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“UNA GRANDE INGIUSTIZIA” - GIGI D’ALESSIO PERDE LA CAUSA SUI DIRITTI DEI SUOI PRIMI SEI ALBUM CONTRO LA SUA PRIMA CASA DISCOGRAFICA, LA "ZEUS SRL" DI NAPOLI E VIENE CONDANNATO ANCHE AL PAGAMENTO DI CIRCA 10MILA EURO DI SPESE LEGALI - IL LEGALE DEL CANTAUTORE, CHE VOLEVA RIENTRARE IN POSSESSO DI TUTTI I DIRITTI DEI SUOI PRIMI SEI DISCHI, PERCHÉ A SUO DIRE LA "ZEUS SRL" NON AVEVA ADEMPIUTO CORRETTAMENTE A QUANTO PATTUITO, ANNUNCIA IL RICORSO IN APPELLO: “SERVE UN CORRETTIVO AL MECCANISMO SUI DIRITTI D’AUTORE. SONO CONTRATTI ATIPICI E MOLTO VECCHI. COSÌ PER QUEI SEI ALBUM I DIRITTI VANNO DIVISI AL 50%" (SI PARLA DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO ALL’ANNO)...

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Vincenzo Brunelli per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

Gigi D’Alessio perde il primo round giudiziario per i diritti dei suoi primi sei album contro la sua prima casa discografica, la Zeus srl di Napoli. Ma i suoi legali annunciano appello.

gigi d'alessio - Gigi Uno Come Te L’Emozione Continua

Tra il 1992 e il 1998 l’artista napoletano aveva scelto la società Zeus Record Srl per la realizzazione dei primi dischi della sua carriera: Lasciatemi cantare (1992), Scivolando verso l’alto (1993), Dove mi porta il cuore (1994), Passo dopo passo (1995), Fuori dalla mischia (1996) ed È stato un piacere (1998).

 

Contemporaneamente aveva sottoscritto con una società, sempre collegata a Zeus, contratti di edizione musicale, e i relativi bollettini Siae, per tutte le opere contenute in questi album. D’Alessio poi si era rivolto al Tribunale di Napoli per chiedere di annullare o risolvere i contratti d’edizione, sostenendo «la mancanza di rendiconto, l’assenza di compensi specifici per i diritti di sincronizzazione (come l’abbinamento dei brani alle immagini cinematografiche o televisive) e una presunta inerzia della società nella promozione delle sue opere».

 

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I giudici napoletani hanno chiarito in sentenza che la legge non impone all’editore un obbligo di rendiconto periodico «se questo non è stato espressamente concordato dalle parti». I contratti stipulati tra Gigi D’Alessio e Zeus srl quindi sono stati ritenuti perfettamente validi ed efficaci, in quanto prevedevano una controprestazione economica ben precisa, abbinata alle percentuali sui «diritti di pubblica esecuzione e fonomeccanici» regolarmente denunziati e ripartiti tramite la Siae.

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Gigi D’Alessio voleva rientrare in possesso di tutti i diritti dei suoi primi sei dischi, perché a suo dire la Zeus srl non aveva adempiuto correttamente a quanto pattuito. Il Tribunale di Napoli gli ha dato torto e lo ha condannato anche a circa 10mila euro di spese legali.

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«Faremo appello — afferma l’avvocato Eugenio D’andrea — sapevamo che era una causa pioneristica, serve un correttivo a un meccanismo di grande ingiustizia sui diritti d’autore in genere e il rapporto con l’editore. Sono contratti atipici e molto vecchi, e alcuni andrebbero modificati. Così per quei sei album i diritti vanno divisi al 50%». Si parla di centinaia di migliaia di euro all’anno.