RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE…
“NON VOLEVO UCCIDERMI, STAVO MALE E HO PRESO DELLE MEDICINE DAL MIO COMPAGNO DI CELLA” – LA VERSIONE DI SALIM EL KOUDRI, IL 31ENNE ITALO-MAROCCHINO IN CARCERE PER AVER INVESTITO OTTO PERSONE CON LA SUA AUTO A MODENA, DOPO CHE È STATO È PORTATO D’URGENZA IN OSPEDALE PER UN MALORE SEGUITO ALL’ASSUNZIONE DI TROPPI FARMACI – ALL’INIZIO SI PENSAVA CHE SI TRATTASSE DI UN TENTATO SUICIDIO, MA IL SUO AVVOCATO HA SMENTITO: “MI HA DETTO DI AVER PRESO ANCHE LE CINQUE PASTIGLIE CHE AVEVANO DATO AL SUO COMPAGNO DI CELLA, UN UOMO PIUTTOSTO ANZIANO CARDIOPATICO. HA FATTO UNA FOLLIA, MA DA UNO COME LUI CHE SOFFRE DI UN GRAVE DISAGIO PSICHICO NON C’È DA ASPETTARSI COMPORTAMENTI LOGICI…”
Estratto dell’articolo di Daniele Montanari per www.gazzettadimodena.it
«Stavo male e ho preso quelle medicine. Ma non per uccidermi: l’ho fatto per vedere se riuscivo a stare meglio». È questa la spiegazione che ieri pomeriggio (8 ottobre) ha dato al suo avvocato Salim El Koudri, il 31enne finito in carcere con l’accusa di strage per aver travolto con la sua auto otto persone il 16 maggio in centro a Modena.
Il giovane è stato portato d’urgenza all’ospedale di Baggiovara verso le 20 di martedì, 6 ottobre, dalla cella in cui è rinchiuso nella sezione “I Care” del Sant’Anna per un malore seguito all’assunzione di troppi farmaci.
Oltre a quelli psicoattivi che assume abitualmente per curare il disturbo schizoide da cui è affetto, aveva infatti preso anche quelli del suo compagno di cella, che soffre di disturbi cardiaci. Insieme, gli hanno causato il collasso che ha fatto pensare a un tentativo di suicidio. Ma da quanto ha detto al suo avvocato, Fausto Gianelli, non è così.
LE PAROLE DELL’AVVOCATO GIANELLI
«Sono andato in carcere innanzitutto per vedere come stava – spiega il legale – e poi per capire di più su una vicenda dai molti punti oscuri. Ho trovato Salim in buone condizioni, si è ripreso bene dopo il malore. Gli ho chiesto di raccontarmi quello che era successo, e mi ha riferito questo. Che martedì aveva preso regolarmente i farmaci psicoattivi della sua terapia, farmaci non nella sua disponibilità ma dati dall’infermiere e da lui ingeriti regolarmente sul momento.
Poi mi ha detto di aver preso anche le cinque pastiglie (alcune colorate e alcune bianche) che avevano dato al suo compagno di cella, un uomo piuttosto anziano cardiopatico. Non so come ne sia entrato in possesso, non me l’ha spiegato bene: non è mai lucidissimo nelle sue ricostruzioni».
[…]«Ha fatto una follia, ma da uno come lui che soffre di un grave disagio psichico non c’è da aspettarsi comportamenti logici» continua Gianelli. […]
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