erdogan al sisi trump al thani khamenei

LA MIGLIORE GARANZIA PER KHAMENEI SONO I SUOI STORICI NEMICI ARABI – I SAUDITI E I QATARINI SI OPPONGONO A UN ATTACCO AMERICANO IN IRAN PERCHÉ TEMONO DI FINIRE NEL FUOCO INCROCIATO, E NON VOGLIONO ROTTURE DI COJONI IN GRADO DI METTERE A RISCHIO I LORO AFFARI E GRANDI EVENTI – L’EGITTO CREDE CHE INDEBOLIRE L’AYATOLLAH, A CASCATA, PORTEREBBE UN ENORME AFFLUSSO DI PROFUGHI PALESTINESI CHE NON VUOLE (SENZA TEHERAN A PROTEGGERE HAMAS, ISRAELE POTREBBE REGOLARE I CONTI A GAZA) – INFINE C’È LA TURCHIA DI ERDOGAN: LA BALCANIZZAZIONE DELL’EX PERSIA SAREBBE IL PRELUDIO A UNA POSSIBILE SECESSIONE DEL KURDISTAN, L’ULTIMA COSA CHE IL RAISS TURCO VUOLE…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

Donald Trump punta a prolungare la tregua con Putin sull'Ucraina, magari agganciandola a una pausa olimpica, in modo da riempire di nuovo gli arsenali anti-aerei di Israele e degli alleati arabi che ospitano basi americane.

 

Ma è proprio sugli alleati arabi che il dispositivo Usa ha il suo pilastro più debole, che tende a sprofondare nella sabbia.

 

[…] L'Arabia saudita […] non ha cambiato idea e al momento non intende concedere il suo spazio aereo per un eventuale campagna contro l'Iran.  […]  Ci sono quattro attori regionali che continuano a tirare il freno a mano. Oltre ai sauditi, Turchia, Egitto e Qatar. Partiamo dal fondo. I qatarini sono ancora sotto choc per i raid israeliani contro i dirigenti di Hamas del 9 settembre scorso. Temono di finire sotto un fuoco incrociato.

 

abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani

Condividono il più grande giacimento di gas al mondo con l'Iran e hanno il terrore di metterlo a rischio. L'Egitto lega la questione a Gaza. L'indebolimento o il crollo totale della Repubblica islamica, agli occhi del Cairo, toglierebbe un vincolo a Israele per una resa dei conti finale a Gaza.

 

Al-Sisi teme ondate di profughi e il collasso della sua credibilità […]. Infine, la Turchia. […] Oltre alle dinamiche sull'influenza in Paesi come Siria e Iraq, c'è di mezzo una ragione ideologica e storica.

 

Per quattro secoli Istanbul è stata la capitale del califfato sunnita, oltre che dell'impero ottomano. Nello stesso periodo la Persia ha guidato l'islam sciita. Ma la prima dinastia sciita fu fondata da Ismail, di etnia azera e quindi turcofono. Con l'attuale regime questa commistione turco-persiana è continuata.

 

MASOUD PEZESHKIAN E VLADIMIR PUTIN

Ali Khamenei è di padre azero e capisce il turco, il presidente Masoud Pezeshkian è anche lui per metà azero e può conversare con Recep Tayyip Erdogan senza interprete. L'ultima cosa che il raiss turco vuole è la balcanizzazione dell'Iran, preludio a una possibile secessione delle regioni curde della Turchia.

emine e recep tayyip erdogan 2erdogan abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thaniDONALD TRUMP CON AL THANI IN QATAR erdogan abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani