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    LA VENEZIA DEI GIUSTI - ''AD ASTRA'' CON BRAD PITT IN STATO DI GRAZIA È UNA GRANDE ED ELEGANTISSIMA SPACE OPERA. UN LAVORO SOTTILE SU SCENOGRAFIE, COSTUMI, MUSICHE CHE RIESCE, COSA ASSOLUTAMENTE RARA, A COSTRUIRE UNA FANTASCIENZA NON VISTA E ORIGINALE. IL CUORE NELLA STORIA È NEL VIAGGIO CHE PORTERÀ IL PROTAGONISTA A INCONTRARE IL PADRE TOMMY LEE JONES


     
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    Marco Giusti per Dagospia

     

    Venezia. Ad Astra di James Gray

     

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    Grande e elegantissima space opera che mischia Conrad, Melville e mille western classici, Ad Astra, diretto da James Gray, che lo ha scritto con Ethan Gross, fotografato dall’Hoyte Van Hoytema di Dunkirk, prodotto e interpretato da un Brad Pitt in stato di grazia, è davvero una bella sorpresa che illumina questa seconda giornata del Festival di Venezia. Gray cucina questo viaggio nello spazio del maggiore Roy McBride, che ha l’incarico di ritrovare il padre impazzito, Tommy Lee Jones, su un’astronave dalle parti di Nettuno, e risolvere così una serie di disastri che si stanno verificando sulla terra, con una armoniosa messa in scena che riesce, cosa assolutamente rara, a costruire una fantascienza direi non vista e originale.

     

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    Grazie a un lavoro sottile su scenografie, costumi, musiche, ma anche al tono di viaggio metaforico che Gray riesce a darci giocando tutto attorno allo sguardo di Brad Pitt, viaggiatore spaziale solitario ma sconvolto dalla notizia che il padre, dato per morto 16 anni prima, è ancora vivo. Nel corso del lungo viaggio per arrivare all’astronave del padre, che era a capo del Lima Project, Brad Pitt-McBride si imbatterà in avventure di ogni tipo. Tra abitanti della luna che si ammazzano gli uni con gli altri, incontri su Marte, babbuini feroci che incontra su altre astronavi.

     

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    Come in un vecchio film di fantascienza di Alfonso Brescia, Brad Pitt si può difendere con uno scudo da pietroni spaziali, può muoversi abilmente da una navicella all’altra, ma le inquadrature sono tutte elegantissime, e alla pulizia dell’immagine corrisponde un montaggio delle musiche che avvolge ogni cosa, così non pensiamo alle situazioni più trash.

     

    Per combattere la solitudine Brad Pitt pensa ogni tanto alla fidanzata Liv Tyler, vede messaggi top secret che gli mostrano il padre come un Kurz dello spazio, parla con una dottoressa di Marte, Ruth Negga, con un vecchio amico del padre, Donald Sutherland. Ma il cuore della storia è nel viaggio che lo porterà all’incontro col padre Tommy Lee Jones, vecchio eroe dello spazio. Molto bello.

     

     

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