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“QUELLA DI MARIO SECHI È UNA RICOSTRUZIONE STRUMENTALE” – FONTI VICINE ALLA SOCIETÀ EDITORIALE DEGLI ANGELUCCI REPLICANO AL TWEET CON CUI IL DIRETTORE DI “LIBERO” HA ANNUNCIATO IL LICENZIAMENTO “NEL MOMENTO IN CUI SONO FINITO SOTTO SCORTA”: “IL RICHIAMO FATTO OGGI ALLE MINACCE RICEVUTE AVREBBE IL SOLO EFFETTO DI PRESENTARE LA VICENDA COME UNA RITORSIONE PERSONALE" – SECHI NON SAREBBE STATO LICENZIATO DIRETTAMENTE DA ANGELUCCI, MA "SOLLEVATO DALL'INCARICO NELL'AMBITO DELLE DECISIONI EDITORIALI DEL QUOTIDIANO, LEGATE ANCHE ALL'INSODDISFACENTE NUMERO DI COPIE VENDUTE, E IL DIRETTORE NE SAREBBE STATO INFORMATO GIÀ DA DIVERSE SETTIMANE"
TWEET FLASH! - MARIO SECHI, FINO A OGGI DIRETTORE DI "LIBERO": ANNUNCIA: "ANGELUCCI MI HA LICENZIATO. LO HA FATTO NEL MOMENTO IN CUI SONO FINITO SOTTO SCORTA, MINACCIATO DI MORTE DAI TERRORISTI ANARCO-INSURREZIONALISTI" - MA LA SCORTA SECHI L'HA AVUTA DA APPENA TRE SETTIMANE: I MOTIVI CHE HANNO SPINTO IL GIORNALE AD ACCOMPAGNARLO ALL'USCITA, PROBABILMENTE, FORSE, MAGARI SARANNO BEN ALTRI...
EDITORIA: FONTI VICINE A SOCIETA' 'LIBERO', 'DA SECHI RICOSTRUZIONE STRUMENTALE, NO RITORSIONE MA SCELTA EDITORIALE'
(Adnkronos) - "Quella di Mario Sechi è una ricostruzione strumentale''. Così fonti vicine alla società editrice di 'Libero' definiscono all'Adnkronos il post su X del direttore Mario Sechi, che ha annunciato di essere stato licenziato "nel momento in cui sono finito sotto scorta".
Sechi, riferiscono le fonti, "ha collegato la richiesta di lasciare la direzione del quotidiano alla circostanza di essere finito sotto scorta", ma, osservano le stesse fonti, la misura di protezione nei confronti di Sechi "sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e, dunque, il richiamo fatto oggi alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale".
Secondo quanto si apprende, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma "sollevato dall'incarico nell'ambito delle decisioni editoriali del quotidiano", legate anche "all'insoddisfacente numero di copie vendute", e il direttore "ne sarebbe stato informato già da diverse settimane".
Le fonti sottolineano inoltre che misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell'informazione "non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti. In questo quadro, viene giudicato 'improprio' utilizzare la questione della scorta per sostenere l'idea di un licenziamento avvenuto 'nel momento' delle minacce".
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