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ME NE VADO! ANZI NO - VINCENZO D'ANNA PRIMA DÀ E POI RITIRA LE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI BIOLOGI, DOPO UNA SERIE DI DICHIARAZIONI CONTROVERSE SUL CORONAVIRUS - L’ATTACCO DI SAVIANO: "LUI È LA PROVA CHE CERTA SCIENZA È DOMINATA DALLA POLITICA. OFFRIVA PACCHETTI DI VOTI IN STILE FEUDALE"
Contrordine. Vincenzo D'Anna - presidente dell'Ordine dei biologi, nonché ex senatore di Forza Italia e di Ala - si è dimesso, ieri, dopo una serie di dichiarazioni controverse sul coronavirus. Oggi però ci ha ripensato. Dice di averlo fatto dopo "petizioni plurime di colleghi biologi".
D'Anna però è noto anche per mosse discusse nella carriera politica. Ed è soprattutto a questo che fa riferimento Roberto Saviano in un post su Fb in cui attacca: "Che una tal figura sia stata Presidente dell'ordine dei biologi genera disgusto. Dimostra lo stato in cui versa certa scienza nel nostro Paese, dominata più dal gioco politico che dal talento e dalle competenze".
E ricorda: "D'Anna ha una lunga carriera politica da democristiano, entra poi in Forza Italia come fedelissimo di Nicola Cosentino". Ma ci sono altre "uscite" su cui Saviano sceglie di tornare: "Di lui rimarranno orride boutade, come quando disse: 'La donna porta con sé l'idea del corpo, l'idea della preda'. Offriva pubblicamente - in perfetto stile feudale - pacchetti di voti come se vendesse foglie di tabacco: 'Posso offrire almeno centomila voti al PD'". Un post, quello di Saviano, scritto prima della clamorosa retromarcia.
Nell'iniziale lettera di dimissioni - indirizzata al consiglio direttivo dell'ordine dei biologi - D'Anna parlava di "divergenze sulla linea politica dell'ente". Ma a inizio marzo aveva pubblicato sulla sua pagina Fb un testo che fece molto scalpore. Aveva scritto, tra l'altro: "Ecco arrivare il colpo di teatro. Nella civilissima ed efficientissima Lodi, proprio lì, nel cuore della terra del condottiero padano, si materializza, a sorpresa, il primo caso italiano d’infezione da Covid-19! Un secondo caso compare poi in Veneto ed un altro ancora a Torino. Insomma: tutti nel profondo Nord, altro che untori africani!! Una sorta di “paradosso virale” che sembra quasi accanirsi con le regioni identitarie della Lega".
Aveva accreditato l'ipotesi di un virus domestico "esistente nelle terre ultraconcimate con fanghi industriali del Nord". E l'aveva declassato a poco più che un'influenza. Abbastanza per dimettersi? Evidentemente no, dal punto di vista di D'Anna.
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