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XI JINPING TIENE TRUMP PER LE PALLE – IN CAMBIO DELL'AIUTO PER CHIUDERE LA GUERRA IN IRAN, IL PRESIDENTE CINESE PRETENDE CHE GLI STATI UNITI RIDUCANO O BLOCCHINO DEL TUTTO LA VENDITA DI ARMI A TAIWAN, CHE PECHINO VUOLE ANNETTERE - “THE DONALD” È PRONTO A "SACRIFICARE" L’ISOLA, CONSEGNANDOLA ALLE FAUCI DEL "DRAGONE", PER TOGLIERSI DAL CAZZO IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE E PARARSI LE CHIAPPONE IN VISTA DELLE MIDTERM - COSI’ FACENDO, PERO', DAREBBE UN'ALTRA PICCONATA ALLA CREDIBILITA', GIA' SCARSA, DEGLI STATES IN POLITICA ESTERA (WASHINGTON SI CONFERMEREBBE PARTNER INAFFIDABILE, COME BENE SANNO GLI AFGHANI) - EVAN MEDEIROS, EX CONSIGLIERE SPECIALE PER L'ASIA-PACIFICO DI OBAMA: “LASCIARE TAIWAN AL SUO DESTINO POTREBBE COMPROMETTERE LA CREDIBILITÀ DEGLI IMPEGNI AMERICANI NEI CONFRONTI DI TUTTI GLI ALLEATI ASIATICI: GIAPPONE, COREA DEL SUD, FILIPPINE, TUTTI SOGGETTI A COERCIZIONE CINESE. ESATTAMENTE CIÒ CHE VUOLE PECHINO…”
1 - “BASTA ARMI ALL’ISOLA” LA STRATEGIA DI PECHINO PER CHIUDERE I CONTI
Estratto dell’articolo di Gianluca Modolo per “la Repubblica”
Poche ore prima che Xi Jinping mettesse piede alla Casa Bianca per incontrare Donald Trump il Ministero della Difesa cinese aveva già messo in chiaro la "linea rossa" più importante per Pechino: Taiwan. L'America dovrebbe adottare «estrema cautela» riguardo a qualsiasi vendita di armi. […]
E dopo aver ribadito ieri al tycoon che Pechino spera che gli Usa affrontino la questione di Taiwan «con prudenza» e adottino la «posizione corretta di opporsi all'indipendenza», oggi Xi quel concetto di «estrema cautela» lo sottolineerà ancor di più: dicendo all'americano che non deve vendere le armi all'isola.
Il leader cinese, quello statunitense e rispettive consorti saranno oggi in visita agli Archivi Nazionali di Washington. […] E proprio in quel luogo, secondo alcune fonti Reuters, Xi ha intenzione di impartire l'ennesima «lezione» a Trump, offrendo la propria interpretazione del terzo dei comunicati congiunti che regolano le relazioni sino-americane.
In quel documento, firmato nel 1982, Washington prospettava una graduale riduzione delle armi americane all'isola (nonostante l'assenza di relazioni diplomatiche formali, gli Usa sono tenuti per legge a fornire a Taiwan i mezzi per difendersi).
Tuttavia, in una nota allegata, l'allora presidente Ronald Reagan precisava in quel documento che la disponibilità alla riduzione è «assolutamente subordinata al continuo impegno della Cina verso una soluzione pacifica» delle divergenze con Taiwan. Xi vorrebbe che quelle vendite si interrompessero. Negli ultimi cinque anni però Pechino ha intensificato le pressioni militari attorno all'isola.
CENA DI GALA TRUMP XI JINPING MELANIA TRUMP
Trump ha autorizzato più vendite di armi a Taiwan di qualsiasi altro presidente nella storia. L'ultimo pacchetto, da 14 miliardi di dollari, rimane però in sospeso da mesi. […]
Fu proprio Trump, tornando dal vertice di maggio qui nella capitale cinese con Xi, a dire che quel pacchetto poteva rappresentare «un'ottima carta da giocare nei negoziati». Affermazioni che preoccuparono non poco sia Taipei sia gli alleati Usa in Asia.
In cambio di un rallentamento o di uno stop delle vendite di armi, secondo le fonti, la Cina potrebbe offrire una maggiore collaborazione agli americani, ad esempio nel fare pressione sull'Iran per mettere fine al conflitto.
Se la complicata operazione di Xi dovesse riuscire, Pechino avrebbe gioco facile a dire ai taiwanesi che di Washington non si possono fidare. Questo non vuole dire che allora ci sarà un'imminente invasione: significa che la Cina ne approfitterà per aumentare la pressione politica, economica e attraverso le esercitazioni militari per arrivare un giorno alla «riunificazione pacifica» come la chiama la propaganda.
La linea ufficiale americana, da decenni, è quella di «non sostenere» l'indipendenza dell'isola. Da tempo Xi spinge per un cambio di linguaggio da parte di Washington: non basta più «non sostenere», bisogna «opporsi». Sfumature lessicali di peso: Xi […] ha bisogno di un cambiamento di linguaggio e atteggiamento degli americani così Taipei si sentirebbe più isolata. […]
2 - EVAN MEDEIROS - “PRONTO LO SCAMBIO TRA SOSTEGNO A TAIPEI E GLI AIUTI A TEHERAN”
CENA DI GALA TRUMP XI JINPING 44
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
I cinesi collegano la questione Taiwan a quella iraniana. Sanno quanto è importante per Trump la situazione nel Golfo e la usano come leva. Proporranno lo stop alla loro vendita di armi a Teheran se gli Stati Uniti faranno lo stesso con Taipei.
[…] Trump non sa nulla del passato e troverà la proposta allettante, dimenticando che un accordo del genere non riguarda solo l'isola». Lo dice Evan Medeiros, ex consigliere speciale per l'Asia- Pacifico di Barack Obama, oggi a capo del Dipartimento di Studi Asiatici della School of Foreign Service alla Georgetown University.
TEMPTATION ISLAND - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA
Accettare quella proposta cosa comporta?
«Potrebbe compromettere la credibilità degli impegni americani nei confronti di tutti gli alleati asiatici: Giappone, Corea del Sud, Filippine, tutti soggetti a coercizione cinese. Esattamente ciò che vuole Pechino. Auspica che i nostri alleati nella regione mettano in discussione l'affidabilità e la credibilità americana. Per i cinesi, Donald Trump è un regalo. Non potrebbero chiedere di meglio».
[…] «Le politiche di Trump verso la Cina non sono condivise da buona parte della sua stessa amministrazione e del Congresso, non ha sostegno negli Usa e non ha credibilità esterna. Ha completamente cambiato attitudine rispetto al suo primo mandato, senza guadagnarci nulla».
Perché lo ha fatto?
«Perché aspira a fare affari con persone potenti. E ha un'affinità per gli autocrati. Lo affascina l'influenza cinese, anche se gli interessi fra i due Paesi non coincidono».
Chi ha più potere?
«Impossibile dirlo, ci sono troppi fattori da considerare. Ma i cinesi stanno sfruttando meglio il momento storico e le crisi, estendendo la propria influenza molto più efficacemente di quanto facciano gli americani. Xi potrà tornare a casa e usare il viaggio per rafforzare la sua credibilità politica in vista del prossimo autunno, molto importante per lui dal punto di vista politico: c'è il Congresso del suo partito».
Perché la tregua commerciale sarà estesa di soli due mesi?
«È l'unico strumento di pressione che gli americani stanno davvero usando. Sanno quanto il prossimo anno sarà, appunto, delicato per la Cina sul piano economico e su quello politico. Pechino ha bisogno di stabilità, non vuole un'altra guerra commerciale. Serve dunque a mantenere una qualche pressione affinché la Cina negozi».
xi jinping e donald trump foto lapresse 7
XI JINPING - TAIWAN E CINA
xi jinping donald trump 1
LE NAVI CINESI ACCERCHIANO TAIWAN E FORMANO UN CUORE
cina vs taiwan
le basi americane e cinesi intorno a taiwan
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DONALD TRUMP E IL VIA LIBERA ALLA CINA SU TAIWAN - VIGNETTA BY ELLEKAPPA
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lo scenario a taiwan basi militari, incursioni aeree e vendita di armi
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