSTAGRAM NELLE PROTESTE VANDALICHE DEGLI ULTIMI GIORNI: “LO SCROLLAGGIO DI INSTAGRAM ATTIVA GLI STESSI NEURORECETTORI DELLA DIPENDENZA DA COCAINA O NICOTINA. E QUESTO LO SANNO BENISSIMO SIA I MANIPOLATORI RUSSI E CINESI CHE I TECNOCAPITALISTI AMERICANI. I RAGAZZINI DI PIAZZA DUOMO FACEVANO LE DIRETTE SU TIKTOK MENTRE ASSALTAVANO LE VETRINE. DOBBIAMO INTIMARE A TUTTI I SOCIAL DI MODERARE I PROPRI CONTENUTI, SENNÒ VANNO CHIUSI” – IN AUSTRALIA META E LE SUE PIATTAFORME DOVRANNO AFFRONTARE UNA CLASS ACTION, CON L’ACCUSA DI CAUSARE DIPENDENZA NEGLI UTENTI PIÙ GIOVANI – LO SCORSO AGOSTO IL GRUPPO DI ZUCKERBERG HA ACCETTATO DI PAGARE FINO A 17,7 MILIARDI DI DOLLARI NEGLI USA IN SEGUITO ALL'ACCUSA DI AVER PROGETTATO DELIBERATAMENTE LE SUE PIATTAFORME PER CREARE DIPENDENZA... 

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MARK ZUCKERBERG - META

IN AUSTRALIA CAUSA COLLETTIVA CONTRO FACEBOOK E INSTAGRAM, 'CAUSANO DIPENDENZA'

(ANSA) - SYDNEY, 22 OTT - Meta e le sue piattaforme social Facebook e Instagram affrontano una class action in Australia, in cui l'azienda e i suoi servizi sono accusati di causare dipendenza negli utenti, in particolare a danno dei più giovani.

 

La causa è stata avviata davanti alla Corte federale a Sydney dallo studio legale Litigation Lending per conto di otto richiedenti. E chiede risarcimenti per gli utenti di Facebook e Instagram che sono stati esposti a contenuti dannosi o che hanno sviluppato dipendenza dai social media.   

 

L'ente legale Litigation Lending Services ha dichiarato di finanziare l'azione legale per le famiglie australiane che "non avrebbero alcun mezzo pratico di perseguire queste istanze davanti un colosso globale della tecnologia".

 

mark zuckerberg - meta

"Il procedimento solleva importanti questioni sulla progettazione e l'operazione di piattaforme di social media e sul loro impatto su bambini e adolescenti in Australia", ha dichiarato il legale di Litigation Lending, William Nolan.   

 

Lo scorso agosto Meta ha accettato di pagare fino a 17,7 miliardi di dollari negli Stati Uniti in seguito all'accusa di aver progettato deliberatamente le sue piattaforme per creare dipendenza sugli utenti più giovani. 

 

CARLO CALENDA: «IL VERO PROBLEMA? I SOCIAL E CHI LI MANOVRA»

Estratto dell’articolo di Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”

 

CARLO CALENDA

Carlo Calenda, leader di Azione: quelli del “Movimento 17 ottobre” hanno dato appuntamento nelle piazze ogni sabato alle 15. Sono già partite le convocazioni su Telegram, Signal. Mobilitazione permanente. Lei è preoccupato?

«Sì, perché se questo teppismo diffuso che abbiamo visto sabato scorso a Milano si salda con l’antagonismo politico, anzi, meglio, se verrà incanalato dall’estremismo politico, penso a gruppi come Askatasuna o Cambiare Rotta che hanno già dimostrato di saper praticare la violenza, allora sì che può diventare molto pericoloso. [...]

 

Tra i ragazzini con le scarpe o i liquori rubati ancora in mano, c’era chi inneggiava all’esproprio proletario, categoria del secolo scorso...

«Macché, non c’è ideologia politica in tutto questo. È solo teppismo. Qui il vero problema si chiama TikTok e i social in generale, lo scrollaggio di Instagram attiva gli stessi neurorecettori della dipendenza da cocaina o nicotina.

 

DEVASTAZIONI A MILANO - UN RAGAZZO FA IL DITO MEDIO CON IN TESTA UN CAPPELLO RUBATO A UN CARABINIERE

E questo lo sanno benissimo sia i manipolatori russi e cinesi che i tecnocapitalisti americani, infatti contrarissimi all’idea di imporre delle regole ai social. I ragazzini di piazza Duomo facevano le dirette su TikTok mentre assaltavano le vetrine. E allora dobbiamo farlo noi, per arginare i signori Trump, Putin e Xi».

 

Ma come?

«Con Azione abbiamo presentato un disegno di legge, ma c’è anche una proposta bipartisan Mennuni-Madia che andrebbe lo stesso benissimo, per creare un meccanismo più efficace di age verification. Oggi in Italia si deve avere 14 anni per iscriversi ai social ma di fatto non ci sono controlli.

 

E così questi ragazzini a 8 anni conoscono il sesso su Youporn. Si è parlato tanto dei maranza , i figli degli immigrati. Ma quelli della minicar a Roma che hanno detto di aver copiato da TikTok sono italiani!

 

SCONTRI A MILANO DURANTE LA MANIFESTAZIONE ITALIA IN PIAZZA - 17 OTTOBRE 2026

Quindi, seconda proposta, dobbiamo intimare a TikTok di moderare i propri contenuti come ha fatto Meta. Sennò il social va chiuso. Perché un ragazzino che “scrolla” sui social oggi non distingue più il confine tra il bene il male. Ci sono influencer che sono spacciatori di droga e vanno in tv. Così si devasta una generazione. Infine, un’altra proposta: l’abbiamo chiamata Scudo Democratico ».

 

Sarebbe?

«Vengano estesi i poteri dei nostri servizi per indagare sui finanziamenti occulti dei vari profili per poi riferire al Parlamento. Ha ragione il ministro Crosetto, il rischio che la politica venga condizionata da interferenze straniere esiste: è già successo con i russi in Romania, ma pensate anche ai falsi profili che rilanciano qui da noi i contenuti di Vannacci. [...]

 

Lei è padre di 4 figli. Con i social in famiglia com’è messo?

CARLO CALENDA A DIMARTEDI

«Vietati i social fino a 14 anni, vietati i videogiochi. Meglio la lettura. Sono tutti impegnati politicamente e su questo voglio essere chiaro: non è solo giusto ma doveroso andare in piazza per chiedere più investimenti sulle borse di studio o sulla ricerca. Questa non è una generazione perduta, è piena di energia, malgrado noi».

 

MARK ZUCKERBERG

VLADIMIR PUTIN IN VERSIONE MARANZA SCONTRI A MILANO DURANTE LA MANIFESTAZIONE ITALIA IN PIAZZA - 17 OTTOBRE 2026