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VERSO L'INFINITO E OLTRE - L'ARTISTA ANISH KAPOOR STA PROGETTANDO DI INVIARE UNA SCULTURA-SATELLITE IN ORBITA INTORNO ALLA TERRA - ANTONIO RIELLO: "IL SATELLITE-SCULTURA DOVREBBE AVERE LE DIMENSIONI DI UNA CASA. ALCUNE PARTI SARANNO CAPACI DI RIFLETTERE LA LUCE DEL SOLE, AL FINE DI ESSER VISIBILE DI GIORNO DALLA SUPERFICIE TERRESTRE - IL COSTO DELL'OPERAZIONE? DA KAPOOR NON È ANCORA DEFINITO, MA PROBABILMENTE VICINO AI 200 MILIONI DI DOLLARI...
Antonio Riello per Dagospia
L'Arte è sempre stata affascinata dallo Spazio che circonda il nostro pianeta. Stelle, pianeti, satelliti e oggetti vari volanti hanno costituito un menù attraente per le invenzioni degli artisti. Nel 1428 Masolino da Panicale dipinge la sua "Fondazione della Basilica di Santa Maria Maggiore" dove le nuvole sembrano tanti dischi volanti (il quadro, idealmente l'antenato di Space Invaders, si può ammirare a Napoli nelle sale del Museo di Capodimonte). E prima ci sono le famose stelle dei cieli affrescati da Giotto.
Nell'ambito del Contemporaneo i primi nomi che sovvengono sono: Vincent Van Gogh, Anselm Kiefer, Geoffrey Hendricks, Wolfang Tillmans. E comunque basta pensare alla superba mostra "COSMOS" (2000) ospitata a Palazzo Grassi (allora era ancora la proprietà veneziana di un assai benestante avvocato torinese). Oppure a "They Used to call it the Moon", organizzata dal Baltic Center for Contemporary Art tenutasi nel 2014 a Newcastle upon Tyne.
La novità in fatto di Cosmo-Art è che un artista ha recentemente dichiarato che sta progettando di inviare una scultura-satellite in orbita intorno alla terra. Non è una boutade o una provocazione, la sua affermazione è credibile. Si tratta di Anish Kapoor - britannico nato in India, a Mumbai, nel 1954 - e universalmente conosciuto per i suoi raffinati trompe-l'oeil scultorei: profondi buchi/cavità che appaiono come tali ma che in realtà fisicamente non esistono (per ottenerli usa uno speciale tipo di pigmento nero di nome "Vantablack" che assorbe la luce al 99%).
Negli ultimi anni si è cimentato con eleganti forme geometriche specchianti che creano bizzarre illusioni ottiche (come il "Clud Gate" realizzato a Chicago nel 2006). In tutto il suo lavoro la tecnologia (soprattutto quella legata alla percezione ottica) è domata da uno stringente senso estetico-concettuale. Risultato? un minimalismo che riesce quasi sempre a sorprendere e incantare lo spettatore.
E' uno degli scultori più decisivi ed influenti del panorama internazionale. Ha vinto il Turner Prize nel 1991 ed è stato insignito nel 2003 della Regina Elisabetta del CBE (Commander of the Order of the British Empire). Negli ultimi anni ha deciso di passare molto tempo a Venezia, dove ha acquistato Palazzo Manfrin.
Dell'ambiziosissimo progetto si sa in realtà poco. Il satellite-scultura dovrebbe avere dimensioni notevoli (si è espresso con queste parole: "grande come una casa") con alcune parti capaci di riflettere la luce del Sole, al fine di esser visibile di giorno dalla superficie terrestre. L'idea che un'opera d'Arte possa essere fruibile da milioni di persone contemporaneamente e a grande distanza è comunque eccitante. La sensibilità e le capacità tecniche di Kapoor sembrano particolarmente adatte ad una sfida di questo tipo.
E poi si sa che ogni artista ha in sè una certa dose di megalomania (è una dote che sembra necessaria per questo mestiere). Non si faranno attendere le contro-mosse spaziali di Jeff Koons o di Damien Hirst. O chissà, magari un giorno la Repubblica Popolare Cinese appoggerà una qualche opera orbitante di Ai WeiWei.
Il costo dell'operazione di Kapoor non è ancora definito, ma probabilmente vicino ai 200.000.000 di Dollari. Facilmente anche di più. L'artista è molto riservato su chi sgancerà i quattrini. Ha fatto capire che potrebbe esserci una cordata internazionale. Le dimensioni proposte, per un vettore spaziale, sono molto impegnative. Si è solo limitato ad aggiungere che non ne farà parte Elon Musk con la sua rete satellitare Starlink, ribadendo la sua personale disapprovazione per le opinioni politiche del discusso magnate americano.
Per davvero una nuova frontiera dell'Arte: con Kapoor si passa dall'ammirazione per i cieli alla loro colonizzazione. In effetti però, negli anni passati, qualche timida forma di presenza artistica nello Spazio c'è già stata. Nel 2014 l'artista giapponese Makoto Azuma ha legato un grande mazzo di fiori ad un pallone aerostatico che ha raggiunto ben 30 kilometri di altezza.
Del resto, già alla fine degli anni '70, in diverse sonde spaziali sono stati inseriti dati riguardanti il genere umano e la sua Storia. I Voyager solcano gli anni-luce dell'Universo con al proprio interno un archivio con tracce di musiche (Bach, Mozart, Beethoven, Louis Armstrong). Doveva esserci anche una canzone dei Beatles, "Here comes the Sun", ma per una questione di diritti la EMI alla fine non ha concesso l'autorizzazione. Un possibile uso gratuito da parte di eventuali Alieni ha evidentemente spaventato il responsabile commerciale della casa discografica. Per colpa sua, in caso di incontri ravvicinati, i terrestri faranno la parte dei "pulciari della galassia".
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