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    IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA  A 89 ANNI LA LEGGENDARIA OLYMPIA DUKAKIS, LA MAMMA DEL CINEMA AMERICANO. IN “STREGATA DALLA LUNA” DI NORMAN JEWISON IL RUOLO CHE LE FECE VINCERE L’OSCAR COME MIGLIOR ATTRICE. CAPELLI BIANCHI ARGENTO, PARLANTINA SCATENATA, ERA IMPOSSIBILE NON NOTARLA - IN TV IL SUO RUOLO DI MAGGIOR SUCCESSO È QUELLA DELLA… - VIDEO


     
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    Marco Giusti per Dagospia

     

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    Se ne va in quel di New York City a 89 anni la leggendaria Olympia Dukakis, per tutti la mamma italo-americana di Cher in “Stregata dalla luna” di Norman Jewison, il ruolo che le fece vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista e la lanciò definitivamente anche nel cinema. Capelli bianchi argento, parlantina scatenata, era impossibile non notarla.

     

    Fu la mamma italiana, greca, ebrea, di qualsiasi attore piccolo e grande, da Dustin Hoffman in “John e Mary” a Ted Danson in “Dad”, da Joseph Bologna in Teraia di gruppo” a Kirstie Allen in “Senti chi parla”. Perfino la mamma di un giovane Frank Sinatra in tv. Norman Jewison l’aveva notata a teatro, dove era inarrestabile, nella commedia “Social Security” diretta da Mike Nichols e andò sul sicuro. Con Vincent Gardenia, che fa suo marito, aveva già recitato in “Il giustiziere della notte”.

     

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    Era nata nel 1931 a Lowell, Massachussetes, figlia di due immigrati greci, madre del Peloponneso e padre dell’Anatolia, cugina del candidato democratico alla presidenza Michael Dukakis. Del resto anche lei è sempre stata un’attivissima democratica pronta a ogni battaglia. Si laurea alla Boston University in Phisical Therapy, e lavora come medico durante la grande epidemia di polio negli anni ’50. Ma dai primi anni ’60 la troviamo a teatro, la sua grande passione. Durante un provino incontra Louis Zorich, nessuno dei due ottiene la parte ma trovano l’amore. Si sposano nel 1962 e passeranno 55 anni felici assieme coi loro tre figli. Zorich, che è morto nel 2018, ha detto riguardo quel loro primo incontro. “Ricordo i suoi occhi, lei era molto sexy, e mi sono detto, Dio mio, questa donna… E lei non era una violetta striminzita, non lo è mai stata”. Nel 1964 la troviamo a Broadway con “Abraham Cochrane” e da lì partecipa a qualcosa come 130 produzioni teatrali, Shakespeare, Pirandello, Tennesse Williams.

     

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    E’ stata anche la protagonista di “Ecuba”, di “Rose”, grande successo di Broadway nel 1998, di un’edizione di “Madre Coraggio e i suoi figli” di Bertold Brecht nel 2013. Col marito mette in piedi una compagnia teatrale, The Whole Theater Comany a Montclair, New Jersey che va avanti dal 1971 al 1990. Al cinema inizia nel 1962 con “Lilith” di Robert Rossen, ma lo trascura perché preferisce il teatro. Lo troviamo anche in “Sisters” di Brian De Palma, in “The Rehearsal” di Jules Dassin, “The Wanderers” di Philip Kaufman.

     

     

    Ma è con l’Oscar di “Stregata dalla luna” che diventa la mamma del cinema americano. La troviamo così in “Una donna in carriera”, in “Fiori d’acciaio” di Herbert Ross a fianco di Shirley MacLaine, in “Senti chi parla” I e II, “Il club delle vedove” di Bill Duke, dove divide la scena con altre mamme terribili di Hollywood, Ellen Burstyn e Diane Ladd, in “La dea dell’amore” di Woody Allen dove è Giocasta, in “Goodbye Mr Holland”, “Mother”. In tv il suo ruolo di maggior successo è quella della padrona di casa transgender di “Tales of the City”, serie che inizia nel 1993 e viene più volte ripresa, fino all’ultima serie del 2019. Aveva da poco ultimato un nuovo film, “Not To Forget” di Valerio Zanoli. La sua attrice preferita, diceva, era Geraldine Page. L’Oscar glielo hanno portato via i ladri nel 1989. Cher ha scritto un tweet commovente sulla sua scomparsa.

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