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IL VIDEO-GIOCO SI FA DURO PER DONALD TRUMP – NINTENDO FA CAUSA AL GOVERNO AMERICANO, CHIEDENDO UN RIMBORSO DEI DAZI IMPOSTI DAL TYCOON TRAMITE ORDINI ESECUTIVI, RITENUTI ILLEGITTIMI DOPO UNA DECISIONE DELLA CORTE SUPREMA – IL COLOSSO GIAPPONESE DEI VIDEOGAME SOSTIENE DI AVER SUBITO DANNI ECONOMICI SIGNIFICATIVI A CAUSA DELLE TARIFFE “RISCOSSE ILLEGALMENTE” – ALTRE GRANDI AZIENDE, COME FEDEX, DYSON, L’OREAL E COSTCO, MA ANCHE 24 STATI AMERICANI, HANNO INTENTATO UNA CAUSA CONTRO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP...
Estratto dell’articolo di Giovanni Turi per www.lastampa.it
Nintendo lancia il guanto di sfida all’amministrazione Trump. Venerdì 6 marzo il colosso giapponese dei videogame ha presentato una causa presso la Us Court of International Trade chiedendo un rimborso dei dazi pagati al governo statunitense a seguito delle tariffe aggiuntive imposte dal Tycoon ai sensi dell’Ieepa (International Emergency Economic Powers Act, ossia la legge federale che conferisce al presidente ampi poteri per regolare il commercio e le transazioni finanziarie in risposta a minacce “insolite e straordinarie” alla sicurezza nazionale).
La sentenza della Corte Suprema di venerdì 20 febbraio ha bocciato la misura. E tre giorni dopo l’autorità doganale americana ha imposto lo stop alla riscossione – sebbene, nel frattempo, l’amministrazione Trump sia corsa ai ripari e abbia fatto entrare in vigore nuovi dazi, la cui base giuridica è la Section 122 -.
TUTTI I DAZI PER MARY - MEME BY EMILIANO CARLI
Da settimane, migliaia di aziende hanno alzato la voce, chiedendo un ritorno economico. Le cifre stimate nel complesso si accavallano l’una sull’altra – c’è chi indica che sia intorno ai 170 miliardi di dollari, altri sui 130 miliardi. Un punto fermo, comunque, non manca: i dazi pagati sono stati «riscossi illegalmente», sostiene Nintendo, che pretende un «rimborso tempestivo», nonché il pagamento delle spese legali e qualsiasi «ulteriore risarcimento che possa essere giusto e appropriato».
Alla foce dell’azione legale c’è «un danno sostanziale» per la società. Nel 2025 Nintendo aveva sottolineato che i dazi doganali avevano avuto una ricaduta concreta, ossia la sospensione dei preordini della console Switch 2, prodotta in Vietnam e altri Paesi asiatici, negli Stati Uniti e in Canada.
[…] Prima dell’abolizione dei dazi ai sensi dell’Ieepa, Nintendo stima che i dazi hanno portato a un gettito di oltre 200 miliardi di dollari nella tassazione. La sua mossa, comunque, non è isolata. Anche altre grandi realtà aziendali FedEx – così come Dyson, L’Oreal e Costco – hanno intentato una causa contro l’amministrazione Usa per le stesse ragioni.
[…] Oltre alle aziende, tra l’altro, si muove anche la sfera pubblica. Un gruppo di 24 Stati americani, infatti, ha annunciato di aver intentato una causa contro i nuovi dazi sulle importazioni. I procuratori generali di New York, California, Oregon e altri Stati hanno evidenziato che Trump avrebbe «esercitato ancora una volta un’autorità tariffaria che non ha».
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