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Hirst the Kitsch! Maestosa, titanica, divertente, enorme fino all’abnorme. Uno spirito con attitudine al trivio la potrebbe liquidare con “Ventimila seghe sotto i mari”. «Treasures from the wreck of the Unbelievable», i tesori del relitto dell’Incredibile: così si intitola la mostra che si aprirà al pubblico il 9 aprile (fino al 13 dicembre) in entrambe le sedi della Fondazione Pinault a Venezia, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, è un viaggio lisergico negli abissi della società ultra-mediatica, tra arte e artificio, in mezzo ai relitti incrostati dal tempo e dall’irrazionale.
Una Disneyworld sommersa che ha fatto naufragio al pari di un Titanic carico di opere d’arte di un immaginario collezionista dell’antichità (e non a caso Hirst rende doveroso omaggio con due sculture a Topolino e a Pippo) che farà felici i pupi. Sì portate i bambini a Venezia, c’è un luna park strabiliante che li farà divertire. Del resto, Picasso motteggiava: ‘’Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi’’.
Damien Hirst c’è riuscito a restare bambino, quindi capace di “vedere” e non semplicemente di “guardare”, senza preconcetti e pregiudizi intellettualisti. Ma a differenzi dei pupi, Damien ha la fissa della morte, quindi della fede, del buio dell’anima. Tutte le sue opere hanno un compito: trasformare la soluzione della vita nella domanda della morte, della fine.
E allora trasforma questa popolazione di Bronzi di Riace, lasciati coperti dalle incrostazioni del tempo, in un esorcismo di massa popolato da eroi di massa, dal Farone al Ciclope, dalla Sirenetta al gigantesco Demone trionfante nel cortile di Palazzo Grassi, da Topolino fino a Mazinga Zeta, dalle Amazzoni incazzate al Libro della Giungla. E vanno tutti d'amore e d'accordo con il motto di Duchamp: "Fate quello che volete, ma non annoiatemi".
‘’Colossali sculture, statue, vasellame, armi, gioielli affollano le stanze dei due edifici di Pinault come una storia di specchi tra mercato e collezionisti, oblio e invenzione, libertà e ricchezza’’. Ecco: la parola Kitsch, che fa tanto orrore, è la chiave, oggi, per entrare in contatto con lo Spirito del Tempo: per stare agganciati alle ruota dell’attualità occorre fare surf , stare in bilico sull’onda, arrivare alla riva prima possibile senza perdere tempo in concettualismi, astrattismi, intellettualismi.
DAGO E FRANCOIS PINAULT - HIRST A VENEZIA
I nostri codici di riferimento sociale, i nostri vizi pubblici e vezzi privati, non hanno più origine dalle ideologie o dalle religioni, non germinano dal Bello o dal Brutto, dall'Alto o dal Basso, dall'Etica o dall'Estetica: "valori assoluti & pregiudizi ideologici" crollati durante gli anni Ottanta insieme al muro di Berlino e sostituiti dalla rivoluzione tecnologica, il cui tasto più abusato è “delete”, cancella.
Ecco: ripescando i “tesori” della Storia, dal Faraone a Topolino, realizza una Disneyworld sommersa che, in barba al digitale tritatutto, nessun tasto potrà mai cancellare dalla nostra immaginazione.
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