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    DIRITTI NEL PALLONE - L’ANTITRUST DÀ IL VIA LIBERA A MEDIAPRO, MA SKY HA RILANCIATO CON MALAGÒ: SE DECIDE DI FARE UN NUOVO BANDO, NON PIÙ PER PIATTAFORMA MA PER ESCLUSIVE, QUESTO PORTEREBBE ALLA LEGA I SOLDI CHE CHIEDE. PERCHÉ IL VERO VALORE AGGIUNTO IN QUESTA EPOCA NON È MICA AVERE I PACCHETTI IN FUNZIONE DEL MEZZO, MA ESSERE L’UNICO A TRASMETTERE UNA PARTITA…


     
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    Marco Mensurati per “la Repubblica

    Mediapro Mediapro

     

    Con una setimana di anticipo sui tempi di marcia previsti, l' Antitrust dà il via libera alla Lega Serie A: già nel corso dell' assemblea di lunedì la Confindustria del pallone potrà assegnare i diritti tv della Serie A ( 2018- 2021) agli spagnoli di Mediapro. A patto però che questi si scordino di fare il "Canale della Lega" ( a meno di non voler ricominciare tutta la procedura da capo, ipotesi oggettivamente impervia) e che si attengano rigorosamente a quanto prevede il decreto Melandri per la figura dell'" intermediario indipendente", e cioè che si limiti a " subconcedere i diritti senza modificare i pacchetti ( preapprovati dall' Antitrust, ndr) e con modalità eque, trasparenti e non discriminatorie".

     

    giovanni pitruzzella ANTITRUST giovanni pitruzzella ANTITRUST

    L' attesa delibera dell' Autorità segna un punto di svolta nella saga dei diritti tv. Perché sgombra il tavolo dall' ipotesi più rivoluzionaria, quella del canale Lega. E perché costringe tutte le parti in campo a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative. Un minuto dopo la pubblicazione del documento sul sito ufficiale agcm. it, infatti, i giochi sono ripresi a gran ritmo. E tutti i protagonisti della vicenda si sono autoproclamati trionfatori piegando la decisione a proprio vantaggio.

     

    Così, la Lega faceva notare come l' Autorità «non ha avuto nulla da eccepire rispetto alla procedura » curata dal subcommissario Paolo Nicoletti (e non è cosa da poco, considerando le pessime esperienze analoghe del passato). Allo stesso modo, l' advisor Infront sottolineava come l' ok di ieri è il «suggello finale alla rottura del monopsonio » del calcio, della situazione cioè in cui sul mercato c' è un solo compratore. Sky, da parte sua, festeggiava il blocco sul nascere del Canale e il recinto, piuttosto angusto a dire il vero, posto attorno al ruolo degli spagnoli, che nelle interviste sin qui rilasciate, e non solo, hanno sempre confermato che la loro intenzione era proprio quella di fare il Canale, e che invece si troveranno ora a dover bussare alle porte dei broadcaster.

    MEDIAPRO MEDIAPRO

     

    Al di là di chi abbia ragione, sul tavolo restano ora due temi cruciali. Il primo è quello delle garanzie: Mediapro Italia srl deve presentare alla Lega una fideiussione bancaria da un miliardo ( più trecento milioni di iva). Teoricamente ha 21 giorni a partire dall' assegnazione ( probabile il 19 marzo).

     

    Praticamente, molto meno, visto che entro otto giorni deve pagare il 5% sul valore dei diritti, come anticipazione: vale a dire 50 milioni di euro. Soldi sui quali i bilanci dei club, e i rispettivi presidenti, contano molto. Ancora ieri Mediapro ha dato a Infront ampie rassicurazioni: i soldi ci sono. Ma qualche preoccupazione, anche in Lega, resiste.

    Il secondo tema cruciale è quello del mercato. Riassumibile in una domanda. Che poi è sempre la stessa: come pensa Mediapro di guadagnare più di quanto ha offerto alla Lega (1 miliardo e 50 milioni)? I soggetti interessati sono sempre gli stessi: Sky e Mediaset, e forse la tedesca Perform che vuole lanciare la Netflix del pallone.

    malagò fabbricini malagò fabbricini

    Ma l' ultima asta bandita dalla Lega e partecipata dai tre soggetti non è andata oltre i 779 milioni.

     

    Ne mancano parecchi. Dove pensano di trovarli?

    Fermo restando che Mediaset difficilmente offrirà più dei 200 milioni su cui si è da sempre attestata, gli spagnoli puntano molto sulla presunta disperazione di Sky, che non vuole perdere il campionato ( e che difficilmente, alla fine, lo perderà). Sky si difende simmetricamente: puntando sulla disperazione di Mediapro, che senza i suoi soldi rischia il crac.

     

    Per uscire dall' impasse, gli uomini di Sky hanno preso carta e penna e, pochi giorni fa, hanno scritto direttamente al commissario di Lega Giovanni Malagò. Il messaggio era più o meno questo: caro commissario, sappi che se decidessi di fare un nuovo bando, non più per piattaforma ma per esclusive, noi « siamo certi » che il risultato del bando « porterebbe alle società di calcio tutte le risorse in linea con le loro aspettative», vale a dire circa un miliardo di euro. «Ovviamente nel rispetto della no single buyer rule».

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    Un rilancio ardito, che Malagò, in attesa di conoscere le intenzioni di Mediapro, sta valutando con attenzione.

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