DAGOREPORT - A.A.A. ATTENZIONE ALLA MONETA: RITORNA MINACCIOSA SULLA SCENA GEOPOLITICA DEL MONDO -…
Estratto dell’articolo di F.Bis. per “il Messaggero”
La concorrenza dei giganti dell'e-commerce si mangia i negozi di vicinato, soprattutto agenzie di viaggio e boutique. Resistono alimentari e profumerie. Si stima che dal 2019 al 2023 oltre 52mila commercianti italiani hanno abbassato definitivamente la saracinesca (-7%). È quanto emerge da uno studio condotto da Confesercenti e Ipsos, intitolato "Il Commercio oggi e domani".
[…] La buona notizia è che l'offline resta il canale preferito dai consumatori. Quella meno buona è che non è detto che sarà così ancora per molto. Su nove categorie merceologiche prese in esame da Confesercenti, un terzo vede prevalere gli acquisti via web. L'insieme di chi ha acquistato nell'ultimo anno esclusivamente, prevalentemente o qualche volta online è maggioritario nel comparto viaggi e vacanze (dove l'asticella raggiunge il 72%), in quello dell'elettronica e dei prodotti tecnologici (62%) e infine nella moda (52%).
La quota di clienti che, nello stesso periodo, ha comprato solo, prevalentemente o qualche volta nei negozi fisici, invece, è maggioritaria per articoli e abbigliamento sportivo (54%), cosmetica, profumeria e cura del corpo (58%), arredamento e complementi d'arredo (69%), cibo e bevande da asporto (69%), prodotti per la pulizia della casa (77%) e alimentari (82%). Chiaramente hanno inciso sulle chiusure dei negozi fisici anche pandemia, lockdown, inflazione e caro-energia. […]
La preferenza per l'e-commerce è particolarmente spiccata per la generazione Y, formata dai nati tra il 1981 e il 1996, mentre i cosiddetti Boomers superano la propensione media all'acquisto in rete solo per alimentari e prodotti per la pulizia della casa, cibo e bevande da asporto, cosmetica ed elettronica.
[…] E, per il prossimo futuro, si registrerà un avanzamento degli acquisti sulla rete soprattutto dei servizi. Passerà per il canale online il 17% - pari a 27,6 miliardi di euro contro il 15,5% dei beni (55,2 miliardi). La crescita dell'eCommerce comporterà una ricomposizione delle quote di mercato. Per i negozi la quota si contrarrebbe dal 22,4% al20,4%.
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