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    LA QUARANTENA DA’ ALLA TESTA E MANDA ALL’ARIA LE FAMIGLIE –L’ALLARME DEGLI PSICOLOGI: "LA CONVIVENZA COATTA È CAUSA DI SEPARAZIONI E SUICIDI”. È UNA “CONDANNA AGLI ARRESTI DOMICILIARI, SPESSO IN CASE TROPPO PICCOLE. TRA LE MOLTE DIFESE DELL' ESSERE UMANO C'È L’ALLONTANARSI PER TORNARE VICINI. MA L’ESSERE COSTRETTI A STARE GOMITO A GOMITO CON IL PARTNER FA SALTARE LE DIFESE E MOLTE SITUAZIONI RISCHIANO DI ESPLODERE - LO YOGA PUO' DARE UNA MANO...


     
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    Monica Serra per “la Stampa”

     

    separazioni separazioni

    Silvia, mamma single, ha due bimbe di 3 e mezzo e 5 anni. Otto ore al giorno di lavoro in smart-working «che così ha ben poco di smart», i genitori anziani lontani, barricati in casa per paura del virus e nessun compagno con cui dividere il peso di queste giornate. Marco è un manager in carriera.

     

    Dal suo ufficio, in cui trascorreva 12 ore al giorno, ha sempre amato moglie e figlia. Ma ora che è costretto a condividere con loro tutto, si sente oppresso e si chiude in macchina per evitare di ascoltarle, «perché urlano e parlano, parlano troppo». Luca, giovane avvocato, divide la sua casa a Milano con due coinquilini. Uno ha la febbre alta da giorni ma non vuole chiamare il 112 e lui è arrabbiato, ha paura e minaccia di denunciarlo.

     

    L' allarme L' altra faccia del coronavirus è questa: la "convivenza coatta" in case spesso troppo piccole per rispondere alle esigenze di tutti, una condizione straordinaria a cui nessuno era pronto.

     

    «È una condanna agli arresti domiciliari e abbiamo appena iniziato a scontare la pena», riflette il professor Fabio Sbattella, ordinario di Psicologia delle emergenze all' università Cattolica di Milano. «Tra le molte difese dell' essere umano c' è l' evitarsi. Allontanarsi per tornare vicini. La costrizione negli stessi spazi, un bilocale, un trilocale, può essere un modo per guardarsi in faccia e affrontare i problemi che sono ordinari in ogni famiglia, ma fa saltare le difese e molte situazioni rischiano di esplodere».

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    Tant' è - spiega il docente che coordina l' associazione Esprì, Emergenze sociali e psicologiche di ricerca e intervento - che le ricerche fatte sulle famiglie post-terremoto, in Italia e in Albania, e sulle coabitazioni di blocco «dimostrano che dopo situazioni di questo tipo si registra un aumento di divorzi. E, a distanza di uno, tre anni un aumento di suicidi o atti di autolesionismo». Questo anche perché «ci sono tante famiglie che vivono già situazioni di disagio, di dipendenze da alcol o droga, di maltrattamenti, che questa condizione non può che aggravare. Cosa può significare per una ragazza che soffre di anoressia essere costretta a sedersi a tavola due volte al giorno con tutta la famiglia?».

     

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    I deboli La convivenza coatta mette in crisi soprattutto le persone più fragili: chi è solo, i tossicodipendenti. «Ma i sintomi si manifestano anche in chi non ha un disturbo e si trova costretto a risolvere problemi legati alla sospensione della normalità», sottolinea Armando Toscano, psicologo e manager del terzo settore che in questi giorni di emergenza coordina due sportelli: uno di ascolto gratuito e l' altro di lezioni quotidiane di yoga.

     

    La situazione straordinaria che stiamo vivendo «genera un rapporto anomalo tra genitori e figli, tante preoccupazioni per gli anziani che non vivono in famiglia che si sentono isolati. E, non riuscendo a soccombere all' esigenza di socialità con Skype o Facebook come fanno i più giovani, finiscono per uscire più spesso e mettere a repentaglio la loro vita».

     

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    Poi ci sono le preoccupazioni lavorative di tanti precari che devono barcamenarsi come meglio possono. E la questione della percezione e della gestione del tempo che si è dilatato. È un momento di prova importante per le coppie, di rivoluzione delle abitudini quotidiane. «L' invito a tutti è quello alla tolleranza e alla disponibilità», consiglia lo psicologo. «Bisogna cercare di creare una nuova struttura per la gestione del tempo: darsi degli appuntamenti quotidiani e onorarli per creare movimenti relazionali: momenti in cui si è insieme e momenti in cui si ha una propria intimità». E come si fa quando si condivide un piccolo bilocale? «Bisogna organizzarsi, tenere i ritmi». L' importante è darsi degli appuntamenti e rispettarli. «Il segreto è dedicarsi ai propri interessi chiedendo di non essere disturbato».

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