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    EVERGRANDE NON DEVE MORIRE - NONOSTANTE IL COLOSSO IMMOBILIARE CINESE SIA SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO, DECLASSATO DA FITCH A “CC”, PECHINO HA PRECETTATO LE BANCHE PER IL SOCCORSO - IL PIANO È QUELLO DI FARE CASSA VENDENDO UNA QUOTA DI SHENGJING BANK A UNA SOCIETÀ STATALE - C’È IL RISCHIO CONTAGIO IN TUTTO IL SETTORE IMMOBILIARE, MA IL REGIME POMPA LIQUIDITÀ NEL SISTEMA FINANZIARIO PER IL NONO GIORNO DI FILA, IN QUELLA CHE È LA STRISCIA PIÙ LUNGA DA DICEMBRE 2020...


     
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    Nino Sunseri per "Libero Quotidiano"

     

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    Evergrande è entrata in camera di rianimazione. Secondo gli osservatori internazionali le possibilità di sopravvivenza sono, a questo punto, piuttosto esigue. Non a caso Fitch l'ha retrocessa a ‘C' da 'CC', un solo gradino sopra il precipizio.

     

    Per l'agenzia è praticamente impossibile che la società paghi gli nteressi maturati sui bond. A sorpresa, invece, la Banca centrale cinese (Pboc) e la China Banking Regulatory Commission hanno convocato una riunione con 24 banche allo scopo di sollecitare la cooperazione con i governi locali per assicurare lo "sviluppo stabile e sano" del mercato immobiliare, proteggendo gli acquirenti di case.

     

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    La decisione di Fitch è maturata nel giorno del coupon in scadenza da 47,5 milioni su una emissione in dollari che non risulterebbe pagato. Il nuovo stop si aggiunge a quello da 83,5 milioni non onorato il 23 settembre.

     

    "Il declassamento riflette il fatto che è probabile che Evergrande manchi il pagamento degli interessi su titoli senior non garantiti", hanno scritto gli analisti dell'agenzia rilevando che la società si trova già nel 'periodo di tolleranza' di 30 giorni superato il quale scatta il default.

     

    LE INDICAZIONI

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    All'incontro della Pboc, presieduta direttamente dal governatore Yi Gang, hanno partecipato anche i responsabili del ministero dell'Edilizia abitativa e dello Sviluppo urbano-rurale e della China Securities Regulatory Commission.

     

    Le istituzioni finanziarie, secondo una nota serale dell'istituto che non menziona mai la crisi di Evergrande, sono state sollecitate a "seguire i principi dello Stato di diritto". In altri termini, l'orientamento che emergerebbe è quello di favorire soluzioni decentrate, in periferia, con la vendita di asset (anche ai rivali del settore) o l'ingresso degli enti locali a tutela delle abitazioni pagate e non completate, stimate in oltre 1,5 milioni di unità, per "tutelare gli acquirenti”.

     

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    In mattinata, Evergrande ha annunciato la vendita per 1,5 miliardi di dollari del 19,93% di Shengjing Bank a Shenyang Shengjing Finance Investment, società di gestione patrimoniale statale, al fine di raccogliere liquidità.

     

    Shengjing Bank, tuttavia, ha imposto che i proventi della cessione siano utilizzati per estinguere i debiti del gruppo con l'istituto, segnalando un'altra indicazione precisa: i creditori domestici, a ogni livello, saranno preferiti agli internazionali.

     

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    Sulla Borsa di Hong Kong (+0,67%), in controtendenza rispetto alle perdite dei listini asiatici, Evergrande è andata in altalena toccando un massimo intraday oltre il 16%, prima di chiudere con un guadagno del 14.98%, sfruttando l'annuncio sulla cessione della partecipazione bancaria.

     

    Evergrande manifestazione Evergrande manifestazione

    CONTAGIO

    Il contagio, però, sembra estendersi a tutto il settore. Un'altra società immobiliare, Fantasia, ha chiesto la sospensione dei titoli in vista di un annuncio rilevante. Per tamponare la crisi la Banca centrale cinese ha immesso liquidità nel sistema finanziario per il nono giorno di fila, in quella che è la striscia più lunga da dicembre 2020.

     

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    Lo scopo è quello di soddisfare l'impennata della domanda stagionale in vista della lunga festività della Golden Week. L'operazione si articola in un pronto contro termini a 14 giorni da 100 miliardi di yuan (15,5 miliardi di dollari) per un saldo netto di 40 miliardi di yuan. La mossa lascia anche ipotizzare il tentativo di rassicurare di fronte alle tensioni alimentate da Evergrande, su cui pende sempre il fardello da 305 miliardi di dollari.

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