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“VOGLIAMO GIUSTIZIA PERCHÉ NON CI SIANO MAI PIÙ ALTRE MORTI COME QUELLE DI MIO FIGLIO” – PARLA ANTONINO COLLETTI, IL PADRE DEL 15ENNE ALESSIO, MORTO FOLGORATO AL LUNA PARK DI SPOTORNO, IN PROVINCIA DI SAVONA, MENTRE UTILIZZAVA IL “CALCIOMETRO”: “CHIEDIAMO SOLO CHE IL DOLORE ATROCE CHE STIAMO VIVENDO NON VENGA IGNORATO E CHE LA MORTE DI MIO FIGLIO DIVENTI L’ULTIMO TRAGICO MONITO PER UN SISTEMA DI CONTROLLI CHE DEVE CAMBIARE. NON È VERO CHE MIO FIGLIO ERA SENZA SCARPE AL MOMENTO DELLA TRAGEDIA” – GLI INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO SONO TRE: IL GESTORE DELL’IMPIANTO, UN TECNICO E L’INGEGNERE RESPONSABILE…
Estratto dell’articolo di Floriana Rullo per il “Corriere della Sera”
ANTONINO COLLETTI CON IL FIGLIO ALESSIO
«Vogliamo giustizia perché non ci siano mai più altre morti come quelle di Alessio. Era il mio unico figlio. È già capitato una, due, tre volte e ora è toccato a lui. Bisogna dire basta». Seduto sul divano rosso di casa, a Saronno, con la foto di Alessio tra le mani, papà Antonino Colletti parla del figlio 15enne scomparso al luna park di Spotorno la sera di giovedì 16 luglio. […]
Un momento che per Alessio, appassionato di calcio e promessa del Saronno, doveva essere di svago. Era al luna park di Spotorno con l’amico Lorenzo e i genitori che l’ospitavano, quando è stato colpito dalla scarica elettrica mentre utilizzava il «calciometro».
«Chiediamo solo — dice il padre — che il dolore atroce che stiamo vivendo non venga ignorato e che la morte di mio figlio diventi l’ultimo tragico monito per un sistema di controlli che deve cambiare».
A che punto sono le indagini e chi sono gli indagati?
«Le indagini coordinate dalla Procura di Savona sono in corso. Gli indagati per omicidio colposo sono tre: il gestore dell’impianto, un tecnico e l’ingegnere responsabile (il titolare della giostra, Gaspare Piccaluga e i tecnici collaudatori, Luciano Ciamarone, architetto di Torino, e Graziano Minero, ingegnere di Biella, ndr). Siamo nelle mani della magistratura […]».
LUNA PARK DI SPOTORNO - SAVONA
Si è parlato molto di una scarpa tolta...
«È falso. Alessio era vestito di tutto punto: scarpe da calcio chiuse, calze, pantaloncini, maglia del Milan. Non si è tolto nulla. Voleva solo divertirsi. Certo non è possibile che sia morto così. Se un bambino mette le dita nella presa, deve funzionare il salvavita. Anche fosse stato in infradito certe cose non devono accadere».
Cosa è successo realmente quella sera?
«Ci hanno raccontato che era caduta la grandine, che era bagnato. Stava giocando al “calciometro” a terra, un pallone collegato a un impianto. Alessio era lì a trascorrere una vacanza con i genitori del suo amico. Era l’ultimo giorno, poi sarebbe tornato a casa...»
Come lo avete saputo?
«Erano le 23.30, hanno chiamato mia sorella. Sono partito quasi a mezzanotte da Saronno perché mi hanno detto che era grave. Sono arrivato alle 3 del mattino a Savona. Non ho potuto nemmeno salutarlo, avevano già staccato le macchine. L’ho visto andare via in auto e l’ho riportato a casa in una bara bianca. Non è possibile nel 2026 morire così. Mi hanno tolto il futuro. Un vuoto incolmabile». […]
I SIGILLI AL LUNA PARK DI SPOTORNO - SAVONA
LUNA PARK DI SPOTORNO - SAVONA
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