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DISCO DELLA MORTE – DOPO IL MASSACRO DI ALATRI, UN’ALTRA RISSA MORTALE FUORI DA UNA DISCOTECA A BRESCIA – IL DJ CLAUDIO COCCOLUTO: "OGGI I GIOVANI HANNO UN MALESSERE ESPLOSIVO. SARÀ PER LA MANCANZA DI LAVORO, DI FUTURO - I RAGAZZI CERCANO DROGHE SINTETICHE A BASSO PREZZO. LA DIFFERENZA DELL'ITALIA RISPETTO ALL'EUROPA È CHE ALTROVE HANNO FATTO UN'OPERA DI INFORMAZIONE CHE QUI MANCA"

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Massimo Pisa per la Repubblica

 

BONILLA RISSA MORTALE BRESCIABONILLA RISSA MORTALE BRESCIA

UNO sguardo, un apprezzamento, un insulto, uno spintone. Manca un quarto d' ora alle 6 e le porte del Disco Volante Culture Club, discoteca aperta nel 2010 alla periferia di Brescia, stanno per chiudere. Yaisy Bonilla, che pure ha la tessera del club in tasca, nemmeno ci è entrato.

 

Ha fatto serata altrove, sta lì fuori a chiacchierare davanti alla saracinesca della Coop, sotto i portici del centro commerciale Flaminia che ospita il locale, c' è la fidanzata, albeggia e tra un po' andranno a dormire. E invece Yaisy, colombiano, 21 anni e qualche piccolo precedente per furto e rapina, sta per essere inghiottito dalla spirale del bullismo da maschi alfa, della guapperia di chi non resiste a segnare il territorio. Lo sguardo e l' apprezzamento arrivano in direzione della ragazza, l' insulto e lo spintone sono di Yaisy.

 

L' avversario fa qualche passo verso il parcheggio ma poi ci ripensa, torna indietro, estrae il coltello dalla tasca, si avventa. Pianta almeno un paio di fendenti, violentissimi, alla pancia di Bonille. La squarcia e se ne va. Il pestaggio letale di Emanuele Morganti, bastonato a morte fuori dal Miro Club di Alatri, risale ad appena una settimana fa.

 

C' è un altro morto, e c' è un' indagine complicata per omicidio volontario sul tavolo di Alfonso Iadevaia, che da quattro mesi dirige la Squadra mobile della questura bresciana. Yaisy Bonilla lotta per mezza giornata sul tavolo operatorio della Poliambulanza, dove arriva alle 6.15 in condizioni disperate. I medici del Pronto soccorso provano di tutto per suturargli le ferite ma il sangue perso è troppo e alle 17 la porta del reparto Terapia intensiva si apre e arriva l' ora di comunicare la notizia ai familiari. A quell' ora la ventisettenne fidanzata di Bonilla era stata già sentita a lungo, insieme all' amico e ai gestori del Disco Volante, dagli investigatori bresciani. Che cominciano a scartare le suggestioni dei primi minuti.

 

Quella del regolamento di conti, visti i precedenti della vittima, e di un appuntamento con qualcuno con cui Bonilla aveva un affare illecito in sospeso.

RAGAZZO ACCOLTELLATO BRESCIARAGAZZO ACCOLTELLATO BRESCIA

Quella del prologo di lite all' interno del locale - serata «from 00.00 till late», 15 euro di ingresso se sei in lista, buttafuori a controllare le 3mila tessere dei soci e a filtrare le brutte facce - con rendezvous fatale sotto i portici. Quella di una precedente aggressione altrove.

 

Nulla. Fidanzata e testimoni mettono a verbale che l' uomo del coltello, alto e chiaro, forse dell' Est Europa, proprio non l' avevano mai visto, che a provocare era stato lui e a stento saprebbero dire che accento avesse.

 

coccolutococcoluto

Che non sanno nemmeno con certezza se a ballare ci fosse stato l' assassino, né - ammesso e non concesso - se lì al bar avesse bevuto, e quanto. All' angolo tra via Salgari e via Corsica gli specialisti della Scientifica lavorano tutta la mattinata per repertare le tracce di sangue, rilevare eventuali impronte di scarpe dell' aggressore in fuga e, soprattutto, cercare telecamere vicine e funzionanti che possano aver ripreso la scena e, soprattutto, il volto dell' accoltellatore.

 

 

2. IL DJ CLAUDIO COCCOLUTO: IL MALESSERE DEI GIOVANI SEMPRE PIU’ ESPLOSIVO

Caterina pasolini per la Repubblica

 

«Ancora un morto in discoteca? La vera domanda è capire cosa spinge dei ragazzi a girare con un coltello in tasca in un luogo nato per ritrovarsi e sentire musica, diventato invece un' arena di sfida». Claudio Coccoluto, dj da una vita, è uno che non si tira indietro quando si tratta di cercare di capire situazioni complesse.

 

Cos' è cambiato?

«Vent' anni fa c' erano più scazzottate ma dopo si diventava amici. Adesso, lo vedo lavorando spesso in discoteca, ci sono sicuramente meno risse ma, quando accadono, sono esplosive» .

 

Come ad Alatri?

IL LUOGO IN CUI E' STATO UCCISO YAISY BONILLA IL LUOGO IN CUI E' STATO UCCISO YAISY BONILLA

«Quella è stata una degenerazione a cascata di parole, spintoni, spranghe, un' esibizione di forza e potere di branco».

 

Cosa la stupisce?

«Mi spiazza la mancanza di reattività dei ragazzi, ognuno guarda la scena, il pestaggio e si fa i fatti suoi: una perdita di umanità, un fallimento per chi li ha cresciuti. Una volta lo scontro era uno a uno, negli ultimi episodi è uno contro tutti. Ci si sfoga, c' è la logica vigliacca del branco, ci si mette col più forte, non si vuole perdere. Forse nessuno reagisce perché non sa chi ha di fronte, perchè ormai chiunque potrebbe essere armato».

 

Perché giovani cosi violenti?

«Persino a Cassino, il paese d: i 30mila abitanti dove vivo, ogni sabato ci sono risse in piazza, c' è un problema di ordine pubblico tra piccoli spacciatori e bulli. I giovani mi pare abbiano un malessere profondo, sarà per la mancanza di lavoro, di futuro, che esplode in rabbia il sabato sera nei luoghi in cui si ritrovano».

 

E le droghe c' entrano?

«Quando ero giovane, girava di tutto, dall' eroina all' alcol, adesso i ragazzi cercano droghe sintetiche a basso prezzo. Cocaina che aumenta l' aggressività? Vorrei vedere cosa c' è dentro alle bustine, più che altro anfetamina. La differenza dell' Italia rispetto all' Europa è che altrove hanno fatto almeno un' opera di informazione che qui manca».

 

Che fare?

«Al di là dell' analisi sociologica sul malessere e la mancanza di futuro, se tutti i partecipanti al pestaggio mortale avessero da parte dei giudici la stessa accusa, sarebbe un bel deterrente. Va poi considerato che come le api vanno al miele, gli spacciatori, chi vuol far casino non va certo davanti a una parrocchia ma a una discoteca piena di ragazzi. Bisogna quindi fare prevenzione perché le discoteche tornino a essere quello che sono per me: un luogo per ritrovarsi e ascoltare musica».

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