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    “GEORGE FLOYD NON È IL MIO MARTIRE” – NON TUTTI I NERI STANNO CON L'AFRO-AMERICANO UCCISO A MINNEAPOLIS. L’ATTIVISTA PRO-TRUMP CANDACE OWENS: “TUTTI FINGONO CHE QUEST’UOMO CONDUCESSE UNO STILE DI VITA “EROICO”, SIAMO FONTE DI IMBARAZZO PER NOI STESSI. NESSUNO VUOLE DIRE LA VERITÀ A RIGUARDO” –LE SONO ARRIVATE MINACCE DI MORTE E DI STUPRO, CONDITE DALL’EPITETO DI ‘HOUSE NIGGER’, NEGRA DA CORTILE, MA MIKE PENCE L’HA INVITATA ALLA CASA BIANCA… - VIDEO


     
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    DAGONOTA

    candace owens candace owens mike pence con candace owens e altri attivisti mike pence con candace owens e altri attivisti

    Giovedì il vice-presidente Usa Mike Pence ha invitato alla Casa Bianca un gruppo di attivisti e tra questi c'era anche Candace Owens. Donna, di colore, ultra-trumpiana, Owens è una star dei social e le sue opinioni sono spesso controverse (i.e., ha dato della strega a Meghan Markle). Mercoledì Owens ha pubblicato un video molto discutibile in cui ha accusato George Floyd di essere un 'essere umano orribile' che non dovrebbe essere chiamato martire. A molti è sembrato curioso, e anche abbastanza inopportuno, che il giorno successivo fosse alla Casa Bianca per incontrare il Vice di Trump

    il video di candace owens su george floyd il video di candace owens su george floyd

     

    agente di polizia preme il ginocchio sul collo di george floyd minneapolis agente di polizia preme il ginocchio sul collo di george floyd minneapolis

     

    Cristina Gauri per www.ilprimatonazionale.it

     

    E’ giusto dipingere l’afroamericano George Floyd come un martire? E’ giusto mettere a ferro e a fuoco una nazione per protestare contro la sua morte? Se lo stanno chiedendo – ovviamente sottovoce – in molti; per chi, invece, mostra il coraggio di porsi pubblicamente la questione, è bell’e pronta la graticola del politicamente corretto, messa in piedi dal fronte oceanico – o baraccone – dei bianchi soggiogati dal white guilt e delle minoranze etniche in preda agli afflati rivoluzionari.

     

    candace owens da' della strega a meghan markle candace owens da' della strega a meghan markle

    Se poi chi esprime dubbi sulla santità dell’afroamericano rimasto vittima delle forze dell’ordine di Minneapolis è una donna nera, per di più di tendenze conservatrici, apriti cielo: il minimo che le può capitare è quello di sentirsi chiamare house nigger, negro da cortile, condito da i soliti insulti a sfondo sessista e alle minacce di morte e di stupro – che in questo caso non offendono nessuno, perché il target non è di estrazione liberal-progressista.

     

    donald trump con candace owens e il marito george farmer donald trump con candace owens e il marito george farmer kevin hart e ludacris ai funerali di george floyd kevin hart e ludacris ai funerali di george floyd

    E’ successo all’attivista conservatrice e afroamericana Candace Owens, che ad essere etichettata come house nigger ormai ci ha fatto il callo da anni, e la cosa, evidentemente, non la turba e non la smuove minimamente dalle proprie convinzioni. Proprio la Owens, fondatrice della Blexit, movimento che si propone di «liberare gli elettori neri dalle grinfie del Partito Democratico» è infatti intervenuta contro la martirizzazione di Floyd operata da media e istituzioni progressiste in tutto il mondo, postando un video di 18 minuti in cui espone i propri dubbi in merito.

     

    candace owens con donald trump jr candace owens con donald trump jr candace owens candace owens

    «Non mi devo scusare per nulla. George Floyd non è il mio martire. Può essere il vostro, forse», attacca nel filmato, nel quale condanna apertamente gli agenti coinvolti nell’omicidio augurandosi che vengano adeguatamente puniti per il crimine commesso. «Tutti fingono che quest’uomo conducesse uno stile di vita “eroico”», prosegue. «Siamo fonte di imbarazzo per noi stessi. Nessuno vuole dire la verità a riguardo». La verità che tutti i media conoscono e che tutti, ostinatamente, si rifiutano di portare alla luce è che Floyd era stato condannato per ben 5 volte a una pena detentiva e che nel 2007 aveva fatto irruzione nella casa di una donna incinta e l’aveva minacciata puntandole la pistola sulla pancia. Il giorno della sua morte Floyd era strafatto di fentanyl e metanfetamine. Non proprio l’attitudine da angelo vendicatore dei torti subiti dagli afroamericani che tutti gli hanno voluto affibbiare dopo la morte.

    il matrimonio di candace owens il matrimonio di candace owens

     

    Per tutte queste dichiarazioni la Owens ha ricevuto il solito trattamento riservato ai neri «traditori», quelli cioè che non si fanno monopolizzare dalla vulgata progressista: accuse di essere il cagnolino da grembo dell’uomo bianco, minacce di morte e di stupro, provenienti dal fuoco incrociato di afroamericani infuriati e dei liberal dalla bianchissima pelle; i quali, in modo più arrogante e suprematista del più suprematista dei bianchi, sono letteralmente impazziti alla vista di una donna afroamericana che non la pensa come dicono loro.

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