lingotti oro

È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA – VIAGGIO NELLA MKS PAMP, UNA DELLE SEI RAFFINERIE SVIZZERE CHE HANNO IL COMPITO DI PRENDERE IL METALLO GREZZO, ARRIVATO DALLE MINIERE DI TUTTO IL MONDO, E TRASFORMARLO NELLA VERSIONE LUCCICANTE CHE CONOSCIAMO - IL PROCESSO PARTE DA BLOCCHI DA 150 CHILI SIMILI A GROSSE PIETRE PER ARRIVARE AI MINUSCOLI LINGOTTINI DA UN GRAMMO, GRANDI UN QUARTO DI UN FRANCOBOLL MA DEL VALORE DI CIRCA 150 EURO, FINO AL LINGOTTO STANDARD: IL “MATTONE” DA 12 CHILI VALE UN MILIONE E MEZZO – UN’INDUSTRIA FONDAMENTALE PER GLI SVIZZERI VISTO CHE IL 25% DEL METALLO GIALLO A LIVELLO MONDIALE PASSA DAL PAESE E… 

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Estratto dell’articolo di Flavio Bini per “la Repubblica”

 

ORO - LINGOTTI

La ricetta di un successo quasi secolare qui è non dare nell'occhio. A Castel San Pietro, duemila abitanti nel Canton Ticino, un piccolo e anonimo edificio industriale posizionato poco lontano dal centro città, tra villette e strade strette in salita, tradisce le apparenze: recinzione e blando filo spinato fuori, tonnellate di oro dentro. Quelle che passano ogni anno nei corridoi della Mks Pamp, una delle sei raffinerie svizzere che svolgono un compito apparentemente secondario ma in realtà centrale nell'industria dell'oro: prendere il metallo grezzo arrivato dalle miniere di tutto il mondo e trasformarlo nella versione luccicante e pura con cui è più facile riconoscerlo nella vita quotidiana. U

 

[…] Dalla raffineria del Canton Ticino esce l'oro destinato alle aziende del settore dell'oreficeria per realizzare gioielli e altri prodotti ma anche quello destinato a istituti di credito e banche centrali. Una fabbrica, anche, di lingotti d'oro. […] Preso in mano, o meglio con due mani visti i suoi oltre dodici chili di peso, il «mattone» più prezioso del mondo vale circa un milione e mezzo di euro. Ventuno lingotti appoggiati su un pallet e disposti in sette file da tre valgono oltre 31 milioni.

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[…]

Trecento persone lavorano su tre turni, sei giorni a settimana, in un impianto che visto con occhi inesperti può apparire come una piccola e comune industria metallurgica.

Se non fosse che il metallo che cola nella fonderia e che poi, affinazione per affinazione, tocca un livello di purezza quasi totale, è uno dei grandi protagonisti dell'ultimo anno finanziario. «Qui trattiamo principalmente oro, argento e metalli del gruppo dei platinici», spiega Phaedon Stamatopoulos, managing director dello stabilimento.

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«Ci riforniamo da fonti diverse: innanzitutto dalle miniere, che inviano il loro materiale sotto forma di doré. A queste si affiancano i fornitori secondari, tra cui banche, società di trading, grossisti e rivenditori di metalli preziosi, che ci forniscono sia metalli già raffinati sia materiali riciclati, come scarti di gioielleria».

 

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Il processo parte da blocchi da 150 chili che somigliano a delle grosse pietre ma che in realtà sono dei semilavorati grezzi di metallo ancora non puro e che possono combinare elementi diversi. Attraverso una prima fase di fusione vengono create delle lastre, con un processo chimico ed elettrico viene separato e isolato l'oro puro, che dopo un nuovo passaggio di fusione può assumere la forma desiderata. Dai minuscoli lingottini da un grammo, grandi un quarto di un francobollo ma del valore attuale di circa 150 euro, al lingotto standard.

 

lingotti

Un'industria, quella della trasformazione dell'oro, che è tutt'altro che residuale per la Confederazione. Nel 2024 quasi un terzo dell'export complessivo del Paese era costituito da oro e altri metalli preziosi, più della farmaceutica e quattro volte l'industria degli orologi. Su quasi 5mila tonnellate d'oro che ogni anno vengono estratte dal terreno o rilavorate riciclando quello esistente, circa il 25% passa dalla Svizzera.

 

[…]

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