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“‘NON È L'ARENA’ ERA IL PROGRAMMA PIÙ COSTOSO DI LA7 E NON PIACEVA AI PUBBLICITARI” – URBANO CAIRO È STATO SENTITO COME TESTIMONE AL PROCESSO DI FIRENZE A SALVATORE BAIARDO, L'EX GELATAIO LEGATO AI BOSS GRAVIANO, IMPUTATO PER FAVOREGGIAMENTO PERSONALE CON L'AGGRAVANTE DELL'AGEVOLAZIONE MAFIOSA E CALUNNIA AI DANNI DI MASSIMO GILETTI. E HA PARLATO DELLA CHIUSURA ANTICIPATA DI “NON È L’ARENA” NEL 2023: “GLI ASCOLTI ERANO IN CALO, RISPARMIAI 1,4 MILIONI DI EURO” – L’EDITORE HA NEGATO DI AVER MAI RICEVUTO PRESSIONI DA SILVIO BERLUSCONI DOPO LE RILEVAZIONEI DI BAIARDO A GILETTI, CHE TIRAVANO IN BALLO LO STESSO CAV: “MA PAOLO BERLUSCONI MI SCRISSE UN MESSAGGIO CON SCRITTO ‘VERGOGNA’. LO CHIAMAI ARRABBIATO…”
(ANSA) - FIRENZE, 10 GIU - "Non è l'Arena" era il programma più costoso de La 7. Era in forte calo e non piaceva ai pubblicitari. Chiudendo" la trasmissione "ad aprile 2023 non mandammo in onda le ultime puntate e risparmiammo 1,4 milioni di euro. A volte devi tirare una linea e quello era il momento".
Lo ha detto Urbano Cairo sentito come testimone al processo di Firenze a Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna (Novara) accusato di favoreggiamento personale con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa e calunnia continuata e aggravata ai danni del conduttore e giornalista tv Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca.
salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 6
Alla domanda del giudice Anna Favi sui risultati ottenuti dal programma quando era ospite Baiardo, il patron de La 7 ha spiegato che "gli ascolti ebbero un sussulto fino all'8%, ma a marzo 2023 era già tornato al 5,2%. A marzo lo share era tornato a poco piu del 5% e la raccolta pubblicitaria si era dimezzata".
Inoltre, il contratto di Giletti era in scadenza. "Proponemmo all'allora agente Mazzi - ha ricordato Cairo - un rinnovo biennale con un contenimento dei costi, ma rispose che non era possibile. Il nostro obiettivo era dimezzare le perdite e riportare i numeri a quelli del primo anno. La trattativa non ci fu perché l'agente e Giletti non volevano modificare il contratto". "Dopo la chiusura del programma - sottolinea l'editore - il conduttore intentò una causa di lavoro che fu poi rigettata dal tribunale".
Durante l'udienza i pm hanno chiesto a Cairo se i fratelli Silvio e Paolo Berlusconi avessero fatto pressioni in considerazione delle rivelazioni di Baiardo sull'incontro avuto tempo prima con il fratello del cavaliere nella sede del Giornale.
"Silvio Berlusconi - ha affermato Cairo - non mi ha mai chiesto nulla. Paolo Berlusconi dopo la trasmissione in cui Baiardo aveva parlato di lui mi mandò un messaggio in cui era scritto 'Vergogna'. Lo chiamai arrabbiato dicendogli che non si doveva permettere, che non mi dovevo vergognare di nulla"".
THE MATADOR - TORO SCATENATO - GILETTI E CAIRO BY MACONDO
Cairo nell'aula del tribunale fiorentino ha ribadito: "Non ho mai fatto pressione sui miei conduttori: sono sempre stati liberi e autonomi". Quanto alla richiesta di cui ha parlato lo stesso Giletti secondo cui Cairo lo avrebbe sollecitato a incontrare il Cav, l'editore ha spiegato: "ogni anno Giletti mi chiedeva di aiutarlo a portare Silvio Berlusconi in trasmissione, ma non avevo mai ottenuto la sua disponibilità.
Quel giorno, visti i temi trattati e considerando che gli ascolti del programma sarebbero schizzati, proposi a Giletti di incontrarlo per un'intervista. Il giornalista disse che ci avrebbe pensato ma poi non mi fece sapere più niente".
massimo giletti urbano cairo
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URBANO CAIRO E MASSIMO GILETTI
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