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“NEL DIVORZIO NON VALE PIÙ IL PRINCIPIO DELLA RENDITA PARASSITARIA BASATA SUL FATTO CHE UN CONIUGE SIA PIÙ FACOLTOSO DELL'ALTRO” – VALERIA DE VELLIS, L’AVVOCATA CHE HA ASSISTITO BERLUSCONI NELLA SEPARAZIONE DA VERONICA LARIO, SPIEGA COSA È CAMBIATO NELL’ASSEGNO DI DIVORZILE: “NON BASTA CI SIA DISPARITÀ ECONOMICA FRA I CONIUGI PERCHÉ IL PIÙ POVERO ABBIA UN DIRITTO AUTOMATICO. IL PREGIUDIZIO ECONOMICO SUBÌTO ANDRÀ DIMOSTRATO CON DOCUMENTI CHE ATTESTANO LA RIDUZIONE DEL REDDITO O LA PERDITA DI CHANCE LAVORATIVE. LA PRIMA CONSEGUENZA? AUMENTA L’IMPORTANZA DEI PATTI PREMATRIMONALI CHE…”
Estratto dell’articolo di Franco Giubilei per “La Stampa”
«Una rivoluzione». L'avvocata Valeria De Vellis non usa giri di parole nel commentare la recente sentenza della Corte di Cassazione per cui l'assegno di divorzio va versato a condizione che sia effettivamente e puntualmente dimostrato, documenti alla mano, il sacrificio economico sofferto dal coniuge per tenere in piedi il matrimonio. Un addio al vecchio principio per cui, dopo la separazione, all'ex doveva essere garantito lo stesso tenore di vita di prima, a prescindere dal contributo monetario fornito per tenere in piedi la famiglia durante l'unione.
DIVORZIO ASSEGNO DI MANTENIMENTO
Secondo la legale, che ha ottenuto il successo più clamoroso della sua carriera grazie alla causa fra Silvio Berlusconi e Veronica Lario assistendo l'ex premier - un contenzioso che ha aperto la strada al principio sancito pochi giorni fa dalla Corte -, la sentenza potrebbe dare il via anche a un ricorso sempre più massiccio ai patti prematrimoniali.
Avvocata De Vellis, cosa cambia con questa sentenza?
«Viene affermato il principio per cui non basta ci sia disparità economica fra i coniugi perché il più povero abbia un diritto automatico all'assegno divorzile: bisogna andare a verificare come si è creata questa disparità e se sia stata causata dalla circostanza che uno dei coniugi abbia fatto dei sacrifici patrimoniali per dedicarsi alla famiglia.
veronica lario silvio berlusconi
Di conseguenza, il coniuge economicamente più debole ha diritto all'assegno solo se riesce a dimostrare di aver rinunciato a occasioni di lavoro e di guadagno in funzione del matrimonio».
Per esempio?
«Se uno dei due coniugi aveva un contratto di lavoro full time e poi passa al part time per avere più tempo per stare con i figli, fa un sacrificio economico che potrebbe giustificare un assegno divorzile, ma ancora non basta: bisogna che la decisione sia frutto di un accordo con l'altro coniuge, un principio già affermato dalla Cassazione a Sezioni Unite nel 2018».
L'elemento veramente nuovo allora qual è?
«Che il pregiudizio economico subìto andrà dimostrato in modo rigoroso con dati oggettivi e documentati: non sarà sufficiente una dichiarazione generica di essersi occupati della casa e dei figli, ma dovranno essere prodotti i documenti che attestano la riduzione del reddito, o la perdita di chance lavorative.
Se invece il coniuge non ha condizionato le sue scelte professionali in funzione del matrimonio non ha diritto all'assegno, a meno che non versi in stato di bisogno e cioè non abbia una casa e sia inabile al lavoro».
Che cosa significa sotto un profilo socio-culturale? Quale mutamento rivela?
«L'assegno di divorzio non è più un'assicurazione sulla vita, non vale più il principio della rendita parassitaria basata semplicemente sul fatto che un coniuge sia più facoltoso dell'altro. È una sentenza che responsabilizza le persone perché tutela solo chi effettivamente lo merita».
Quali conseguenze possiamo aspettarci?
DIVORZIO ASSEGNO DI MANTENIMENTO
«Aumenta l'importanza dei patti prematrimoniali in Italia. Allo stato attuale non c'è una legge che li riconosca, ma sono sempre più numerosi e secondo la giurisprudenza sono validi a condizione che non riguardino diritti indisponibili come quelli relativi ai figli minorenni».
[…]
Lei ha assistito Berlusconi nella causa contro la sua ex moglie Veronica Lario, conclusasi con l'annullamento dell'assegno da 1,4 milioni al mese a carico dell'ex premier: una sentenza che ha fatto scuola?
«Sì, perché allora si faceva riferimento al principio del tenore di vita. Diciamo che quella sentenza ha contribuito a smuovere le acque, affermando anche che bisogna tener conto di quello che un coniuge ha dato all'altro nel corso del rapporto matrimoniale».
DIVORZIO ASSEGNO DI MANTENIMENTO
VERONICA LARIO BERLUSCONI TESTAMENTO
divorzio
assegno di mantenimento 3
silvio berlusconi a portofino con veronica lario
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